Davide Giugno
Architettura partecipata nei nidi di Torino : aging e cura / Davide Giugno.
Rel. Luca Davico, Marco Bosio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
Il percorso di Tesi qui proposto, si inserisce nell'ambito di un Progetto di Ricerca più ampio portato avanti dal Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino. Tale progetto, volto ad indagare il fenomeno dell'invecchiamento e promuovere la sostenibilità del lavoro nel ciclo di vita, consiste nell’implementazione e nella valutazione dell'efficacia di un intervento di supporto organizzativo ed individuale per i lavoratori e le lavoratrici all'interno degli asili nido del Comune di Torino.
Il tema dell'invecchiamento sul luogo di lavoro è quanto mai odierno, stante la recente riforma sulle pensioni che vede un innalzamento dell'età di ritiro dal lavoro, soprattutto per quei lavori che richiedono particolari sforzi fisici o emotivi e che sono quindi particolarmente usuranti. Negli ultimi anni in Europa sono stati fatti dei passi avanti in questa direzione, attuando ricerche e sperimentazioni multilivello, dove si è riscontrato che un aspetto molto importante per la sostenibilità lavorativa riguarda le caratteristiche degli spazi, degli arredi e delle attrezzature.
Nella definizione delle misure di prevenzione, inoltre, è emerso come strategie decisionali di carattere partecipativo abbiano la duplice funzione di ottimizzare gli sforzi nella direzione indicata dai lavoratori stessi e di contribuire esse stesse al miglioramento delle condizioni di benessere, in quanto il coinvolgimento nelle decisioni aziendali e il segnale di interesse nei confronti delle idee dei dipendenti costituiscono uno stimolo positivo e sono fonte di maggior motivazione.
Il contesto degli asili nido , a differenza di quello aziendale, possiede delle caratteristiche peculiari: in primo luogo l'inquadramento nel settore pubblico pone delle premesse di carattere organizzativo ed economico molto differenti da quelle di un'impresa privata. Soprattutto gli aspetti legati alle operazioni sullo spazio fisico, che richiedono per forza di cose degli iter specifici e delle risorse economiche adeguate, hanno inciso molto sia sul processo che sugli effetti e sono stati anzi essi stessi oggetto di discussione e rielaborazione; in secondo luogo la tipologia di lavoro a contatto con il bambino, fonte sia di soddisfazione che di stress, in quanto richiede elevati sforzi emotivi e fisici. Questi sforzi risentono dunque dell'avanzare dell'età e devono essere adeguatamente accompagnati durante l'intero arco della carriera lavorativa, onde evitare situazioni di esaurimento che hanno come conseguenza il giudizio di inidoneità (fisica o psicologica, parziale o totale) da parte del medico del lavoro. Dal punto di vista dell'ambiente di lavoro esistono delle criticità legate a diversi aspetti come il rumore, l'assenza di ausili specifici per
l'adozione di posture corrette e, molto spesso, le problematiche legate ai malfunzionamenti (bagni guasti, riscaldamento, etc.).
Un contesto molto complesso in cui si è intervenuti con risorse molto limitate, ma che ha generato innanzitutto una presa di coscienza all'interno degli uffici del Settore dei Servizi Educativi e che infine lascia aperte le porte a molteplici prospettive di implementazione, segnando la strada verso l'adozione di quelle buone pratiche volte al benessere lavorativo per tutte le età.
Il fatto di dover coniugare uno spazio principalmente costruito per la crescita e lo sviluppo del bambino con uno spazio che non si dimentichi che al suo interno esiste anche l'adulto, che compie determinati movimenti, che vive il nido da adulto e da lavoratore e, che infine, invecchia (e il divario con il bambino aumenta sempre più), rappresenta una sfida e una nuova prospettiva che influisce sul modo di progettare o riprogettare questa tipologia di strutture.
Il Capitolo 1 della Tesi introdurrà quindi gli strumenti e le nozioni necessarie a operare in questo contesto, prendendo in esame diversi aspetti: il metodo di lavoro, che vede il processo partecipativo al centro della riflessione; il fenomeno dell'invecchiamento e le buone pratiche che finora si sono rivelate efficaci nei contesti aziendali; la nascita e l'evoluzione dell'asilo nido nel corso del tempo sia dal punto di vista dottrinale sia architettonico, chiudendo il cerchio e ritornando a come la progettazione partecipata in questo settore sia già un principio ampiamente impiegato anche in Italia, in regioni particolarmente virtuose come l'Emilia Romagna (anche se il focus della progettazione è sempre il bambino e non, come in questo caso, il rapporto fra il bambino e l'adulto).
Il Capitolo 2 fornirà le informazioni relative al contesto peculiare dei Servizi Educativi del Comune di Torino nel quale si è svolta la sperimentazione, e descriverà il Progetto di Ricerca entro il quale si colloca l'intervento sugli spazi e sugli arredi sviluppato in questa Tesi.
Il Capitolo 3 esporrà la descrizione del lavoro svolto a fianco dell'Arch. Marco Bosio in tutte le sue fasi, con ampio rimando alla sezione degli allegati, dove è raccolta la gran parte del materiale che ho prodotto durante il periodo di sperimentazione.
Il Capitolo 4 rifletterà sui risultati ottenuti alla fine del periodo delineando un bilancio fra gli aspetti positivi e quelli negativi e ipotizzando gli scenari futuri.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Soggetti
Corso di laurea
Capitoli
Introduzione
1 INQUADRAMENTO METODOLOGICO E TEORICO
1.1 Metodologia: la progettazione partecipata e i focus group
1.1.1 La progettazione partecipata: inquadramento
1.1.2 Cenni storici sulle origini della partecipazione
1.1.3 I principali strumenti della partecipazione
1.1.4 I Focus Groups
1.1.5 Quando utilizzare i focus groups
1.1.6 La pianificazione
1.1.7 II setting
1.1.8 Gli attori: moderatore
1.1.9 Gli attori: osservatore
1.1.10 Gli attori: partecipanti
1.1.11 Fasi della conduzione
1.1.12 Analisi dei dati
1.2 II fenomeno dell'invecchiamento della forza lavoro: problematiche e risorse
1.2.1 L'invecchiamento al lavoro
1.2.2 II lavoro delle educatrici alla luce dell'invecchiamento
1.3 II fenomeno dell'invecchiamento della forza lavoro: casi studio in architettura
1.3.1 Soluzioni per sostenere gli older workers
1.3.2 Ridefinizione del lavoro e dell'ambiente
1.3.3 Lo stabilimento BMW a Dilgonfing (Baviera)1.3.4 La campagna EU-OSHA "Healty workplaces for all ages"
1.3.5 E nei contesti educativi?.
1.4 Evoluzione del pensiero pedagogico contemporaneo: come cambia il progetto degli spazi
1.4.1 La cura del bambino nell'epoca moderna e contemporanea
1.4.2 La scuola steineriana
1.4.3 II metodo Montessori
1.4.4 La scuola di Reggio Emilia
1.4.5 II progetto degli spazi
1.4.6 II progetto degli arredi
1.4.7 Visioni diverse
2 IL PROGETTO
2.1 II Contesto: i servizi educativi del Comune di Torino
2.1.1 I servizi per l'infanzia
2.1.2 Utilizzo del servizio
2.1.3 Dall'eccellenza al periodo di crisi
2.2 II disegno dell'intervento
2.2.1 Inquadramento generale
2.2.2 Descrizione dei gruppi
2.2.3 Localizzazione dei nidi oggetto di intervento
2.2.4 I tempi
2.2.5 II mio ruolo
3 IL MIO LAVORO
3.1 Rilievo delle strutture
3.1.1 Descrizione delle operazioni
3.1.2 Composizione del campione dal punto di vista architettonico.
3.1.3 Il quadro generale
3.2 Definizione dei Focus Group e dei mini questionari
3.2.1 Perché i focus group
3.2.2 Definizione e pianificazione degli incontri
3.3 Primo incontro: identificazione dei problemi
3.3.1 Premessa
3.3.2 Via Podgora
3.3.3 Via Poma
3.3.4 Via Ventimiglia
3.3.5 Via Passoni
3.3.6 Via Camino
3.4 Elaborazione dei dati e formulazione delle soluzioni
3.4.1 Metodo di analisi dei dati raccolti
3.4.2 Via Camino
3.4.3 Via Passoni
3.4.4 Via Podgora
3.4.5 Via Poma
3.4.6 Via Ventimiglia
3.4.7 Confronto fra i nidi
3.4.8 Osservazioni
3.5 La ricerca e la definizione delle soluzioni: un primo incontro con la dirigenza
3.5.1 Qual è ¡1 perimetro della sperimentazione?
3.5.2 La ricerca
3.5.3 Tavolo con i Servizi Educativi
3.6 Secondo incontro: proposta, discussione e messa in pratica degli interventi
3.6.1 Premessa
3.6.2 Via Podgora
3.6.3 Via Passoni
3.6.4 Via Ventimiglia
3.6.5Via Camino
3.6.6 Via Poma
3.6.7 Conclusioni generali sul secondo focus group
3.7 Finalizzare le decisioni: un secondo incontro con la dirigenza
3.7.1 Il punto della situazione
3.7.2 Il secondo incontro
3.7.3 Gli arredi
3.7.4 Le suddivisioni di via Podgora e di via Ventimiglia
3.7.5 Dopo il secondo incontro
3.8 Terzo incontro: un ultima verifica
3.8.1 Premessa
3.8.2 Via Ventimiglia
3.8.3 Via Podgora
3.8.4 Via Passoni
3.8.5 Via Poma
3.8.6 Via Camino
3.8.7 Dopo l'ultimo ciclo di focus groups
3.9 L'importanza del metodo: i risultati dal Dipartimento di Psicologia
3.9.1 I parametri della psicologia
3.9.2 La soddisfazione percepita
3.9.3 Riepilogo
4 LIMITI E PROSPETTIVE FUTURE
4.1 Limiti
4.1.1 Premessa
4.1.2 II Budget
4.1.3 La struttura organizzativa dell'amministrazione
4.1.4 Tempistiche
4.1.5 Numerosità degli incontri
4.2 Prospettive
4.2.1 Punti di forza
4.2.2 Progettazione degli arredi
4.2.3 Progettazione degli spazi
4.2.4 Imparare dalla Sharing Economy
4.2.5 Unità di Coordinamento
4.2.6 Lo sguardo esterno
Conclusioni
Allegati
Bibliografia
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