Progetto di recupero e valorizzazione della fondazione Giacinto Pacchiotti : dal rilievo alle nuove vocazioni funzionali
Marina Bascianelli
Progetto di recupero e valorizzazione della fondazione Giacinto Pacchiotti : dal rilievo alle nuove vocazioni funzionali.
Rel. Francesca De Filippi, Carlo Ostorero. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
La tesi illustra il lavoro svolto nell'ambito della proposta di recupero e valorizzazione del complesso scolastico Giacinto Pacchiotti a Giaveno. L'istituto Pacchiotti è un edificio storico tutelato dalla Soprintendenza ed è un importante patrimonio nell'ambito Giavenese. Tutelare e valorizzare, tale struttura, richiede un approccio non solo mirato esclusivamente a preservare l'aspetto tipologico, estetico e funzionale ma anche che tenga conto delle reali pratiche sociali ed economiche dell'ambiente in cui è situato. La situazione così eterogenea e complicata in cui versa attualmente l'edificio è stata l'input che ha portato ad affrontare tale argomento come tema di questa tesi. Infatti, esso, presenta al suo interno una molteplicità di destinazioni d'uso e funzionalità completamente disorganizzate e non comunicanti in modo proficuo tra loro che non valorizzano e non risaltano le vere potenzialità che un edificio del suo genere potrebbe avere.
L'analisi dell'area ha portato a una proposta progettuale che cerca di massimizzare il valore dell'edificio integrandosi con il contesto e allo stesso tempo rende ben distinguibile l'esistente dalle nuove realizzazioni aggiunte.
Il lavoro svolto può essere sintetizzato principalmente in tre fasi.
La prima fase è stata di tipo conoscitivo del luogo e della storia, questo per capire come esso si sia relazionato con il contesto dal passato ad oggi. L'analisi storica è stata effettuata prima sul territorio di Giaveno per capire in che ambito si sarebbe operato per poi passare nello specifico all'area oggetto d'intervento; di quest'ultima si sono analizzati i più rilevanti eventi storici che ha attraversato l'Istituto: dal testamento di Giacinto Pacchiotti, dove esprime la volontà della costruzione dell'edificio, ai tempi più recenti.
Nella seconda fase si è eseguito il rilievo, in primis dell'intero edificio e successivamente dei fabbricati facenti parte del complesso. Considerata l'importanza basilare che ha il rilievo per l'intera proposta progettuale, l'accurattezza con cui deve essere eseguito per raggiungere una buona precisione e viste anche le dimensioni della struttura, nonché della sua area di pertinenza, a questo passaggio è stato dedicato gran parte del tempo. Il tutto è stato poi restituito attraverso disegni cad rappresentati in scale diverse a seconda di ciò che si vuole evidenziare.
Infine, la terza fase comprende la proposta di valorizzazione e recupero: dall'istituto Pacchiotti, come nodo centrale, alle altre strutture ad esso legate.
Si propone un progetto che prenda in considerazione tutta l'area, dando ad ogni elemento del complesso una propria funzione specifica che viva anche grazie alle differenti attività presenti, questo con l'intendo di rendere l'intero impianto polifunzionale sempre attivo e sfruttare al meglio e in modo continuativo l'intera zona.
L'intero lavoro svolto cerca di prestare attenzione alla esigenze emerse e alle richieste della committenza, la Fondazione Pacchiotti. Tutte le scelte sono state studiate valutando l'impatto che esse possono avere in diversi campi.
La sostenibilità, ancora oggi, è spesso ridotta alla sola valutazione delle prestazioni energetiche, in realtà il concetto si estende a tre ambiti fondamentali: ambientale, sociale ed economico. Essa comprende aspetti importanti quali, ad esempio, il risparmio di risorse materiali, tra le quali è necessariamente da considerare il suolo, la riduzione dei rifiuti e dell'inquinamento, la tutela della salute umana. In questa più ampia prospettiva, la conservazione degli edifici esistenti ha, molte volte, un minore impatto ambientale:
-non spende energia per estrarre, trasportare e lavorare nuove materie prime e per trasportare e mettere in opera materiali da costruzione o elementi tecnici prefabbricati;
-non consuma altro suolo attraverso la realizzazione di un nuovo edificio;
-non consuma energia né produce rifiuti per la demolizione di un fabbricato esistente.
Tutte le azioni sopra elencate comportano l'emissione di sostanze inquinanti e causano danni diretti all'ambiente e alla salute umana; il trasporto di grandi quantità di materiali dai punti di estrazione ai luoghi di lavorazione e a quelli di messa in opera ha, inoltre, un significativo impatto sulle vie di comunicazione e crea un circolo vizioso di richiesta di nuove vie di trasporto, di consumo di suolo e di estrazione e lavorazione di nuovi materiali o di necessità di adeguamento/rinnovo periodico delle esistenti.
La demolizione di una costruzione esistente e la realizzazione di un nuovo edificio in sua sostituzione, costruito con tecnologie e livelli prestazionali moderni, non è, quindi, almeno con le tecnologie attuali, un'attività priva di ricadute negative sull'ambiente, e queste dovrebbero essere prese in considerazione nel loro complesso quando si valuta la sostenibilità delle nuove costruzioni. Ciò non significa che non sia giusto costruire nuove opere, ma che bisogna cercare di valorizzare e adeguare alle tecnologie moderne il grande patrimonio costruito già esistente, anche se in qualsiasi caso è opportuno considerare attentamente quale delle due alternative, demolire o recuperare, sia la scelta più adeguata.
- Abstract in italiano (PDF, 623kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 585kB - Creative Commons Attribution)
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