Storia urbanistica della città di Aprilia
Francesca Costa
Storia urbanistica della città di Aprilia.
Rel. Vera Comoli, Enrico Guidoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
La storia urbanistica di Aprilia percorre le tappe che hanno portato alla realizzazione ex novo, negli anni trenta del Novecento, della quarta città nelle aree di bonifica del Lazio.
Aprilia fu progettata e costruita in quella porzione dell'Agro Romano confinante con le paludi bonificate dell'Agro Pontino sulle quali erano state costruite le tre città di Littoria, Sabaudia e Pontinia. Le nuove città di bonifica erano progettate come parte di un programma più vasto che prevedeva la trasformazione di un territorio tradizionalmente ancorato al latifondo e dunque di terreni incolti e malsani scarsamente abitati da popolazioni povere e arcaiche che sarebbero scomparse con l'afflusso di immigrati da terre lontane. La bonifica "integrale" del territorio fu concepita non solo come pura bonifica idraulica,
ma come un intervento globale che attraverso il frazionamento dei terreni bonificati mediante appoderamento, la costruzione di città nuove e la realizzazione di una rete stradale arrivava alla colonizzazione di un territorio dissolvendo l'assetto imposto dal latifondo. Gli interventi, inquadrati all'interno di un programma di politica economica voluto dal governo fascista, furono attuati
in segito all'emanazione delle leggi sulla Bonifica Integrale e all'istituzione di un apparato organizzativo di supporto, l'Opera Nazionale per i Combattenti, preposto agli interventi di trasformazione del territorio. L'occasione offerta dalla bonifica integrale di realizzare nuove città in un contesto privo di preesistenze generò un dinamismo in campo progettuale che coinvolse non solo le nuove generazioni di architetti ma nella sua
globalità il mondo accademico del periodo. La progettazione delle città nuove come gli sventramenti operati sulla città storica fornirono ai progettisti del tempo la possibilità di dare spazio ad una creatività che poteva esprimersi libera dai condizionamenti imposti dalle preesistenze e dunque di dare spazio al nuovo.
Le inevitabili polemiche che fecero seguito alla dichiarazione del progetto vincitore del concorso, elaborato dal gruppo dell'architetto Concezio Petrucci, unite alla decisione di cambiare l'ubicazione della nuova città, portarono all'elaborazione di un nuovo progetto per Aprilia che conservò pressoché intatto il disegno ubanistico progettato in sede di concorso. Le vicende legate alla costruzione della città dipingono un quadro di difficoltà economiche in cui versava l'Italia impegnata nella guerra d'Africa, alle soglie del secondo conflitto mondiale il cui epilogo coinvolgerà direttamente la nuova città di Aprilia.
Relatori
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