Architettura per la guerra tra XII e XIII secolo: Oriente e Occidente in Asia minore
Madeleine Ventrice
Architettura per la guerra tra XII e XIII secolo: Oriente e Occidente in Asia minore.
Rel. Claudia Bonardi. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Questa ricerca si occupa delle fortezze in Asia Minore, tra XII e XIII secolo, e si propone di fare un confronto tra architettura difensiva araba, bizantina, armena e occidentale.
Per poter affrontare questo argomento è stato necessario partire da un'analisi dettagliata dei principali studi in questo ambito. In base a questi sono state scelti gli esempi più importanti, e meglio descritti, ovvero quelle fortezze che meglio rappresentano l'architettura difensiva medievale e la sua evoluzione.
Per poter studiare caso per caso, sono state scelte alcune caratteristiche architettoniche determinanti per capire l'evoluzione delle difese. In seguito i singoli castelli sono stati analizzati dal punto di vista della propria funzione. In questo modo si è delineato un quadro sulle varie tipologie di fortezza che erano state definite dai diversi autori. Inoltre è stato possibile comprendere come le differenti funzioni influenzino caratteristiche importanti come l'impianto planimetrico. Con questi elementi sono state redatte delle brevi schede monografiche, utili per operare un raffronto tra opere diverse per tipo di funzione prevalente e lontane dal punto di vista geografico e culturale.
Dal quadro di sintesi si può osservare come proprio sul finire del XII secolo, in Asia Minore, si diffondano importanti consuetudini costruttive, tese a migliorare l'efficacia delle difese.
Quindi, per capire quali potevano essere le motivazioni di questo progresso diffuso, sono state analizzate le fonti storiche originali. Da queste sono stati tratti i passaggi che riguardavano la guerra d'assedio a partire dalla fine dell'XI fino alla metà del XIII secolo. Innanzitutto, dalle fonti emerge una situazione storica caratterizzata da frequenti interrelazioni fra i diversi eserciti, che porta allo scambio continuo di informazioni tecniche e contribuisce al progresso nell'architettura.
Inoltre, confrontando i brani si evidenziano le differenze tra gli assedi dei diversi periodi, riscontrando variazioni nelle tattiche prescelte e una progressiva miglioramento dell'efficacia dei congegni. Di conseguenza, si può capire la risposta delle fortificazioni che vengono notevolmente migliorate e rafforzate, in relazione agli attacchi.
Molto importante è sottolineare il fatto che il progresso architettonico avviene più o meno con le stesse modalità, trasversalmente tra le diverse maestranze arabe, bizantine, armene e crociate e indistintamente tra le diverse tipologie funzionali. Non c'è pertanto un tipo di fortezza, o una manodopera particolare, che si distingua dalle altre in questa evoluzione, tutte concorrono al miglioramento generale e tutte assorbono gli elementi innovativi utili alla difesa.
I progressi tecnici avvenuti in Medio Oriente a partire dalla fine del XII secolo, soprattutto nel periodo corrispondente alla terza crociata, sono dovuti alla particolare situazione politica di instabilità e di continua guerra, che porta gli eserciti ai necessari provvedimenti per sopraffare o, nell'eventualità, difendersi dal nemico. In Occidente l'evoluzione delle fortezze non è immediatamente successiva alle crociate, ma è leggermente più tarda, quando anche in Europa si riscontrano analoghe situazioni di guerra e, pertanto, simili necessità difensive.
Relatori
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