Macchine per abitare. Le case per i dipendenti Fiat in Italia, tra crescita industriale e crescita urbana (1949 - 1979)
Umberto Allocca
Macchine per abitare. Le case per i dipendenti Fiat in Italia, tra crescita industriale e crescita urbana (1949 - 1979).
Rel. Sergio Pace, Michela Comba. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Progettazione Urbana E Territoriale), 2012
Abstract
II risultato presentato nel corse di queste pagine non avrebbe potuto essere conseguito senza il ricorso ad una serie di fonti particolari. La loro specificità ha condizionato in più riprese la raccolta di informazioni e la loro qualità. Un'iniziale nota distintiva deve essere sottolineata nel presentare una ricerca che si basa sulla documentazione di un'impresa, o meglio di un settore di un'impresa, che si distingue per una molteplicità di realizzazioni e di iniziative. Tra queste la residenza è uno dei tasselli che sviluppa per la formazione del panorama urbano italiano ed estero.
Il settore delle costruzioni Fiat, infatti, nel lungo corso della sua attività considera il tema residenziale in modo programmato e organizzato a livello aziendale dalla metà del secolo scorso. Con l'avvio di una serie di contrattazioni e di convenzioni con alcuni enti preposti alla creazione e alla gestione di un patrimonio immobiliare prettamente residenziale e destinato a ceti meno abbienti, l'azienda incarica la propria sezione di architettura e di ingegneria civile di sviluppare progetti e impostare programmi costruttivi a favore delle proprie masse operaie. La Divisione Costruzione e Impianti da corpo ad una serie di progetti che sono descritti spesso come la realizzazione del concetto di modernizzazione, anche quando si tratta di iniziative e progetti di natura produttiva e terziaria. Concezione che si reifica anche nella conduzione della stessa Divisione, sia per la cura delle fasi di elaborazione delle iniziative sia per l'organizzazione che al sistema culturale di riferimento si ritrova applicato nell'analisi della sua attività.
La possibilità di immergersi nella loro attività, al di là di una raccolta di fonti secondarie, è rappresentata prevalentemente dalla consultazione della vasta documentazione depositata presso l'archivio precedentemente Fiat Engineering, oggi proprietà di Maire Tecnimont. Il gruppo, la cui sede amministrativa è a Milano, è attivo a livello nazionale e internazionale in differenti ambiti oltre a quelli delle Infrastrutture e all'Ingegneria civile e Costruzioni. Opera infatti anche nel settore del Gas e Petrolchimico e nel campo energetico con particolare attenzione al tema delle energie rinnovabili. Nel corso della sua attività si distingue per un forte orientamento allo sviluppo tecnologico e si dimostra anche competente nella gestione dei servizi di Project Management, Engineering e Procurement & Construction. La ricerca è stata avviata e portata avanti contestualmente al procedere della collaborazione presso la sede dell'archivio a Bruino (Torino), coordinata dal Professor Carlo Olmo e dall'architetto Michela Comba del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Essa ha sortito effetti anche nell'ottenimento di risultati finalizzati allo studio e alla divulgazione di altri importanti programmi e progetti, oltre che in una crescita personale e un allargamento di orizzonti particolarmente significativo per la mia formazione presente e futura.
L’obbiettivo della collaborazione è individuato nell'aggiornamento di una precedente catalogazione che trova il suo limite in una mancata corrispondenza con l'organizzazione attuale del materiale depositato e conservato allo stato attuale. Le operazioni di ricerca, registrazione e aggiornamento sono portate avanti nell'ambito di un progetto di valorizzazione dell'archivio disegni del fondo documentario degli uffici Fiat Engineering preposti allo sviluppo di progetti e costruzioni civili ed industriali. La catalogazione nella sua versione più recente offre la possibilità di dare vita a una versione digitale delle informazioni e pone le basi per l'elaborazione di una scheda informativa maggiormente dettagliata. Si ottengono così specifiche maggiori grazie alle quali impostare un insieme di voci efficace per un accesso alla documentazione depositata.
Le modalità secondo le quali è attualmente organizzato l'archivio condizionano sia il percorso sia l'esito della ricerca. Presso l'archivio Maire Tecnimont l'estesa disponibilità di materiale tecnico, supporti grafici e iconografici si scontra con una ridotta possibilità di reperire carteggi e materiali descrittivi. Di una parte dei progetti si conserva la serie di documenti e relazioni, materiali che al di là di un sintetico dato tecnico possono arricchire la ricerca anche con informazioni, di carattere meno tecnico e specifico, il processo produttivo e progettuale. In molti casi, in virtù dell' impostazione interna al Servizio Costruzioni e Impianti è possibile ritrovare una serie di analisi preparatorie e informative che spostano l'attenzione su ulteriori spunti di riflessione. Indagini conoscitive di realtà affini a quanto l'azienda si propone di creare diventano così un utile strumento per chi si appresta alla progettazione. Quando queste elaborazioni sono conservate, nel corso di una ricerca storica permettono di riuscire a comprendere come il settore edilizio della società si comporta, in modo differente rispetto al dato tecnico di una serie di tavole e grafici. Per molti dei progetti residenziali trattati nell'elaborazione di queste pagine al di là di un collazione di dati tecnici e disegni non è stato possibile arrivare a questo tipo di documentazione, in quanto non rinvenuti allo stato della ricerca. Nel caso del Progetto Case Sud è riportato attraverso le pubblicazioni aziendali - l'Illustrato Fiat - l'esistenza di indagini conoscitive che divengano propedeutiche per la nascita e l'evoluzione del progetto. In considerazione del taglio impostato alla ricerca, diviene quindi rilevante la possibilità di poter consultare e leggere quali documenti siano prodotti dalla squadra di progettisti e tecnici per approcciarsi alla progettazione. La cura di uno degli architetti di Fiat Enginnering che ha partecipato allo sviluppo dell'iniziativa e il suo acconsentire a lasciar prendere visione di materiale di progetto in un archivio privato hanno reso possibile descrivere una dimensione del programma costruttivo che da altre fonti non è possibile rendere . L'integrazione di questa serie di informazioni permette di rendere le tavole, talvolta elementi muti, una fonte di informazioni più consistente. Un aspetto che le rende particolarmente significative è la possibilità di cogliere la mole e il tipo di materiale che i diversi uffici riescono a produrre per la riuscita di un progetto, qualunque esso sia. Si ritrovano diciture come Costruzioni E Impianti Spa -Fiat Engineering - Divisione Ingegneria - Servizio Costruzioni Civili o come Costruzioni E Impianti Spa - Fiat Engineering - Divisione Architettura E Urbanistica e Costruzione E Impianti Spa Fiat Engineering - Divisione Ingegneria - Servizio Impianti Termici che forniscono, in minima parte, l'idea dei passaggi e degli approfondimenti attraverso i quali un'iniziativa arriva a concretizzarsi. Il materiale grafico delle tavole permette di restringere la datazione della sola progettazione architettonica ed urbanistica dal 1975 al 1977. Se ne deduce che gli anni precedenti sono dedicati alla fase della ricerca preliminare svolta da una società esterna e quelli successivi sono per le fasi di cantiere, per arrivare al 1979 con la definitiva consegna degli alloggi agli assegnatari. La funzione di restituzione dei processi che concorrono alla conclusione di un progetto è assolta anche dalla raccolta di materiale fotografico: per molti programmi di sviluppo di residenze si raccolgono scatti che immortalino le condizioni iniziali del contesto entro cui si intende operare, si raccolgono anche immagini dei diversi cantieri in corso di realizzazione e infine ad opere ultimate. La registrazione iconografica dell'evoluzione progettuale ha la possibilità di essere riversata anche in future pubblicazioni che l'azienda da alle stampe per la promozione dell'iniziativa, si ritrovano infatti immagini che tradiscono da subito questa intenzione, anche se conservate assieme a molte altre senza particolari accorgimenti. La documentazione di progetto conservata permette di risalire all'intensa attività di Fiat Engineering e permette di definire un ordine di grandezza per le relazioni e le consulenze con società esterne. Generalmente riservate a specifiche soluzioni impiantistiche o relative a particolari sperimentazioni, le collaborazioni con altre imprese e ditte sono una parte dell'intero progetto che sembra destinata ad approdare ad una ricostruzione incompleta in ragione dell'eliminazione della corrispondenza.
La frammentarietà del giacimento documentale conservato presso l'archivio ex Fiat Engineering obbliga quindi a rendere un quadro maggiormente dettagliato, scandagliando altri depositi e archivi. Trattando una serie di programmi residenziali del tutto interni alle politiche aziendali della società Fiat il riferimento principe per un'ipotesi di prosecuzione della ricerca è l’Archivio Storico Fiat. L'istituzione, con sede nell'edificio dell'inizio del secolo scorso realizzato per il primo ampliamento delle officine di Corso Dante dove nasce l'azienda, conserva oltre 5 mila metri lineari di documenti, dalla nascita della società fino agli anni Ottanta. Il giacimento conserva anche materiale fotografico e permette di ricostruire diversi aspetti della storia industriale del Gruppo Fiat - amministrazione, finanza, personale, produzione, comunicazione, ufficio studi, tecnologie, progettazione - e dei suoi prodotti diversificati. L'insieme iconografico consta di circa un milione di fotografie, lastre fotografiche e negativi; migliaia di manifesti e bozzetti pubblicitari; più di 200 ore di film e video disponibili in formato digitale. A questo complesso documentale si aggiunge anche una biblioteca di tremila volumi sulla storia della Fiat, dei mezzi di trasporto, delle imprese e del lavoro .
L'archivio quindi si offre alla ricerca per le sue molteplici possibilità date dalla grande varietà di materiale conservato, nel caso specifico del percorso di ricerca presentato nelle pagine che seguono l'attenzione è stata rivolta in primo luogo alle fonti seriali delle pubblicazioni aziendali. In secondo luogo la necessità di inquadrare l'arco temporale in cui si iscrivono le iniziative residenziali aziendali impone di riferirsi ai registri delle variazioni immobiliari - disponibili alla consultazione soltanto fino agli anni Settanta. Per quanto riguarda la lettura delle fonti seriali aziendali l'ufficialità dei documenti ne rende limitata la veridicità. Si tratta infatti di documentazione che pur mostrando uno spaccato della società e dell'azienda, tendono a non approfondire aspetti a detrimento della promozione della seconda. Gli articoli si presentano con un taglio interamente volto a sminuire le ricadute negative delle iniziative, come la settorialità degli indirizzi imposti ai progetti e le restrizioni ai regolamenti di concorso . Questi ultimi sono dibattuti anche nelle sedute dei Verbali di Consiglio di Amministrazione. La trascrizione dei dibattiti diviene fondamentale per cogliere sia gli aspetti delle iniziative residenziali nel contesto delle relazione con i propri dipendenti, sia per l'impostazione di un confronto con altri enti preposti alla creazione di residenze per i dipendenti come la Gestione Ina-Casa. Durante questi incontri i programmi residenziali sono dibattuti di fronte a tutti i membri del Consiglio per mostrarne risultati e potenzialità. Per il secondo punto di vista la registrazione a verbale rende possibile delineare maggiormente l'atteggiamento dei vertici aziendali nei confronti delle realizzazioni con l'Ina-Casa. Alcune operazioni immobiliari sono registrate con il dichiarato riferimento alle collaborazioni con la Gestione. I verbali permettono quindi di delineare anche la distinzione anche in seguito al 1954 -anno in cui sono avviati i Piani Case aziendali - chiarendo di volta in volta entro quali programmi le iniziative si possano inserire. Non è raro incorrere in iniziative che potenzialmente possano essere ascritte ad entrambe le possibilità di realizzazione. Impostazione simile per la distinzione degli interventi in ambito residenziale si riscontrano anche nei Registri degli Acquisti e delle Vendite Immobiliari. Quale documentazione maggiormente specifica per la gestione del patrimonio immobiliare, riporta informazioni di tipo amministrativo e legale, che accompagnano la scansione annuale degli interventi. Il contenuto, per la natura del registro, lo rende una fonte a conferma delle decisioni registrate dal consiglio. In definitiva si tratta di una serie di documenti che consente di rendere una lettura maggiormente aderente al materiale conservato presso l'archivio ora Maire Tecnimont.
Ulteriore conferma arriva dalla consultazione del materiale disponibile nell'Archivio Edilizio della Città di Torino - per gli interventi ricadenti nel territorio del capoluogo. Pur trattandosi in prevalenza di documentazione di tipo grafico quali tavole di progettazione architettonica, la raccolta
permette di rimarcare ancora una volta la rilevanza del ruolo dell'ingegner Vittorio Bonadé Bottino e la centralità del Servizio Costruzioni e Impianti, anche quando la progettazione interessa progetti che fanno capo a Cooperative edilizie sorte per associazione di impiegati dell'azienda.
Trattazione a parte per quanto concerne il materiale conservato presso l'archivio Atc - Agenzia Territoriale per la Casa, che corrisponde al precedente IACP della Provincia di Torino, esistente fino al 1993 . Fra i suoi compiti oltre a fornire appartamenti economici, l'agenzia ha la funzione di gestire programmi edilizi ed urbanistici integrati e ha in gestione sia il proprio patrimonio sia quello di altri enti pubblici. Sulla base di questa definizione di obiettivi, discende la conformazione dell'archivio. La sua organizzazione è prevalentemente volta alla cantierizzazione e alla gestione del progetto una volta realizzato. Il materiale è suddiviso secondo la logica del Cantiere e la raccolta dei materiali inerenti il progetto - Convenzione, Contratto e documentazione d'area, Contratti... - sono volti alle fasi conclusive del cantiere e della vita dell'opera, raccogliendo informazioni sulle operazioni di manutenzione, sulla natura dei contratti stipulati con gli assegnatari e gli aspetti legali e amministrativi per la loro coordinazione. Quando interamente conservati i documenti delle convenzioni e inerenti l'area oggetto di intervento restituiscono anche le relazioni che l'ente intesse con le società e aziende in qualità di stazione appaltante. Nel caso delle convenzioni con la Fiat, si conservano copie estratte dai Verbali del Consiglio di Amministrazione per la prima e la seconda convenzione, rispettivamente del 1949 e del 1950. Incrociando le informazioni con i dati nei registri delle Acquisizioni e delle Vendite con l'ampia documentazione dell'ATC si ottiene un quadro di relazioni più ampio di quanto emerga dalle sole pagine dei Verbali, dell'Illustrato Fiat e de La Stampa.
Il percorso di ricerca fin qui riassunto si rifletta anche nella strutturazione e successione dei capitoli contenuti nelle pagine di questa elaborazione. Il primo capitolo intende presentare l'archivio ex Fiat Engineering e la sua organizzazione, focalizzandosi sulle condizioni al momento della collaborazione. Con il secondo capitolo si estende lo sguardo alla diversificazione e all'assistenzialismo che la Fiat mette in atto nel periodo che si può definire a partire dalla nomina di Vittorio Valletta all'interno del Consiglio di Amministrazione. Si intende inquadrare il contesto entro cui inserire le iniziative e i programmi residenziali dell'azienda dal 1948 al 1979, oggetto del terzo capitolo. La definizione di questi estremi cronologici si deve da un lato all'avvio dei progetti che l'azienda attua in convenzione con enti incaricati di realizzare e gestire un patrimonio immobiliare di carattere economico e dall'altro si definisce con la conclusione di un caso emblematico per i programmi residenziali nelle regioni del Lazio, Abruzzo e Molise, Progetto Case Sud. Quest'ultimo è sviluppato a partire principalmente dalla documentazione conservata presso l'archivio Maire Tecnimont e si intende leggerlo come conclusione della programmazione che l'azienda attua relativamente al tema residenziale. In chiusura, nel quinto capitolo, si estende nuovamente lo sguardo alle politiche di intervento straordinario in favore del Mezzogiorno italiano. La ricerca per questa parte conclusiva è stata portata a termine presso la Biblioteca Svimez di Roma. Il collegamento nasce dalla volontà di definire uno sfondo per capire la natura del Progetto Fiat Case Sud, avviata in convenzione con la Cassa del Mezzogiorno in seguito al decentramento produttivo di importanti lavorazioni legate a specifiche produzioni dell'azienda.
- Abstract in italiano (PDF, 214kB - Creative Commons Attribution)
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