Tangenziale di Torino, nodo di Rivoli: criticità e ipotesi di fattibilità
Massimo Demaria
Tangenziale di Torino, nodo di Rivoli: criticità e ipotesi di fattibilità.
Rel. Fabio Minucci. Politecnico di Torino, , 2006
Abstract
La Tangenziale di Torino è, in assoluto, l'infrastnittura autostradale più trafficata di tutto il
Piemonte e rappresenta un tratto stradale intorno al quale i processi di edificazione si sono
fortemente addensati, facendole assumere l'aspetto di un'autostrada urbana per significativi tratti.
Il tratto analizzato da questa Tesi di Laurea riguarda una porzione prevalentemente
pianeggiante del territorio metropolitano torinese, che ricade nei confini Comunali della Città
di Rivoli.
Specificatamente, il "Nodo" in oggetto si riferisce all'incrocio tra la Tangenziale Sud ed il
Corso Francia.
Esso svolge un ruolo importante all'interno del Sistema Autostradale Tangenziale di Torino,
in primo luogo, insieme all'interscambio di Bruere, funge da "Cerniera" tra la Tangenziale
Sud, Nord e 1'A32 Torino Bardonecchia-Frejus; in seconda istanza comprendendo gli svincoli
di Corso Francia e Corso Allamano smista il traffico su due degli assi di penetrazione urbani
più importanti di Torino Ovest.
Il costante aumento del traffico che ha interessato il sistema Tangenziale in questi anni, ha
indotto la società concessionaria, ATIVA S.pA, il Comune di Rivoli, la Provincia di Torino e
tutti gli Enti interessati, ad esaminare alcune possibili soluzioni per porre rimedio alle
questioni che attanagliano il tratto tra lo svincolo di C.so Allamano e l'interscambio di Bruere.
E' in questo tratto che da un lato si verificano elevati flussi di traffico, nell'ordine di 120.000
veicoli medi giornalieri (T.G.M.), con una percentuale di traffico pesante pari a circa il 22%,
e dall'altro si ha una sezione stradale ristretta e difficilmente allargabile: qui, infatti, la
Tangenziale attraversa un'area densamente costruita, generando lamentele da parte degli abitanti per
l'inquinamento dovuto al traffico (emissioni gassose, polveri, rumore).
L'incremento di flussi, sta portando nell'orizzonte di pochi anni alla saturazione dell'infrastnittura,
con potenziale rischio di aggravamento delle condizioni di traffico lungo quelle parti della viabilità
urbana che possono offrire alternative di percorrenza ad un sistema Tangenziale che non garantisce tempi
certi di spostamento e condizioni di sicurezza adeguate.
La scelta di allargare la sede stradale come soluzione principale, con la costruzione di una quarta corsia,
corrisponde in primo luogo all'urgente necessità di rendere la Tangenziale adeguata ad accogliere in condizioni
di sicurezza i crescenti flussi di traffico, ma, apre seri interrogativi sulla qualità ambientale che ne
risulterebbe.
Pur dotando l'infrastnittura di opere di mitigazione e compensazione degli impatti, la questione rimane aperta,
poiché il tratto oggetto di studio è l'unico tratto della Tangenziale che entra nella città, formando una netta
cesura nella stessa e creando serie problematiche di compatibilita con le attività e presenze ambientali
ed umane, che, ampliando il traffico passante ed i manufatti stradali, potrebbero acuirsi fino da risultare
insostenibili.
Alla luce di ciò, la valutazione di possibili alternative, anche a scala metropolitana, tali da risolvere il
problema attraverso differenti soluzioni tecniche o concettuali, deve essere approfondita per offrire un quadro
globale di valutazione.
Questa Tesi di laurea è finalizzata ad analizzare le molteplici peculiarità e criticità del ambito considerato,
presentando, in un percorso ragionato, le possibili alternative di intervento proposte in questi anni dagli Enti
interessati, con particolare attenzione alle possibili ricadute sul territorio e sulla mobilità del settore
interessato ed eventualmente di altre parti dell'area metropolitana torinese.
Si tratta, in sostanza, di considerare gli interventi infrastnitturali come veri e propri progetti territoriali,
quindi, non soltanto opere che obbediscono a una razionalità di settore, ma progetti che determinano effetti di
carattere strategico sull'assetto socio-spaziale e sulle condizioni di trasformazione di un territorio.
In genere ogni intervento infrastnitturale comporta ricadute indirette, collaterali all'opera stessa, che in
qualche modo possono essere predeterminate trasformando un'opera percepita comunemente come intnisiva in
un'opportunità per lo sviluppo del territorio.
Relatori
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