Il senso dei nuovi scenari: i luoghi del consumo nella città postmoderna
Marilisa Alagia
Il senso dei nuovi scenari: i luoghi del consumo nella città postmoderna.
Rel. Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Nel panorama definito postmoderno si consolida una città costituita da un insieme di luoghi dove sono concentrati oggetti e immagini, che simulano, con la forza imperiosa della suggestione e della nostalgia, una città sognata e rassicurante. Oggi la città diventa il palcoscenico culturale, artistico e architettonico della simulazione, in cui la citazione è ridondante e l'edonismo di massa domina in tutti i settori. La città deve piacere e il fenomeno investe tutto ciò che essa contiene: forme, geometrie, merci e individui. E' l'avvento della cosiddetta cultura della bellezza e del consumo, che segna il passaggio da una società del bisogno a una società del desiderio, cambiamento i cui primi segni si avvertono già nella seconda metà dell'Ottocento, nei passages parigini, dove, per la prima volta nella storia della città, la ragione sociale si fonda con il momento del consumo, che si celebra nelle grandi vetrine dei negozi.
E' un processo di trasformazione sociale che vede la piazza sempre più luogo marginale della socialità, che invece nel frattempo individua nuovi e più sicuri ambiti in cui esprimersi: gallerie urbane, grandi magazzini, esposizioni universali
Il passaggio alla città contemporanea è segnato dall'emergere di nuovi criteri d'uso dello spazio, legati al segno crescente dello shopping; si assiste ad una progressiva espansione del fenomeno commerciale, che si va imponendo come attività onnipresente, elevando la categoria del consumo a massima espressione di una nuova socialità all'insegna dell'effimero e del provvisorio.
L'architettura si presta a svolgere un ruolo importante come strumento di enfatizzazione, fornendo dei riferimenti simbolici a livello di immaginario collettivo: i luoghi del consumo come i centri commerciali, oggi, diventano punti di riferimento e di identificazione di una città frammentata e globalizzata; collocate ai margini della città, da cui ricevono stimoli, tendenze e ritmi, le grandi cattedrali del consumo offrono una città simulata, depurata e climatizzata.
Come esempio di architettura rassicurante, in cui la simulazione è ridondante, viene preso il Factory Outlet Center di Serravalle Scrivia, che con la sua architettura di facciata fa da scenario artificiale al consumo di massa.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
