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Il riuso dell'edilizia storica a fini culturali nella città di Asti. La collezione "Arazzeria Scassa" e lo studio progettuale per la nuova collocazione del museo.

Mallamace, Laura

Il riuso dell'edilizia storica a fini culturali nella città di Asti. La collezione "Arazzeria Scassa" e lo studio progettuale per la nuova collocazione del museo.

Rel. Laura Antonietta Guardamagna, Chiara Aghemo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio, 2017

Abstract:

I musei sono luoghi di conservazione e di esposizione di una vasta gamma di categorie di beni e di opere, testimonianze uniche di momenti artistici del passato o della storia.

Il concetto attuale di museo si basa su una specifica funzione educativa, culturale e sociale in cui ogni visitatore può portare a compimento il suo percorso di apprendimento.

La realtà dell’Arazzeria Scassa, e della sua collezione, è nata dalla passione del Sig.re Ugo Scassa che si dedicò al recupero dell’arte arazziera ormai diffusamente ritenuta

retaggio del passato. Perseguì il suo interesse per l’arte figurativa contemporanea fondendo le antiche tecniche artigianali e le moderne concezioni dell’immagine decorativa

su cartoni di artisti come Cagli, Casorati, De Chirico, Spazzapan, Mastroianni, Capogrossi, Mirko e pittori contemporanei come Klee, Mirò, Kandinskj, Ernst, Matisse con cui cooperò in un totale rispetto delle competenze di ognuno, uniti nel fine unico di realizzare un'opera

d'arte.

L’arazziere Scassa ha apportato alcune piccole ma fondamentali innovazioni alla tradizionale tecnica ad alto liccio permettendone la tessitura direttamente sul diritto in modo da valutare subito il tessuto mettendo in risalto sfumature, contrasti chiaroscurali e passaggi tonali.

Lo studio dei materiali tessili della loro lavorazione, legati ad aspetti come il microclima, la qualità dell’aria e l’illuminazione è stato finalizzato alla comprensione dei maggiori fattori di degrado al fine di consentire scelte espositive e conservative che ponessero al centro

dell’attenzione il “benessere” degli arazzi.

La lunga storia dell’arazzeria Scassa e delle sue trasformazioni, da piccolo laboratorio alla produzione di grandi opere contemporanee, ha portato nel 2000 alla realizzazione di un Museo all’interno dell’antica Certosa di Asti, ed infine, nel 2013 alla sua chiusura per la

mancanza di finanziamenti. Le proposte per una nuova sede sono state molte, tra cui quella di un ri-allestimento a Palazzo Alfieri, ma nessuna di esse ha avuto luogo.

La mia idea è stata quella di trovare un luogo all’interno del centro storico in modo da restituire alla città di Asti un suo pezzo di storia.

In seguito ad un attento studio Palazzo Ottolenghi, nel quale convivono il museo del Risorgimento, il museo dell’Immaginario, l’I.S.R.AT, una sala convegni nel Salone d’Onore e molti spazi ancora inutilizzati, mi è sembrata la sede ideale per la realizzazione di un sistema museale unico, capace di gestire in maniera unitaria diverse realtà che però perseguono le stesse finalità culturali.

Gli spazi inutilizzati si sono rivelati consoni all’inserimento dell’attività museale avendo grandi sale a disposizione in cui poter esporre gli arazzi restituendogli la loro funzione di godimento visivo dei visitatori.

Per realizzare al meglio questa esperienza ho ipotizzato un percorso di visita dedicando le prime sale agli arazzi realizzati su cartoni di artisti italiani ed telai di tessitura e quelle successive a quelli stranieri.

Lo studio di un apposito sistema espositivo capace di racchiudere al suo interno il sistema d’illuminazione e di controllo passivo dell’umidità relativa degli arazzi mi ha permesso di definire un sistema svincolato dall’edificio stesso, capace di variare in base alle diverse

necessità. La comunicazione espositiva, legata all’espressività della luce, mi hanno suggerito la realizzazione di un sistema lineare, pulito nella forma, con la possibilità di ospitare due differenti tipologie di apparecchi di illuminazione creando un effetto di luce

uniforme proveniente dall’alto, senza creare zone d’ombra sugli arazzi o di abbagliamento ai visitatori.

L’efficacia di questa immagine mi ha permesso di esaltare ancora di più opere uniche, prive di altri esempi nel mondo, esperienze contemporanee rappresentate attraverso

un’antica tradizione.

Per ulteriori informazioni contattare:

Laura Mallamace, laura.mallamace@libero.it

Relatori: Laura Antonietta Guardamagna, Chiara Aghemo
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: A Architettura > AB Architettura degli interni
A Architettura > AF Edifici e attrezzature per il tempo libero, le attività sociali, lo sport
A Architettura > AL Edifici e attrezzature per l'istruzione, la ricerca scientifica, l'informazione
A Architettura > AO Progettazione
A Architettura > AQ Spazi funzionali dell'abitazione
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/6363
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