Il deserto certosino nella città oggi : il quartiere Chartreux a Marsiglia
Sara Fassio, Lisa Palumbo, Claudia Saglietti, Francesca Taricco
Il deserto certosino nella città oggi : il quartiere Chartreux a Marsiglia.
Rel. Maria Adriana Giusti. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
Il presente elaborato presenta un lavoro cominciato a Marsiglia, in Francia e terminato a Torino. L'opportunità di vivere e lavorare per due mesi nella città francese è derivata dall'aderenza ad un'iniziativa elaborata nell'ambito del programma Tesi all'estero del Politecnico di Torino, il quale prevede il soggiorno e la possibilità di elaborare una lavoro di ricerca e/o di progettazione avendo il supporto e la guida di un ente ospitante e di un tutor accademico.
La scelta è ricaduta sull'ENSA Marseille Luminy che è un piccolo campus universitario immerso nel verde alle porte della città di Marsiglia. Si tratta di una delle prime esperienze accademiche all'estero per ciascuna di noi e la possibilità di affrontarla e di viverla in un ambiente stimolante e pieno di impulsi creativi è stato avvincente. Fra i numerosi vantaggi formativi offerti dall'esperienza all'estero, è da sottolineare la felice opportunità di riflettere e lavorare in una città come Marsiglia, non sempre facile da capire e affabile nei modi, ma ricca di innumerevoli risorse e grande fascino. É pervasa da un dinamismo culturale, etnico e sociale che rende unico ogni suo scorcio, ogni sua via; è fra le più grandi ed antiche città europee, una delle più colpite da pregiudizi e stereotipi che sa, però, vincere rapidamente agli occhi di un osservatore attento e preparato.
L'obiettivo di questa tesi di laurea è di analizzare il palinsesto urbano di un quartiere nel IV arrondissement di Marsiglia, il quartiere "Chartreux" il cui nome rimanda chiaramente alla presenza sul territorio dell'Ordine certosino e di una Certosa a partire dal 1633, ma che attualmente, salvo i molti toponimi presenti, non porta alcuna testimonianza del suo passato glorioso, sovente ignorato dagli stessi abitanti.
Lo scopo è stato, dunque, quello di localizzazione le tracce e i limiti dell'antico monastero, e di elaborare un progetto volto a migliorare i valori culturali del quartiere.
Dopo un'analisi storica della regola certosina e di alcuni esempi di Certose, in Italia e in Provenza, al fine di confrontare gli impianti e i legami sottesi tra la varie case dell'Ordine nei secoli, si passa ad analizzare il modello della cella certosina all'interno dell'architettura moderna e contemporanea. Questa singola unità, che costituiva l'eremo del monaco certosino, in cui, immerso nella solitudine, conduceva una vita all'insegna della preghiera e del lavoro manuale, diventò, a partire dai primi anni del secondo dopoguerra, un fertile terreno per nuove sperimentazioni.
La cellula autosufficiente e infinitamente ri-petibile all'interno di un grande organismo divenne un topos nelle ricerche architettoni-co-compositive di questi anni fino a raggiungere elaborazioni estreme che portarono alla progettazione di habitat portatili, abitacoli mobili, case kit, involucri personalizzati e case indossabili, definendo ciò che gli americani indicano con il termine cocooing, una micro realtà, una sorta di bozzolo in cui il singolo è completamente avvolto e protetto.
La seconda parte presenta una descrizione del processo di formazione dal primo nucleo abitativo alla metropoli odierna, attraverso, spesso, urbanizzazioni diffuse e poco controllate da strumenti urbanistici. Una delle caratteristiche principali della città, specialmente del suo centro storico, è, infatti, la giustapposizione di tessuti urbani, espressioni di epoche e di modi di intendere la città differenti e spesso contradditori, ma che rimangono visibili gli uni accanto agli altri.
L'area oggetto di studio, è stata per secoli, al di fuori della cinta muraria della città, in un territorio di campagna progressivamente conquistato da nuove costruzioni e poi totalmente inglobato nel corso del XIX e del XX secolo. Queste trasformazioni, connesse al difficile e lento sviluppo del monastero certosino, interrotto dallo scoppio della Rivoluzione Francese, sono ampiamente analizzate nel capitolo V.
Nella terza parte si presenta la città di Marsiglia al giorno d'oggi, il suo contesto territoriale, le nuove trasformazioni e i progetti urbani in corso come L'operazione "Euromediter-ranée" e "Marseille-Provence 2013" che la porterà, fra due anni, ad essere la capitale della cultura. Segue, poi, l'analisi del sito, il rilievo e l'analisi del degrado dei fronti urbani, di alcuni edifici Ottocenteschi e della Chiesa, attuale Parroisse Sainte Marie Madeleine, e antica Chartreuse de Marseille.
Nel Capitolo XI, infine, è presentato il progetto di riqualificazione volto a migliorare i valori culturali del quartiere attraverso la riscoperta e la valorizzazione dell'identità del luogo, della sua natura, della matrice storica e sociale che lo ha generato. L'intervento di riqualificazione e progettazione riguarda buona parte del quartiere Chartreux ed è individuabile all'interno dell'area definita un tempo dalla cloiture del monastero andando a generare il MaCaM, un vero e proprio museo a cielo aperto, così come suggerisce il nome stesso, che racchiude la testimonianza storica del territorio, nelle sue molteplici dimensioni. Si delineano, così, "tappe" e percorsi attraverso i quali conoscere ed imparare la storia del luogo e le sue differenti stratificazioni storiche, e partecipare in prima persona a esperienze di laboratorio didattico, eventi culturali e artistici.
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