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Applicazione della scheda CARTIS e valutazione della vulnerabilità sismica e all'incendio degli edifici pubblici nel comune di Urbino

Chiara Annibali

Applicazione della scheda CARTIS e valutazione della vulnerabilità sismica e all'incendio degli edifici pubblici nel comune di Urbino.

Rel. Alessandro Pasquale Fantilli, Bernardino Chiaia. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Ingegneria Edile, 2018

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Abstract:

La vulnerabilità sismica di un edificio corrisponde alla sua suscettibilità ad essere danneggiato da un evento sismico. E’ fondamentale definirlo all’interno delle analisi di rischio sismico e nella valutazione di scenari di danno per sismi di varia intensità. La valutazione della vulnerabilità permette di ideare possibili interventi di miglioramento, o semplicemente locali che possano consentire una longevità maggiore della struttura. Se valutata su tipologie piuttosto diffuse sul nostro territorio, tramite la stima della vulnerabilità sismica è possibile pianificare politiche di prevenzione e analisi di rischio a larga scala. Si è deciso di applicare la scheda CARTIS, la quale permette un’accurata analisi della vulnerabilità su scala urbana, alla città di Urbino città marchigiana patrimonio dell’UNESCO, situata in zona sismica 2 e investita dal terremoto del 24 agosto 2016. Per compilare la scheda è stato necessario individuare le tipologie edilizie che costituiscono la città, per poi mettere in evidenza gli aspetti vulnerabili di ciascuna costruzione; in seguito il fabbricato più rappresentativo di ogni tipologia è stato analizzato seguendo la scheda di secondo livello. La città di Urbino è composta sostanzialmente da edifici in muratura e cemento armato, i primi in percentuale maggiore, e costruiti prevalentemente in epoca anteriore al 1500; allo stesso tempo la periferia della città contiene un elevato numero di abitazioni in cemento armato, costruite soprattutto a partire dagli anni ’70, periodo in cui la città fu investita da un’elevata prosperità economica. Tramite vari sopralluoghi e incontri con i tecnici comunali sono stati definiti i comparti che racchiudono le varie tipologie, e si è notato come una tipologia fondamentale non potesse essere inserita nella scheda, si tratta della tipologia a cui corrispondono gli edifici storici ora aperti al pubblico. Questi edifici non possono essere valutati nella scheda CARTIS in quanto palazzi storici, anche se racchiudono una grande percentuale presente nel centro storico di Urbino. Per questo motivo si è deciso di inserire la tipologia fittizia nel primo comparto analizzato ‘C01-CENTRO STORICO’, individuandone con la scheda di secondo livello un edificio rappresentativo. Si tratta di Palazzo Bonaventura-Odasi, edificio ora divenuto museo, ma che all’epoca faceva parte degli edifici di civile abitazione della città. Si è deciso di renderlo caso studio, analizzando la struttura e modellandola sul software di calcolo DOLMEN, che ha permesso di generare l’analisi statica lineare, dinamica lineare e di resistenza al fuoco. Siccome la ristrutturazione dell’edificio è avvenuta nei primi anni 2000, le verifiche sono state effettuate tramite l’ausilio del metodo delle tensioni ammissibili. Si è deciso quindi di svolgere le varie analisi tramite il software e di conseguenza secondo il metodo degli stati limite, controllando che l’edificio risultasse comunque verificato. Sono state inoltre sviluppate le verifiche di resistenza al fuoco sia degli elementi orizzontali sia degli elementi verticali, concludendo con una statistica degli elementi che risultano verificati o meno a fuoco e azione sismica e a un metodo di miglioramento sismico che potesse allo stesso tempo coinvolgere la struttura e renderla sufficientemente resistente al fuoco.

Relators: Alessandro Pasquale Fantilli, Bernardino Chiaia
Academic year: 2018/19
Publication type: Electronic
Number of Pages: 167
Subjects:
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Ingegneria Edile
Classe di laurea: New organization > Master science > LM-24 - CONSTRUCTION ENGINEERING
Aziende collaboratrici: UNSPECIFIED
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/8641
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