La casa engadinese : una reinterpretazione contemporanea : un nuovo intervento a programma misto nel villaggio di Celerina
Matteo Novarino
La casa engadinese : una reinterpretazione contemporanea : un nuovo intervento a programma misto nel villaggio di Celerina.
Rel. Pierre Alain Croset, Luca Ortelli, Giulio Massimo Barazzetta. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
1...2...3, così iniziano molti giochi fra bambini, cosi inizia qualsiasi brano suonato da una band e con questi numeri vorrei iniziare a scrivere questo volume, che raccoglie il frutto di molti ed intensi mesi di lavoro.
Uno, come il progetto sviluppato durante il mio lavoro di tesi. Un progetto che affronta il tema della rilettura di una tipologia architettonica antica, elaborata da semplici contadini nel corso di secoli di trasformazione, una costruzione che, nella sua semplicità, ha segnato profondamente un’intera valle alpina, tanto da divenirne icona. L’ occasione per far ciò è rappresentata dalla possibilità di elaborare un progetto per un’area in trasformazione all’interno di un piccolo villaggio dell’Alta Engadina, poco distante da St. Moritz, ovvero Celerina. Un’area di progetto posta al limite fra il denso tessuto storico ed una zona oggetto di trasformazioni più recenti, ma anche fra il centro di Celerina e quello di Crasta, le due componenti del villaggio, un tempo divise ed ormai unite a causa della forte espansione del secolo scorso. Un progetto che affronta dunque anche il tema del rapporto con un tessuto esistente fortemente caratterizzato, anch'esso frutto di stratificazioni e trasformazioni, proprio come le abitazioni tradizionali che lo compongono.
Due, come le parti di questo volume, che corrispondono ad altrettante
componenti del mio lavoro: la ricerca ed il progetto. Luna ha accompagnato l’altra in un lungo percorso di conoscenza e sperimentazione, di studio e di elaborazione di un’ipotesi di trasformazione. Più che di fasi vorrei infatti parlare di elementi che si sono sinergicamente combinati e mi hanno accompagnato passo dopo passo durante l’elaborazione della mia proposta progettuale. Esse sono anche le due componenti principali del fare architettura, atto pratico ma anche culturale ed intellettuale, che ha a che fare con la tecnica, con la conoscenza diretta delle opere costruite, ma si inserisce anche in un ambito disciplina-re con tradizioni di studio e di pensiero. Sapere e pratica delineano dunque la figura dell’architetto, “un muratore che sa il latino”, secondo la definizione di Adolf Loos.
Proprio per questo ho deciso di dividere il volume in due parti di pari importanza, di cui la prima, teorica, dedicata allo studio della tipologia della casa engadinese e la seconda pensata per spiegare il progetto da me elaborato alla luce di quanto via via scoperto durante la fase di ricerca, con l’intenzione di rielaborare i caratteri di queste architetture, uniche al mondo, all’interno di un intervento contemporaneo.
Tre, come le scuole di architettura che questo lavoro di tesi unisce: il Politecnico di Torino, l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) ed il Politecnico di Milano. Tre realtà differenti che ho potuto sperimentare grazie al programma Erasmus, che mi ha permesso di studiare per un anno nell’illustre ateneo svizzero, e l’Alta Scuola Politecnica, che ormai da dieci anni rappresenta lo sforzo congiunto dei due politecnici del nord Italia per creare un polo di eccellenza all’interno del panorama universitario italiano.
Tre, come i Professori che mi hanno seguito durante il lavoro che ha segnato la conclusione del mio lungo percorso di studi e che hanno saputo trasmettermi importanti valori, oltre che utili nozioni.
- Abstract in italiano (PDF, 285kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 326kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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