La rinascita di un tempio : la chiesa di San Pietro a Modica nella ricostruzione dopo il terremoto del 1693
Antonella Terranova
La rinascita di un tempio : la chiesa di San Pietro a Modica nella ricostruzione dopo il terremoto del 1693.
Rel. Sergio Pace, Marco Rosario Nobile. Politecnico di Torino, , 2005
Abstract
SOMMARIO
Punto di riferimento cronologico dello studio è, perciò, il terremoto del 1693, considerato una
delle più grandi catastrofi della storia siciliana, ma, ha rappresentato anche, l'occasione per
una ricostruzione grandiosa, un enorme cantiere del quale cominciamo appena a misurare
l'ampiezza e l'importanza.
La mancanza di uno studio approfondito sulla Chiesa di San Pietro di Modica costituiva una lacuna non indifferente per la conoscenza del patrimonio architettonico del territorio ibleo, che è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità il 26 Giugno 2002 dalla Commissione dell'Unesco con la seguente motivazione: «le otto città del sud-est della Sicilia rappresentano una considerabile impresa collettiva portata con successo ad un alto livello di architettura e compimento artistico. Custodite all'interno del tardo barocco, costituiscono l'apice e la fioritura finale dell'arte barocca in Europa. L'eccezionale qualità dell'arte e dell'architettura del tardo barocco del Val di Noto la posizionano in una omogeneità geografica e cronologica, così come la sua ricchezza è il risultato del terremoto del 1693».
Lo studio, dopo un'analisi sui pochi frammenti architettonici riferibili al periodo anteriore al 1693, sarà indirizzato a ricostruire la vicenda della chiesa durante la fase di riedificazione post-terremoto. La chiesa di San Pietro è una delle più importanti costruzioni religiose di Modica; dotata sin dal Cinquecento di un impianto strutturale monumentale, divenne presto un elemento di identificazione della città.
Si è voluto fare chiarezza sulla vicenda artistica della chiesa, una vicenda complessa che, se storicamente parte dal medioevo, nella sua attuale fisionomia si delinea tra il XVI e il nostro secolo; un cantiere sempre aperto a manomissioni e completamenti che ha portato a una configurazione risultato di più secoli di trasformazioni, con interventi consistenti avvenuti dopo il sisma.
Il cantiere della ricostruzione, avviato nel 1694, ha visto una lunga fase di lavori alternata a
fasi di stallo, e si concluse solo alla fine degli anni ottanta dell'Ottocento durante la quale la
chiesa ha subito diverse modifiche in corso d'opera, ed è questa una delle difficoltà incontrate
nello studio che potrebbe rendere superficiali tutti i ragionamenti fatti riguardo il linguaggio e
la composizione architettonica come pure l'uso di temi superati in facciata, che rimandano a
diverse interpretazioni e mi hanno condotto a porre in discussione talvolta l'esistenza di un
"barocco ibleo".
L'assenza poi di disegni antichi della chiesa ha indotto a uno studio indiretto attraverso
l'analisi delle fonti archivistiche, soprattutto dei documenti presenti nell'Archivio Capitolare
della chiesa.
Nonostante le lacune e le difficoltà incontrate, alcuni punti fermi sono stati fissati ponendo
nuovi ed importanti problemi non solo per la storia di questa architettura ma per la vicenda
storico- architettonica barocca negli iblei e in Sicilia.
L'intento del lavoro è quello di offrire uno stimolo per esplorare la vicenda di una costruzione
che rientra in un contesto ben più ampio dell'architettura del Settecento in Sicilia, con la
consapevolezza che ciò che possiamo apprezzare è solamente una parte di un fenomeno di
maggiori proporzioni.
Relatori
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