Parchi scientifici e tecnologici in Italia : l'architettura a supporto dell'innovazione
Elisa Sattanino
Parchi scientifici e tecnologici in Italia : l'architettura a supporto dell'innovazione.
Rel. Alberto Bologna. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
PREMESSA
Obiettivo di questa tesi è "fotografare" e analizzare i Parchi Scientifici e Tecnologici odierni, ovvero studiarne gli assetti organizzativi e spaziali, cercando di comprenderne sia il funzionamento sia come essi si rapportano con il contesto urbano e architettonico con il quale si relazionano.
Partendo da un excursus sulle trasformazioni urbane più significative che hanno caratterizzato il passaggio dalle città industriali del XIX secolo alla nascita dei Parchi Scientifici e Tecnologici, si analizzeranno in modo critico le caratteristiche e le tipologie insediative di questi ultimi, evidenziando i punti di forza e le criticità insite in questa tipologia di progettazione e trasformazione, dalla scala architettonica a quella urbana.
A supporto di questa tesi di ricerca, vi sono due casi studio: il Parco Scientifico Tecnologico di Venezia (VEGA) e quello di Bergamo (Kilómetro Rosso). In particolare, il primo caso studio vuole essere un esempio di come un'area, originariamente industriale e successivamente dismessa, di oltre 2000 ettari (Porto Marghera) possa essere riconvertita in un importante polo di ricerca; mentre il secondo esempio consente di indagare le dinamiche inerenti la costruzione ex novo di un Parco Scientifico e Tecnologico nel territorio italiano. A fronte dell'analisi di questi due casi studio, si vuole comprendere se il Parco oggetto di studio possa essere considerato come una possibile opzione di investimento nell'ambito della riqualificazione di aree industriali dismesse, ma anche come opzione per la costruzione ex-novo nei cosiddetti "vuoti urbani" di centri di ricerca e sviluppo volti a incentivare innovazioni in ogni ambito.
I Parchi Scientifici e Tecnologici sono oggetto di analisi e di dibattito a livello internazionale sin dal '900 e per questo è presente una discreta letteratura che ne indaga gli aspetti organizzativi ed economici, i fattori di successo e di insuccesso, le dinamiche di sviluppo e gli attori coinvolti.
Tuttavia non esiste una letteratura che li descriva dal punto di vista architettonico e che metta in luce in modo esaustivo la relazione con la città e con il territorio con il quale si relaziona.
Dalle ricerche effettuate per la stesura di questa tesi di laurea ho notato come la documentazione bibliografica presenti un cambiamento considerevole nella trattazione di questa tematica a partire dagli anni '90 del secolo scorso fino ai giorni nostri. Nello specifico, ho riscontrato che gli aspetti insediativi e i modelli sono stati elaborati in alcune monografie datate 1992,1996 e non sono state più aggiornate e attualizzate. Una possibile spiegazione è dovuta al fatto che essendo una realtà principalmente economica e imprenditoriale legata all’innovazione si attribuisce il successo delle imprese che si insediano nel parco al networking, alla ricerca e cooperazione che va al di là dell'aspetto spaziale.
Sono stata spinta dall'interesse di comprendere le ragioni per le quali dalla pubblicazione di Zappia (1992) e di Bertuglia (1996), non vi siano testi aggiornati che mettano in luce il rapporto tra i Parchi e le città con le quali si relazionano e che indichino gli elementi coinvolti e quelli necessari per un'adeguata progettazione.
1 Tra le prime pubblicazioni, si trovano monografie quali: V. Zappia, Le coordinate di un moderno parco scien¬tifico-tecnologico: finalità, logiche di insediamento, tipologie, rapporti con il territorio,Napoli, Guida, 1992 e la monografia F. Bertuglia, Parchi scientifici e tecnologici: tipi, modelli insediativi, condizioni di successo,Torino, Celid, 1996. In quegli anni sono state scritte anche delle pubblicazioni circa l'aspetto economico, organizzativo, politico, sui fattori di successo ed insuccesso. Dal 2000 viene introdotta la relazione esplicita tra il concetto di innovazione e quello dei distretti industriali e tecnologici.
Con questa tesi voglio dimostrare che l'architettura può supportare il processo di innovazione, fornendo ad esempio spazi di lavoro che migliorino il comfort dei dipendenti e come l'ubicazione di questi incubatori di start-up influisca sulle trasformazioni e connessioni territoriali.
Partendo da queste considerazioni, ho cercato di dare una risposta alle seguenti domande che mi sono posta durante la raccolta delle informazioni utili alla stesura della tesi:
9 In un contesto in cui l'imprenditoria basa i propri obiettivi di sviluppo dell'innovazione su elementi economici e finanziari, può l'architettura e il rapporto con il territorio contribuire al successo del Parco Scientifico e Tecnologico?
0 Quali cambiamenti porta l'insediamento di un Parco a livello urbano e territoriale?
In che modo il Parco è capace di influenzare la città?
In molti testi vi sono citazioni di casi studio a livello mondiale, molto spesso non approfonditi e catalogati entro le definizioni che gli autori hanno cercato di dare per creare una mappatura universalmente riconosciuta ma sovente messa in discussione e riformulata in base all'evoluzione e ai cambiamenti del contesto.
La letteratura scientifica più recente, composta da pubblicazioni e articoli diffusi in rete, seppur basandosi su evidenze empiriche, consente di formulare criticamente gli elementi che, positivamente o negativamente, possono condizionare la riuscita di interventi di questo genere.
Il presente lavoro si propone pertanto di accrescere il livello di consapevolezza sulle opportunità offerte dai Parchi Scientifici e Tecnologici a livello progettuale e territoriale.
Relatori
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