Centro per esposizioni, servizi e per le attività della Fondazione Italiana per la Fotografia a Torino in zona Ponte Mosca
Stefano Bertotti
Centro per esposizioni, servizi e per le attività della Fondazione Italiana per la Fotografia a Torino in zona Ponte Mosca.
Rel. Agostino Magnaghi. Politecnico di Torino, , 2005
Abstract
Questa tesi ha come oggetto la progettazione del "Centro Ponte Mosca", un complesso dedicato ad accogliere gli uffici di varie associazioni, spazi espositivi, sale prova, un teatro/cinema, una biblioteca, spazi commerciali, una foresteria ed un parcheggio interrato. Si tratta di una serie di edifici con una superficie totale di circa 20.000 m2, esclusi i parcheggi, edificati in un lotto di circa 100.000 m2.
L'area interessata si situa all'angolo tra Corso Giulio Cesare ed il Lungo Dora Firenze, ai confini di Borgo Dora; si tratta di un vasto vuoto urbano che negli ultimi anni ha accolto spettacoli del circo ed altre strutture per manifestazioni temporanee.
Il lavoro parte da un'analisi storica dell'evoluzione dell'area dalla quale emerge una forte eterogeneità. In particolare spicca il modo in cui allo sviluppo precedente alla realizzazione del Ponte Mosca, non pianificato e fortemente legato ai corsi d'acqua, si sovrappone la rigida maglia della città quadrata in espansione.
Borgo Dora è uno dei tenitori esterni alla città quadrata, nei quali si sono localizzati i primi nuclei proto-industriali. Fino al XX secolo i corsi d'acqua hanno rappresentato l'elemento al quale lo sviluppo industriale si è aggrappato per nascere, sopravvivere e crescere, e che ha determinato l'orientamento e la conformazione degli edifici.
La sostituzione del vecchio ponte in legno e del guado di Borgo Dora fu decretata da Napoleone nel 1807. Il nuovo manufatto doveva rappresentare il prolungamento della via d'Italia (oggi Corso Giulio Cesare). Dopo lunghi dibattiti si decise di realizzare il progetto di Carlo Bernardo Mosca: un ponte in pietra retto ad arco ribassato con luce di 45m e una freccia di soli 4.5m realizzato tra il 1823 e il 1830.
Il Ponte Mosca, oltre che rappresentare il momento di passaggio tra due fasi storiche del Borgo, è un'emergenza che caratterizza fortemente l'area ed incide notevolmente sulla morfologia del territorio. Attraverso la realizzazione di un terrapieno, necessario per la sua costruzione, si è creato un forte dislivello tra la quota del ponte e quella del resto della città. Dislivello che fin dall'800 rappresenta un tratto fondamentale del luogo del quale si è dovuto tener conto in fase progettuale.
Il progetto si fonda su alcuni elementi di fondo orientati a realizzare un punto di aggregazione per il quartiere e la città intera:
il progetto è inteso come un'ideale rappresentazione della storia del quartiere, nella quale i vari elementi del nuovo centro rappresentano periodi storici differenti;
il centro si sviluppa su due livelli principali, uno relativo a Corso Giulio Cesare ed uno relativo al livello del giardino;
la progettazione ha origine dai vuoti, dai percorsi piuttosto che dai volumi;
gli spazi all'aperto penetrano all'interno dell'edificio rendendo superflua la distinzione tra interno ed esterno;
i volumi si sovrappongono ai percorsi e si adattano ad essi;
particolare attenzione è stata dedicata agli spazi dedicati alla FIF (Fondazione Italiana per la Fotografia), per la quale è stato realizzato un ambiente neutro, all'interno del quale potessero spiccare le opere esposte, ed allo stesso tempo versatile e facilmente adattabile alle varie necessità.
Relatori
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