Salone Console a Germagnano: un teatro storico per nuovi scenari territoriali
Silvia Gianotti
Salone Console a Germagnano: un teatro storico per nuovi scenari territoriali.
Rel. Maria Adriana Giusti, Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Il salone Console è unico nel suo genere: costruito tra ìl 1930 e il 1932 da Mario Console per ospitarvi le feste che abitualmente in quel periodo venivano organizzate a turno dai numerosi villeggianti valligiani e dai facoltosi della zona, è l'unico edificio privato adibito esclusivamente a tal fine. I ricevimenti, infatti, solitamente erano organizzati all'interno delle stesse ville, oltre che nei parchi durate la bella stagione, in sale apposite ma di dimensioni molto più modeste, in alberghi o in "circoli", finanziati dagli stessi villeggianti, che però avevano carattere esclusivamente stagionale ed erano adibiti ad usi alternativi per gran parte dell'anno.
La famiglia di Mario Console ha rivestito una grande importanza all' interno del paese di Germagnano, famiglia facoltosa ed influente, amante dell'arte e dell'archeologia, generosa nelle offerte all'Asilo, alla Chiesa e al Comune, coltivava amicizie importanti, organizzava feste che rimanevano impresse nell'immaginazione della popolazione del paese, al punto che ancora oggi a distanza di più di cinquanta anni dalla loro scomparsa, sono in molti a conservare fotografie e a ricordare particolari che per questo lavoro si sono rivelati preziosi data la scarsità di documentazione archivistica.
Il salone fa parte del complesso di villa Console costituito dalla villa stessa, dall'adiacente villa Marina, dal parco e dal salone, elementi contigui tra loro ma divisi già alla loro nascita a causa, della conformazione della zona già urbanizzata Questa divisione si è accresciuta alla morte d Mario Console con la cessione del parco e de: salone prima all'Ente Morale "Asilo Infantile d Germagnano", poi al Comune di Germagnano quando quest'ultimo decise di sciogliersi, h costruzione dell'asilo all'interno del parco, le vendita e lottizzazione della villa, al punto che attualmente ad un occhio estraneo appaiono elementi completamente indipendenti e distinti: deposito comunale, residenza condominiale e parco dell'asilo infantile.
Uno degli scopi della presente tesi è quello di ricucire gli strappi creati dagli eventi e riportare il complesso, almeno per la parte di proprietà pubblica, alla primitiva unitarietà, riaprendo percorsi di collegamento e soprattutto restituendogli l'originaria destinazione ricreativa. Il punto di partenza di questa opera è stata la conoscenza, non solo degli elementi che compongono il complesso, della famiglia che l'ha creato e del paese che lo ospita ma dell'intera rete di attrezzature ricreative per la villeggiatura Belle Epoque, oggi in gran parte degradate e dimenticate, in cui si collocano.
A tal fine si è proceduto ad una ricerca sul campodegli edifici e delle attrezzature per la villeggiatura nati tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento di cui è stata prodotta una georeferenziazione completa.
Alla ricerca sul campo è poi seguita quella archivistica sulle guide turistiche e quotidiani dell'epoca che ha portato ad una vera e propria schedatura di quegli edifici che hanno ospitato feste e balli come l'oggetto di questo lavoro. Per creare le carte di base che sarebbero servite da supporto al progetto di restauro e a quello di rifunzionalizzazione, si sono fatte numerose campagne fotografiche e un rilievo dell'area oggetto d'intervento con l'uso di strumenti elettronici (teodolite) e di strumenti manuali quali rotelle metriche, metri rigidi e livelle a bolla per le misurazioni di dettaglio.
Il progetto di restauro è stato redatto secondo «i principi del rispetto dell'opera, della non falsificazione e del non stravolgimento della contestualità costruttiva e materiale, e infine, del mantenimento della testimonianza storica documentata, che va oltre l'oggetto architettonico, per coinvolgere quel costruito, che abbia riconosciute valenze storiche»
II progetto di rifunzionalizzazione, necessario «per garantire nel tempo la conservazione, attraverso un'utilizzazione compatibile che, richiede una manutenzione costante del costruito, premessa primaria all'adempimento conservativo e alla trasmissibilità della testimonianza storica», si è rivolto verso la creazione di un teatro al piano terreno, ultima destinazione d'uso del salone, fino agli anni Ottanta quando venne chiuso perché non a norma di legge e di una sala polivalente al piano primo.
Per un corretto utilizzo del teatro è stata necessaria una espansione per alloggiarvi gli ambienti di servizio e il foyer in cui si è inserito una mostra permanente sulle attrezzature per la villeggiatura e sulla storia del complesso di villa. Concludo concordando con il mio collega che questo lavora possa " sensibilizzare i cittadini e le Amministrazioni pubbliche di Germagnano e delle Valli di Lanzo sull'importanza dei parchi e delle ville storiche per la creazione e il mantenimento del paesaggio e della cultura nostri e dell'Italia intera, affinché mettano in atto le disposizioni legali e amministrative e i mezzi finanziari e operativi per tutelare questi beni, che ci sono stati tramandati dalla storia e che abbiamo il dovere di trasmettere ai posteri".
Relatori
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