Il motivo che ci ha spinto ad affrontare questa tesi di laurea si fonda sulla volontà, condivisa e promossa dal Comune di San Mauro Torinese, di conoscere più approfonditamente le vicende dell'antica Abbazia di Pulcherada dalle quali dipese lo sviluppo della cittadina stessa.
Data la presenza di alcuni studi già effettuati sulla parrocchiale di Santa Maria, nucleo dell'Abbazia, abbiamo scelto di concentrarci sull'attigua Cappella della Madonnina. Di quest'ultima infatti non esistono studi approfonditi, tuttavia la sua conformazione particolare, dovuta alla presenza di un piano superiore ed uno seminterrato, ci ha incuriosite e spinte ad indagarla maggiormente.
Il rilievo da noi effettuato non deve quindi essere inteso come uno strumento orientato esclusivamente alla ricerca della perfezione metrica e numerica, per altro irraggiungibile data l'inevitabile presenza di un residuo di errore nelle misure, bensì come mezzo di conoscenza indispensabile per la lettura e la comprensione dell'architettura storica.
Il punto di partenza è stata dunque la ricerca storica delle fonti d'archivio, bibliografiche e cartografiche finalizzata alla collocazione dell'edificio nel proprio contesto culturale.
Il primo documento nella quale viene citata la Pulcherada è l'atto di fondazione del monastero di San Quintino di Spigno del 991, nel quale si afferma che l'abbazia è stata distrutta da mali homines e pertanto ne viene ordinata la ricostruzione. Tra l'XI ed il XIII secolo si ha il momento di maggiore prosperità dell'abbazia e la formazione del suo borgo. Nel 1418 essa cambia titolazione da Pulcherada a San Mauro; successivamente nel 1474 viene data in commenda e tra il XV ed il XVIII secolo i beni ed i diritti feudali dell'abbazia vengono gradualmente ridotti in favore dell'abitato di San Mauro.