Giovanni Mangialajo
I ruderi del castello di Casteldelfino.
Rel. Carlo Mario Tosco. Politecnico di Torino, , 2000
Abstract
I ruderi del castello di Casteldelfino, alta Val Varaita, sono l'oggetto principale di questo studio che è mirato alla ricerca delle sue origini e trasformazioni avvenute nei secoli passati.
Questo castello, fulcro della secolare storia del paese che lo ospita si trova attualmente in forma di rudere ed in stato di pressoche' totale abbandono. Scopo di questo lavoro è quello di considerare il monumento come documento storico e come bene culturale.
E' necessario avere nei confronti dei monumenti "da salvare" un atteggiamento corretto di rivalutazione e una visuale di recupero piu' ampia,non puntiforme, estesa alla situazione della intera Val Varaita pianificata.Il patrimonio monumentale presente sul territorio puo' costituire una autentica risorsa ma occorre che venga inserito in un complesso di beni economico-culturali, attraverso un processo produttivo che ne evidenzi e nesfrutti tutte le valenze.La parola "valorizzazione" deve essere infatti intesa come potenziamento delle prerogative monumentali, artistiche e storiche e non come sfruttamento nel senso deteriore della parola.I castelli minori rischiano pero' di diventare sempre "piu' ruderi" e la loro rivalutazione, senza dubbio costosa, deve avere poi un riscontro economico.Evoluzione storica come documento, ma anche rilievo del manufatto come documento, sono elementi fondamentali senza i quali sicuramente si sbaglia e si ha la possibilita' reale di violentare quell' architettura e quindi il nostro spazio.
Rilievo non solo del piano di vista orizzontale o verticale, ma rilevamento contemporaneo sia sul piano orizzontale sia su quello verticale di quello che succede sopra e sotto, davanti e dietro, contemporaneamente in modo che pur attraverso le proiezioni ortogonali si possa avere una visione totale dello spazio costruito.
Operazione faticosa, ma fondamentale, per poter affrontare problemi di
restauro e di riuso.
Quando vediamo restauri o riusi iniziati senza un accuratissimo rilievo o senza una padronanza della storia del monumento, della sua tipologia, delle eventuali ipotesi di costruzione e di evoluzione durante il tempo sappiamo subito che sicuramente abbiamo la possibilita' di commettere degli errori
irreparabili e irreversibili.
E' quindi fonte inesauribile di ricerche e di prospettive per lo storico puro,
per l'archeologo, per il letterato, per il critico dell'arte e dell'architettura e
della tecnica della guerra, per lo scienziato , per lo specialista settoriale e
per gli studenti, ecc
Altri appassionati storici, hanno tentato di dare soluzione ai dubbi che
emergono dalle scarse documentazioni disponibili. Se da un lato questi studi
sono stati un indispensabile aiuto di base, dall'altro hanno stimolato l'idea
di presentare e sviluppare il tema di una ricerca almeno in parte inedita. Ma
l'obbiettivo piu' interessante e certamente inedito, che ci si è posti, e' stato
quello di produrre tavole rappresentative che, potessero illustrare con
precisione quello che rimane dell'edificio oggetto del nostro lavoro.
La realizzazione delle tavole, raffiguranti i ruderi del castello, vuole essere
finalizzata a rendere visivo il concetto che una rivalutazione di monumenti
come questo debba essere effettuata senza perdite di tempo.
E' molto importante nell'effettuare questo studio conoscere l'ubicazione
dell'oggetto relativamente alla morfologia del territorio.
I resti del castello sono visibili sullo sperone che biparte le due vallate
denominate "di Chianale" e "di Bellino". Di detto edificio non restano che
pochi ruderi, ma notevole è la finestra monofora.
Da questo fortilizio deriva l'attuale nome del paese di Casteldelfino.
Casteldelfino è un insediamento di origini medioevali, porto' i nomi di:
LOCUS SANCTI EUSEBII (anno 1062)
HOSIBIUS (anno 1264)
SAN ISOBIO (anno 1303)
OBSOBIUS (anno 1305)
CASRUM DALPHINI (anno 1321)
Grande rilevanza in questo studio verra' data all'analisi del motivo che
porto' a costruire il castello nel sito in cui si trova e del perche' l'abitato di
Casteldelfino a un certo punto della sua storia si sposto' dove si trova
attualmente.
La scelta di un castello minore rientra nell'ottica generale di pianificazione
di cui si e' parlato prima, ma è anche dettata dalla necessita' di rivalutare il
patrimonio "architettonico archeologico" ormai in stato di pressoche' totale
abbandono.
Una volta eseguita la lettura del monumento sotto il piano storico,
architettonico e strutturale, mi rivolgero' ad analizzare il rapporto, molto
stretto che nel passato ha legato il castello e il territorio.
L'indagine accademica è stata svolta avvalendosi delle specifiche
conoscenze in ambito architettonico, soprattutto per quanto riguarda
l'approccio alla storia dell'edificio. I risultati ottenuti hanno permesso a chi scrive un notevole arricchimento personale attraverso una maggiore padronanza dell' approccio metodologico nell'analisi delle opere architettoniche esistenti che è alla base di ogni indagine storica che non miri piu' a una esercitazione accademica.
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