Un percorso di conoscenza: il Molino Re di Brandizzo tra l'Ecomuseo del Freidano e il Parco Fluviale del Po Torinese
Cristina Novo, Marianna Sasanelli
Un percorso di conoscenza: il Molino Re di Brandizzo tra l'Ecomuseo del Freidano e il Parco Fluviale del Po Torinese.
Rel. Chiara Ronchetta, Patrizia Chierici. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
II territorio preso in esame dal presente lavoro è quello delimitato a sud dall'attuale sponda sinistra del Po e a nord dall'asse viario dell'antica strada Reale per Milano.
Quest'area, compresa nel quadrante nord-est della cosiddetta "cintura torinese", si sviluppa per circa una ventina di chilometri interessando i comuni di San Mauro Torinese, la parte meridionale del comune di Settimo (compresa la Frazione Isola), il comune di Brandizzo, nonché alcune propaggini marginali dei territori in riva sinistra del Po, quali Castiglione, Gassino e San Raffaele Cimena.
Tale territorio, sviluppato lungo il tracciato del Rio Freidano, è stato individuato, attraverso un lungo lavoro avviato sin dagli anni Ottanta del Novecento dall'Amministrazione Comunale di Settimo Torinese, come "Ecomuseo del Freidano", e approvato ed istituito dalla Regione Piemonte nel 1998.
Nati negli anni Settanta del Novecento, grazie all'interesse di personaggi come Georges Henri Rivière e Hugues De Varine, gli Ecomusei divengono un'istituzione culturale con il compito di studiare, progettare e valorizzare il patrimonio del territorio, testimone significativo della cultura dell'uomo, ed inoltre di creare un punto d'incontro dove le comunità umane possano riscoprire il loro passato, ovvero di rafforzare l'identità locale. Il territorio viene identificato con un sistema di vita, segnato da tracce materiali e immateriali, con caratteri ambientali e fisici, ma anche storici, linguistici, ecc...
Mosso da tali argomentazioni, l'Ecomuseo del Freidano si è delineato nel 1996 attraverso il "Piano Direttore dell'Ecomuseo" con il recupero di uno dei complessi più importanti che sfruttavano le acque del Rio Freidano: ossia quello del Mulino Nuovo di Settimo Torinese, che ne è divenuto la sede, nonché museo Etnografico.
Il territorio in esame, oltre ad essere compreso nell'area ecomuseale, presenta numerosi punti di contatto e sovrapposizione con il sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po Torinese (istituito dalla Regione Piemonte con propria legge nel 1990). Su tali aree quindi si è rivolto anche l'interesse dell'Ente Parco del Po, il quale ha previsto l'inserimento di uno dei "centri visita" proprio presso il complesso del Mulino Nuovo. Attraverso un "Protocollo d'Intesa" tra l'Ente Parco ed il Comune di Settimo Torinese, è stato redatto un "Progetto" per l'attuazione del PRUSST (Programma di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibìle), prevedendo degli ambiti progettuali articolati essenzialmente con la viabilità ciclo-pedonale lungo tutta la "stecca" fluviale compresa tra San Mauro e Brandizzo.
Alla luce di una prima analisi degli "ambiti progettuali" che interessano il territorio e attraverso l'avanzamento di una nostra nota di critica verso la realtà ecomuseale del Freidano, è nata l'idea di sviluppare una tesi di laurea che potesse, nei limiti del possibile, far fronte alle carenze che questa realtà oggi presenta.
Instaurando prima un contatto e poi una collaborazione con l'Istituzione dell'Ecomuseo dei Freidano ci siamo accorte che la parte operativa del progetto oggi è ferma ad uno solo degli obbiettivi preposti dal "Piano Direttore", ovvero a quello della sola scala architettonica, concretizzata, come già detto, con il recupero del Mulino Nuovo; mentre il secondo obbiettivo, quello che si sarebbe dovuto sviluppare alla scala territoriale, non ha avuto ancora alcun seguito.
Durante la nostra ricerca è stato percepito questo limite, in primo luogo visitando la sede dell'Ecomuseo stesso, dalla quale, a nostro parere, emerge un discorso museale fine a se stesso, che si limita alla sola sistemazione e raccolta delle testimonianze delle vicende storiche che hanno plasmato il territorio settimese e caratterizzato la cultura materiale del luogo, dimenticando totalmente della memoria di tutta una serie di altre realtà legate all'intero corso del Rio Freidano.
Questo mancanza è sicuramente legata al fatto che l'ente promotore dell'Ecomuseo del Freidano sia stato il solo Comune di Settimo Torinese, e che non siano stati coinvolti i comuni limitrofi rientranti nell'area individuata dall'Ecomuseo. Pertanto riteniamo che l'Ecomuseo del Freidano delineato come tale, proprio perché prende il nome dall'omonimo corso d'acqua, dovrebbe dilatare l'interesse a tutto il territorio attraversato dal Rio.
Partendo da tali presupposti ci siamo preposte come obiettivo quello di sensibilizzare l'amministrazione comunale di Settimo affinchè riprenda il progetto originario che stava alla base dell'Ecomuseo del Freidano e di portarla al dialogo con gli altri comuni interessati dal progetto, in modo che non rimanga un'esperienza museale fine a se stessa, ma che contribuisca allo sviluppo del territorio dal punto di vista economico, oltre che culturale.
Per prima cosa abbiamo cercato di portare alla luce il valore storico-documentario del territorio. Per compiere tale operazione si è proceduti all'analisi del paesaggio attraverso la lettura della cartografia.
Abbiamo deciso di partire dal Catasto Francese, poiché rappresenta il primo strumento che permetta di analizzare l'ambito d'interesse nella sua globalità, per poi passare alla cartografia di metà Ottocento (Mappa Rabbini), quella d'inizio Novecento (Carta d'Italia IGM, 1923), sino a deiineare il territorio come si presenta oggi.
L'analisi si è articolata affrontando il tema degli usi del suolo, dei corsi d'acqua, delle strade ed in fine dell'insediamento sparso.
A tale proposito abbiamo quindi catalogato tutte le emergenze architettoniche e ambientali presenti sul territorio in esame legate al corso del Rio Freidano, individuando cascine, mulini, opifici a forza idraulica, e tutti quegli apparati idraulici ad essi correlati.
Da tale analisi è emerso un territorio che ha avuto da sempre una vocazione prevalentemente agricola, ma sul quale però si è verificato un precoce sviluppo industriale, che ha visto il fiorire, proprio sulle rive del Rio Freidano, di due dei tre più grandi complessi piemontesi della prima fase dello sviluppo dell'industria molitoria: il Mulino Nuovo di Settimo e il Molino Re di Brandizzo.
E' proprio su quest'ultimo edificio che si è posta maggiormente la nostra attenzione; in primo luogo perché localizzato nel comune in cui viviamo e in secondo luogo perché nonostante sia coevo dello stesso Mulino Nuovo e di più noti e celebrati opifici, come il Molino di Collegno e il Molino Stucky di Venezia, non è mai stato oggetto d'attenzione, se non negli ultimi anni da parte dell'amministrazione comunale di Brandizzo.
Abbiamo quindi dedicato un intero capitolo della tesi al Molino Re, cercando di metterne in evidenza quelle caratteristiche innovative, sia da un punto di vista produttivo che architettonico, che gli hanno conferito un ruolo di rilievo ben oltre il sistema territoriale in esame.
In conclusione il lavoro ha prodotto due "strumenti operativi": uno di tipo conoscitivo ed uno di tipo normativo.
Il primo è costituito da una Mappa per l'Ecomuseo che ha lo scopo di far conoscere, attraverso un percorso strutturato in itinerari tematici, tutte le emergenze architettoniche e non solo di cui è composto l'Ecomuseo; l'altro invece, prendendo spunto da un lavoro svolto dal Politecnico di Torino per l'Ente di gestione del sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po Torinese1, fornisce delle indicazioni progettuali per gli edifici rurali (soluzioni architettoniche, distribuzione degli spazi, schermature vegetali, ecc), che ci auguriamo in futuro possano servire alla stesura dì un vero regolamento edilizio capace di normare tutti quegli interventi che interesseranno gli edifici compresi nell'area ecomuseale.
- Abstract in italiano (PDF, 300kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 299kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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