Renato Alberto Angelone
Visual effects e CGI: workflow per il fotorealismo = Visual effects and CGI: photorealism workflow.
Rel. Riccardo Antonio Silvio Antonino. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Ingegneria Del Cinema E Dei Mezzi Di Comunicazione, 2018
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Abstract
La CGI (computer generated image, immagine generata al computer) fa parte integrante delle nostre vite: pensiamo ad esempio alle immagini in 3D delle grafiche che vediamo nei telegiornali, alle ambientazioni ed ai personaggi dei videogiochi che sembrano sempre più realistici, alle simulazioni con fini accademici per imparare qualche tecnica, o ai cataloghi di architettura con le viste in 3D di case ancora in fase di costruzione, fino all’ultimo film degli Avengers che ha speso un budget di circa 300 milioni di dollari di cui gran parte è andato alla post produzione ed agli effetti visivi. Gli sviluppi tecnologici nei campi dell’informatica, della computazione e dell’elettronica, e citando la legge di Moore: “La complessità di un microcircuito, misurata ad esempio tramite il numero di transistori per chip, raddoppia ogni 18 mesi”, di pari passo alla crescita e sviluppo di un’industria sempre all’avanguardia come quella del cinema, hanno permesso di avere una tecnologia sempre più potente e più accessibile non solo per le grandi case di produzione ma anche per quelle medio-piccole fino ai freelance e “3D artist”.
Tecniche come la replicazione di folla e la ricostruzione di location difficilmente raggiungibili o scenografie troppo costose da realizzare, sono oggi possibili solo grazie alla CGI
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