Il quadraturismo in Piemonte nel periodo barocco: la proiezione di un processo mentale
Linda Gambacurta
Il quadraturismo in Piemonte nel periodo barocco: la proiezione di un processo mentale.
Rel. Anna Marotta, Ornella Bucolo, Daniela Miron. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
La tesi riguarda il tema del Quadraturismo ed in particolare il caso del Piemonte nel periodo Barocco.
Il primo capitolo ripercorre le origini del fenomeno dall'antichità al Rinascimento fino alla nascita di un vero e proprio genere pittorico nel periodo Barocco e l'influenza reciproca con generi artistici affini quali la Scenografia, la Pittura di rovine e il Vedutismo. Viene inoltre sottolineata l'importanza dei Trattati di disegno e prospettiva Rinascimentali e Barocchi, con speciale riguardo a quelli che hanno influenzato l'opero di molti quadraturisti piemontesi: i Trattati di Andrea Pozzo e di Ferdinando Galli Bibiena. Vengono poi citati e descritti alcuni "congegni" utilizzati per disegnare in prospettiva tra i quali le camere ottiche. Il secondo capitolo riguarda le "Scuole" quadraturiste italiane: Veneta, Emiliana, Lombarda e Genovese, Romana e Piemontese e la diffusione di questo genere pittorico in Europa con un approfondimento sul caso dello Germania e dell'Austria.
Nel terzo capitolo si espone la situazione storico-artistica del Piemonte dal Ducato al Regno Sabaudo e le premesse che hanno portato all'espansione e sviluppo del Quadraturismo sul territorio.
Nel quarto capitolo si ripercorrono le vite e le opere degli artisti più importanti che hanno lavorato in Piemonte in questo periodo, suddividendoli in Quadraturisti e Figurasti.
E' stata poi proposta una procedura per la catalogazione delle Quadrature, rielaborando un metodo utilizzato dall'Istituto Centrale del Catalogo, con la quale sono state catalogate la maggior parte dei casi piemontesi che sono stati individuati durante questa ricerca.
Nel capitolo successivo si è affrontata la parte più tecnica e scientifica del fenomeno analizzando: il rapporto che intercorre tra l'architettura dipinta e l'architettura reale; il processo operativo utilizzato dai quadraturisti barocchi per realizzare le loro opere, in particolare le prospettive "di sotto in su" su superfici curve di Andrea Pozzo e le prospettive per assi eccentrici di Ferdinando Galli Bibiena ed infine è stato trattato brevemente anche il fenomeno dell'anamorfosi.
Nel sesto capitolo si è svolta un'analisi dei testi consultati che si occupano dello studio del Quadraturismo attraverso delle schede che permettono una facile e veloce individuazione degli argomenti e dei casi di studio trattati.
Lo stesso tipo di analisi è stato applicato agli approcci metodologici di alcuni studiosi del fenomeno.
L'ultimo capitolo è dedicato al caso del Salone d'onore del Castello del Valentino, studiando inizialmente l'evoluzione storica-architettonica dell'edificio per poi descrivere gli apparati decorativi delle stanze negli appartamenti reali del Castello.
Si è iniziato lo studio delle quadrature del Salone d'Onore eseguendo un rilievo geometrico della decorazione delle due pareti longitudinali e la restituzione grafica delle quadrature che hanno permesso di individuare alcuni elementi dello schema prospettico (punti e rette di fuga) necessari per ricostruire il processo operativo dell'autore degli affreschi e una eventuale ricostruzione dell'impianto architettonico illusorio della quadratura.
Relatori
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