La pienezza del vuoto : riqualificazione architettonica e urbana di un comparto della Città vecchia di Taranto
Francesca Bedello
La pienezza del vuoto : riqualificazione architettonica e urbana di un comparto della Città vecchia di Taranto.
Rel. Silvia Gron, Stefania Maria Guarini. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
La presente tesi di laurea si pone come elaborato finale del percorso accademico nella facoltà di Architettura e del corso di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione e Città, presentando una proposta progettuale architettonica e urbana per il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione di un comparto della Città Vecchia di Taranto.
L'argomento oggetto di studio fonda le sue radici sul concorso internazionale di idee #OpenTaranto, il cui bando è stato pubblicato nel maggio 2016 dall'ente banditore INVITALIA. Questo aveva come tema il recupero architettonico, urbano e sociale dell'isola di Taranto, centro storico che versa, ancora oggi, in preoccupanti condizioni di degrado ormai da molti anni; il processo sarebbe dunque partito da sei possibili aree di intervento localizzate nella Città Vecchia per poi estendersi a tutta l'isola.
Partendo quindi dal materiale messo a disposizione dei partecipanti, reperito sul sito web del concorso, si è proceduto con una prima analisi del bando al fine di capirne gli obiettivi, ma anche per iniziare a conoscere il sito di progetto dal punto di vista architettonico-urbano, sociologico e storico grazie allo studio degli altri documenti pubblicati dall'ente banditore. Per questo motivo il primo capitolo si incentra proprio sull'analisi del documento di concorso, evidenziando in particolare i requisiti necessari per l'elaborazione delle strategie; al termine di questo primo capitolo verrà presentata una breve relazione dei progetti vincitori: anche essi sono stati esaminati per riconoscerne i punti di forza e i caratteri che potevano essere elaborati in modo diverso.
Successivamente si è analizzata l'evoluzione della morfologia urbana della Città Vecchia di Taranto per comprendere le caratteristiche particolari di questa porzione di terra dal punto di vista geologico, ma soprattutto architettonico e urbano. Il secondo capitolo infatti affronterà proprio lo sviluppo urbano della città di Taranto dai primi insediamenti fino alla fine del XX secolo, concentrandosi sull'evoluzione morfologica dell'isola. Questo approfondimento, possibile grazie alle fonti bibliografiche reperite soprattutto nelle biblioteche del Politecnico di orino e di quelle sitografiche, ha giocato un ruolo fondamentale in quanto si andava ad operare in un contesto sconosciuto, di cui si ignoravano le caratteristiche e l'evoluzione del tessuto urbano, come l'esistenza dei quattro pittagi, nonché le peculiarità storiche e culturali. L'analisi dell'evoluzione storica della Città Vecchia ha costituito così un pezzo della base di partenza per l'elaborazione della proposta progettuale finale.
L'altra metà della base del progetto è costituita dal terzo capitolo, nel quale verrà presentato lo stato attuale dell'isola, a completare quindi lo studio effettuato nel capitolo precedente. Se infatti il secondo capitolo rappresentava il Passato della Città Vecchia, questo ne analizza le caratteristiche oggi presenti riferite al costruito, agli spazi pubblici, all'accessibilità e a peculiarità tipiche di questa isola come il rapporto con il mare e l'esistenza di una città ipogea. Le analisi più interessanti sono state quelle inerenti lo stato di degrado, trampolino di lancio per l'elaborazione delle linee guida e della mappatura per la riqualificazione del centro storico, e quelle relative alle tipologie edilizie presenti sull'isola di Taranto. Anche in questo caso sono stati utilizzati i documenti messi a disposizione dell'ente banditore, ma anche diverse fonti bibliografiche e sitografiche, nonché diversi articoli giornalistici reperiti on line. In particolare per redigere lo schema tipologico delle architetture si è proceduto con il reperimento della maggior parte delle planimetrie degli edifici del centro storico, utilizzando sia fonti sitografiche che bibliografiche. Queste sono state poi tutte ridisegnate per averle in formato digitale così da poterle riutilizzare, ma anche per comprenderne la distribuzione interna degli ambienti e le caratteristiche architettoniche.
Per l'elaborazione di questa analisi e di quella del capitolo successivo, il sopralluogo svolto alla fine di settembre 2016 ha giocato un ruolo importante: esso infatti ha consentito di vedere e vivere in prima persona la città e il degrado ad essa connesso.
L'analisi dello stato attuale della Città Vecchia ha permesso anche di comprendere come mai all'interno del concorso venissero indicati specificatamente sei possibili ambiti di intervento: essi infatti per posizione, per caratteristiche di conformazione geologica dell'isola stessa e per caratteri sociali presentano problematiche diverse le une dalle altre che però confluiscono nel degrado generale della Città Vecchia. Nel quarto capitolo vengono dunque presentati e descritti i sei ambiti di intervento indicati nel bando del concorso, evidenziando le potenzialità che queste aree avrebbero in vista di una futura rigenerazione urbana.
L'ultimo capitolo, il quinto, è quello nel quale viene illustrata la proposta progettuale relativa a un comparto pilota della Città Vecchia e presentata una possibile estensione degli interventi di riqualificazione grazie all'elaborazione di un decalogo di linee guida originatesi dalla lezione appresa dal progetto pilota.
La realizzazione dell'idea progettuale è stata possibile solo grazie al ritrovamento sul sito del Comune di Taranto del materiale digitale riguardante lo studio dello stato di conservazione del comparto pilota, eseguito dallo Studio Tecnico dell'architetto Giuseppe Fragassa. La documentazione è composta da files in formato .pdf contenenti le planimetrie di tutti i livelli degli , edifici del comparto, alcuni dei loro prospetti,! una sezione dello stato di fatto, tavole di analisi e relazioni inerenti lo stato di conservazione delle superfici corticali e delle condizioni strutturali degli stessi, con approfondimenti a proposito delle cause di degrado e dei possibili interventi di restauro e riconsolidamento. Questo materiale è stato fondamentale per l'elaborazione di una proposta progettuale volta alla salvaguardia del patrimonio storico-architettonico dell'isola della Città Vecchia. Naturalmente le informazioni scaricate, sono state rielaborate, ridisegnate e integrate al fine di avere elaborati grafici e disegn architettonici completi e coerenti tra loro, ma anche per avere una conoscenza più approfondita sullo stato di fatto del comparto oggetto di studio.
Anche le analisi svolte nei capitoli precedenti e prima esposte, hanno permesso di stilare un progetto fondato sulle peculiarità del sito, relazionato alle problematiche presenti e alla conservazione della memoria di ciò che non esiste più. Tra queste basti citare il notevole salto di quota di oltre dieci metri sul quale sorgono gli edifici e si sviluppano le strade, le scalinate esterne e gli spazi urbani, a cui si collega la non accessibilità del cuore del centro storico e il degrado sociale, o la ristrettezza delle vie interne generatrice dell'insalubrità delle stesse strade e degli edifici. Come detto precedentemente, un ruolo fondamentale lo ha avuto la mappatura del degrado, approfondita in questo caso dalle analisi dello Studio Tecnico: essa infatti ha permesso di valutare eventuali demolizioni delle costruzioni malsane. Lo studio delle tipologie architettoniche sia in pianta che in prospetto ha dettato le regole di composizione per i nuovi volumi nati sopra i lotti de9li edifici demoliti; anche gli approfondimenti inerenti il rapporto con il mare e l'esistenza di una città ipogea hanno suggerito alcune delle caratteristiche dell'intervento progettuale.
L'obiettivo finale della presente tesi di laurea non è solo quello di proporre una soluzione di intervento contro il degrado della Città Vecchia che abbia come punti fondamentali la salvaguardia delle architetture e della storia, il recupero edilizio, la valorizzazione dei caratteri sociali e culturali di questo centro storico. Essa si prefigge l'intento di esaltare l'importanza dei centri storici italiani, intesi come luoghi di memoria legate alla cultura, alla storia, alla società e all'architettura; la preservazione, possibile e sensata, è la strada per trasmettere nel tempo il passato di una città, di una o più popolazioni che vi hanno vissuto, le usanze e i costumi di queste genti, insieme di tesori di cui la penisola italiana è ricca e che deve valorizzare. Inoltre la rigenerazione e la riqualificazione urbana, oltre a portare benefici economici legati al turismo, permette di migliorare le condizioni di vita dei residenti, testimoni della memoria e veri possessori della città.
Relatori
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