Pietra Leccese e Carparo : interventi e tecniche di restauro
Sofia Giammaruco
Pietra Leccese e Carparo : interventi e tecniche di restauro.
Rel. Jean Marc Christian Tulliani. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2009
Abstract
Capitolo 1 II territorio
Ogni materiale, inserito in un determinato ambiente, tende a mettersi in equilibrio con esso; se i parametri ambientali cambiano nel tempo si ha come conseguenza la perdita dell'equilibrio raggiunto e la necessità, per l'oggetto, di nuovi adattamenti. Le inevitabili trasformazioni che si accompagnano a questi processi sfociano in un cambiamento più o meno rapido ed evidente delle caratteristiche originarie del materiale, e in definitiva portano a quella che abitualmente chiamiamo alterazione.
Conoscere il comportamento di un materiale da costruzione cavato e lavorato richiede l'osservazione dei fattori ambientali che lo interesseranno una volta messo in opera.
Note le caratteristiche intrinseche (composizione e proprietà chimiche, fisiche e meccaniche) sarà indispensabile individuare gli agenti con i quali il materiale può interagire ed a causa dei quali può essere alterato, cioè interessato da meccanismi di degrado.
La degradazione dei materiali lapidei, come del resto quella di qualsiasi altro materiale, è dovuta all'interazione tra gli stessi materiali e l'ambiente che li circonda. Ogni materiale lapideo, in funzione della sua natura (composizione chimica e mineralogica, caratteristiche fisiche e strutturali, etc... ), reagisce in un determinato modo con i componenti dell'ambiente; tale reazione è regolata dalle particolari condizioni climatiche prossime all'oggetto (microclima), cioè da temperatura, umidità, vento, etc.. Nello specifico, la definizione dei meccanismi di degrado caratteristici dei materiali lapidei cavati nella Penisola Salentina parte dall'analisi del territorio e dell'ambiente in cui gli stessi materiali sono impiegati. Pertanto verranno trattate tematiche quali: la morfologia del territorio pugliese e dell'area geografica della Penisola Salentina; i fattori meteoclimatici (temperature, precipitazioni, venti prevalenti) ed il loro andamento; la qualità dell'aria e di conseguenza la presenza -critica o trascurabile-di inquinanti come ossidi di carbonio (CO, CO2) o di azoto (NOX), anidride solforosa (SO2) e solforica (SO3), polveri ed altri inquinanti gassosi.
I materiali lapidei cavati nell'area salentina vengono per lo più impiegati in ambienti prossimi a quelli di coltivazione ed estrazione. I meccanismi di degrado che interessano le pietre in opera possono essere quindi paragonabili al «deterioramento naturale delle rocce»3. Pertanto, che si tratti di roccia da estrarre o di pietra lavorata e messa in opera, i fenomeni di alterazione sono determinati dall'interazione del materiale con un ambiente connotato da medesime peculiarità.
Inoltre, dall'analisi dei dati sulla conformazione fisica e dei dati meteo climatici relativi all'area geografica considerata, si può dedurre che le sollecitazioni ambientali, su uno stesso materiale impiegato in modo diffuso sul territorio, saranno in linea di massima omogenee. A questo si aggiungono delle eccezioni: basti pensare a situazioni specifiche particolari, legate a fattori naturali (presenza di forti venti tipici di una zona, vicinanza del mare, forti precipitazioni...) o legate a fenomeni di degrado antropico (opere interessate da inquinamento atmosferico perché vicine ad aree industriali o semplicemente perché poste in ambiente urbano).
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
