W(h)aterfront : successi e nuove prospettive di progetto : i casi di Genova, Bilbao e Venaria Reale
Isabella Sandrone
W(h)aterfront : successi e nuove prospettive di progetto : i casi di Genova, Bilbao e Venaria Reale.
Rel. Stefania Maria Guarini, Luca Davico. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
La presente tesi ha come obiettivo finale dare un contributo per la definizione delle aree di Waterfront, sia dal punto di vista teorico sia dal punto di vista pratico.
A partire dalla letteratura consultata, si può dire che quella di Waterfront è una definizione ancora poco chiara e controversa.
Si è cercato pertanto di mettere ordine tra le interpretazioni e teorie a riguardo e ci si è domandati perché non chiedere ad un Waterfront di raccontarsi?
In modo un po' bizzarro si è pensato di mettersi nei panni di un giornalista che intervista il nostro personaggio " Waterfront" e sono state poste le classiche domande delle 5 W (+1 H): What? Cosa?, Who? Chi?, Why? Perché?, When? Quando?, Where? Dove? e How? Come?.
Rispondendo alle cinque domande, si arriva ad una prima definizione base del fenomeno: un'area di mezzo tra urbano e acqua, che sia essa fiume, lago, mare o oceano.
Successivamente, la questione è stata capire come un'area di Waterfront si relaziona con il proprio
contesto urbano in un'ottica di sviluppo ed interpretazione.
Si pensi in generale alle aree portuali come nodo dello scambio commerciale internazionale, diventato una realtà economica determinante per lo sviluppo, ma questa nuova centralità non ha favorito fin ora la definizione di una politica coerente di governo, né a livello nazionale né a livello regionale o locale. Lo sviluppo delle attività portuali non ha favorito però una ricongiunzione con le città, al contrario i porti si sono chiusi ulteriormente in se stessi, evitando il più possibile ogni interferenza con l'esterno e di conseguenza legandosi poco al territorio circostante, sfavorendo la crescita per le città.
Proprio per la presenza di queste aree portuali dismesse è stato possibile iniziare la riqualificazione dei Waterfront che hanno preso l'avvio proprio dalla suddette aree.
L'intenzione è quella non di cambiare la realtà esistente, ma trasformarle sfruttando l'elevato
potenziale insito nella città attraverso diverse strategie di sviluppo.
Il Waterfront dev'essere inteso come una linea di innovazione, di progettazione, dei valori, delle connessioni e della potenzialità che "divide" due realtà attive, dinamiche e vitali.
Il migliore paragone che si può proporre è il Waterfront come il feltro. Il feltro è un tessuto composto da una serie di materiali intersecati tra loro in un legame inscindibile e inseparabile. Potremmo quasi definirli come una serie di layer sovrapposti nei quali esistono connessioni tra i diversi livelli: relazioni non solo da intendersi "semplicemente" tra uno strato e l'altro, quindi tra strati attigui, ma anche come connessioni "altre", ovvero connessioni che vanno al di là e che attraversano i diversi layer per connettersi ad altri.
Questi sono i "punti di catastrofe" in cui esistono le connessioni intrinseche e profonde negli strati nascosti dei layer che lo costituiscono. In questi punti si realizza ed opera il progetto e tali connessioni sono in continuo cambiamento e necessitano pratiche adeguate e attive per la sua trasformazione. È un fenomeno sia di memoria del passato sia di evoluzione continua che porta con sé significati profondi.
Dunque il Waterfront come feltro proprio per la sua caratterista di inestricabilità dei piani e dei livelli e di relazione profonda tra essi.
Il tema quindi è molteplice e porta con sé un grande bagaglio di significati e teorie e, data appunto questa complessità, si è deciso di provare ad interpretare ed analizzare attraverso la pratica alcuni casi noti.
Pertanto si è pensato di provare ad avere un approccio più diretto sulle aree interessate da questo fenomeno e quindi si è cercato di analizzare dei casi di Waterfront e anche di Riverfront per ottenere maggiori informazioni su di esse e per trarre la chiave o le chiavi di successo per il corretto funzionamento della città in queste aree di transizione urbana/naturale.
Per provare a mettere a fuoco la possibili relazioni a scala urbana della aree di Waterfront, si è scelto di analizzare due particolari casi studio, noti e di successo, per provare a ricavare delle lezioni apprese, utili con linee guida interpretative per casi ancora da risolvere ("Parte Prima").
E casi di successo selezionati, a partire da una lunga lista sono Genova e Bilbao, ispirazione di metodo e di pratica per le proposte su Venaria Reale, un caso ancora da risolvere.
Le vicende che hanno portato al successo di Genova e Bilbao sono diverse e le strategie che sono state adottate sono differenti. Realtà diverse, sia per dimensioni sia per popolarità, che però trovano un punto in comune con l'elemento acqua.
L'idea utopica originale sarebbe stata quella di analizzare l'intero panorama di Waterfront e di Riverfront per poter trarre i principi cardini adottabili in ogni situazione di vicinanza Città-Acqua. Perché una realtà come Venaria? L'idea iniziale è nata da un lavoro di workshop (svolto a settembre-dicembre 2014), che ha avuto come area di studio proprio il Riverfront di Venaria, nonostante i numerosi progetti ed investimenti fatti sull'area presenta ancora un sfida da affrontare.
Essa rappresenta un caso pilota da intraprendere e alla quale puntare per il futuro delle aree fluviali ed in particolare di questo Riverfront su cui scorrono i torrenti Ceronda e Stura.
Inoltre, interessanti informazioni sono state tratte con l'approfondimento sociologico mediante interviste con i cittadini venariesi, che ha portato a definire ulteriori obiettivi per il corretto utilizzo e funzionalità in particolare di quest'area e in generale per altre aree simili.
Pertanto il lavoro che segue propone un nuovo approccio per intervenire sulle città affacciate sull'acqua attraverso l'analisi di ciò che esiste già in queste aree, l'individuazione degli elementi "forti" e l'esame dei veri bisogni dei cittadini per le aree problematiche come quella di Riverfront a Venaria.
Relatori
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