LA CITTÀ SAPIENTE. Spazi della conoscenza nel progetto di una nuova Biblioteca Civica a Torino Esposizioni
Chiara Surra
LA CITTÀ SAPIENTE. Spazi della conoscenza nel progetto di una nuova Biblioteca Civica a Torino Esposizioni.
Rel. Francesca De Filippi, Carlo Ostorero. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2017
Abstract
Entrare in una biblioteca è come scostare una tenda davanti a una finestra che si affaccia su un bel panorama: permette di scoprire nuovi orizzonti prima sconosciuti. Passeggiare tra gli scaffali dà la possibilità di scoprire nuovi testi, entrare in contatto con realtà sconosciute, in sostanza mettersi in relazione con il mondo, uscire da noi stessi, provare emozioni. La curiosità ha da sempre spinto l’uomo ad andare avanti, a non essere mai sazio della sua conoscenza. La biblioteca alimenta generosamente questa curiosità, la stimola, la indirizza.
Questa tesi si occupa di interpretare le esigenze nell’ambito culturale e bibliotecario della città di Torino e di darvi una risposta progettando la nuova Biblioteca Civica negli ambienti di Torino Esposizioni, complesso disegnato da Nervi negli anni ’40-50.
La biblioteca, soggetto di questa tesi, è vista quale importante motore della conoscenza, attrice considerevole sul palcoscenico culturale della società odierna. Il libro non è infatti che uno strumento, ma uno strumento ricco di potenzialità; la biblioteca, sia come istituzione che come edificio, deve valorizzarlo, favorendo uno stimolante incontro tra libro e lettore.
Volgere lo sguardo al passato, alle radici dell’istituzione “biblioteca”, si è rivelato passo fondamentale per capire ed interpretare il ruolo sociale che ricopre al giorno d’oggi.
Per pensare e progettare una nuova biblioteca civica torinese negli spazi di Torino Esposizioni, è stato necessario anzitutto delineare, in una prima fase di analisi, le esigenze funzionali e prestazionali richieste ad una nuova biblioteca nel contesto torinese. Per questo si è deciso in primo luogo di conoscere e vivere questa realtà, scrivervi una tesi, essere, in buona sostanza, un’utente. Non trovando sufficiente e completo unicamente il punto di vista dell’utenza, è stato altrettanto importante ascoltare le persone che lavorano all’interno del sistema bibliotecario, che ne conoscono limiti e potenzialità, che rappresentano in concreto la linfa vitale del sistema.
D’altro canto, oltre a conoscere le funzioni e prestazioni di una biblioteca, era imprescindibile immergersi nel contesto bibliotecario torinese, così ricco di biblioteche anche profondamente diverse fra di loro, che operano in contesti sociali opposti, alcune più legate al passato altre già ben proiettate nel futuro. In ognuna di esse si è stati utenti e si è dialogato con il personale.
Il lavoro che ne deriva è anche frutto del tempo dedicato a vivere la biblioteca, a interpretare il suo ruolo nella città di Torino, nel tentativo di sviluppare un progetto che sia capace di guardare lontano, ma che abbia anche radici ben piantate nel contesto esistente.
Nella successiva fase progettuale si è partiti da queste premesse per arrivare a definire, in un secondo momento, l’articolazione spaziale della nuova biblioteca. Le peculiarità del sito di Torino Esposizioni, le cui caratteristiche strutturali e pianta richiamano alla mente quelle di una basilica paleocristiana, hanno fortemente influenzato il progetto. Da ciò la scelta di non voler stravolgere il carattere di forte sacralità di quest’architettura ma di provare a valorizzarne gli aspetti fondanti, specie nella distribuzione degli spazi e nella definizione formale del progetto.
L’idea di una biblioteca al servizio del pubblico, capace di interpretarne le esigenze e di indirizzarne il passo, è in definitiva il fulcro attorno al quale si articola questa tesi. Le esigenze dell’utenza possono ovviamente essere le più disparate, ma le scelte progettuali effettuate derivano dalla volontà di mettere in evidenza le due anime che la biblioteca porta in sé: la realtà tangibile del “porto” sicuro nel quale è possibile dimenticare momentaneamente le insidie e le preoccupazioni del mare aperto; e la tensione verso la curiosità e il desiderio insaziabile della scoperta che interpreta la biblioteca come “isola del tesoro” da esplorare, capace di emozionare, stupire e coinvolgere l’utente.
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Chiara Surra
chiarasurra@gmail.com
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