Architettura alpina moderna in abbandono : alternativa progettuale all'intervento di ricostruzione dell'ex Hotel des Alpes, Courmayeur
Eleonora Gabbarini, Silvia Stephanie Testa
Architettura alpina moderna in abbandono : alternativa progettuale all'intervento di ricostruzione dell'ex Hotel des Alpes, Courmayeur.
Rel. Antonio De Rossi, Davide Maria Giachino. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
L’oggetto di studio del suddetto lavoro di tesi si localizza a Entrèves, a circa 1300 m di altitudine, nei pressi di Courmayeur, nota località turistica, sia estiva che invernale, dell’intero arco alpino occidentale, la cui fama e frequentazione a livello nazionale e internazionale si devono in particolar modo all’unicità e straordinarietà del paesaggio montano in cui si inserisce, ovvero ai piedi del massiccio del Monte Bianco.
Divenuta inizialmente popolare nell’ambito del turismo termale, e successivamente del turismo sportivo e naturalistico, gli impianti a fune e le strutture alberghiere sono i principali elementi che ne hanno maggiormente influenzato la trasformazione. Alle tradizionali costruzioni locali si mescolano così quegli interventi che a partire dalla seconda metà del ‘900 hanno iniziato a modificare immagine e struttura del paesaggio.
Tra questi troviamo l’ex Hotel des Alpes, struttura ricettiva realizzata nei primi anni ’60 dalla società Esso nei pressi dell’ingresso al tunnel del Monte Bianco, abbandonata verso la seconda metà degli anni ’80, e da allora lasciata in disuso prolungato. Icona dimenticata della prima architettura alpina moderna ad uso alberghiero del secondo dopoguerra, oggi non ne resta tuttavia che il ricordo. Rimasto a lungo in attesa di un futuro, interamente cinto da reti di sicurezza a causa del suo forte stato di degrado, il complesso è stato infatti recentemente demolito per fare posto ad una nuova struttura ricettiva.
Nonostante l’iniziale volontà di recupero dell’edificio preesistente, il suddetto lavoro di ricerca si è così rivolto in un secondo momento alla formulazione di una proposta alternativa al progetto di ricostruzione messo in atto ultimamente.
La ridefinizione del patrimonio edilizio di montagna, rimasto in disuso e in abbandono, è infatti la chiave per la riqualificazione del paesaggio alpino deturpato dalla deriva consumistica del dopoguerra. Nonostante alcune criticità, l’area presa in esame presenta grandi potenzialità attualmente inespresse, per cui il suo recupero apporterebbe grandi benefici non solo a livello di riqualificazione visiva del paesaggio ma, bensì, anche a livello dell’economia della comunità locale.
Rapporto tra architettura e natura; questo il tema centrale dell’esercizio progettuale sviluppato all’interno delle pagine che seguono.
La vera sfida è stata infatti quella di realizzare un oggetto architettonico capace di dialogare armonicamente con l’ambiente circostante sotto molteplici punti di vista.
Dagli aspetti compositivi, a quelli distributivi e tecnologici, ogni elemento del progetto è stato sviluppato prestando massima attenzione al rispetto per il territorio.
Il proposito è stato dunque quello di creare una struttura in cui l’attenzione nei confronti dell’ospitalità si sposasse con quella della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente, dando vita a un’esperienza unica.
Relatori
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