Quale futuro per il triangolo di Baviera. Storie di riappropriazioni e spazi pubblici
Enrica Perotti
Quale futuro per il triangolo di Baviera. Storie di riappropriazioni e spazi pubblici.
Rel. Silvia Gron, Aloys Beguin. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2017
Abstract
La tesi nasce durante un periodo di studio a Liegi, Belgio, e due sono i momenti che ne segnano la nascita: lo “scontro” con lo spazio pubblico della città e l’incontro con l’associazione cittadina Urbagora.
Partiamo dal primo momento.
Lo spazio pubblico di Liegi è, per il 70%, occupato dalle auto, che ne soffocano, chiudono e spengono la fruizione da parte dei cittadini. Questo porta a fare un passo indietro e a porsi alcune questioni relative allo spazio pubblico in sé.
Che cos’è uno spazio pubblico? Quale funzione esercita nella società? Come si è evoluto nel tempo?
Partendo dal tentativo di darne una definizione si giunge subito ad una dicotomia: public space e public realm. Il primo, spazio fisico con cui l’utente entra in contatto; il secondo, concetto immateriale che rappresenta il senso di appartenenza che si genera tra utente e spazio.
Se questi due concetti hanno coinciso per molto tempo, oggi sembrano essere sempre più distanti.
La causa di questa separazione può essere ricondotta a quella che Bauman definisce “società liquida”. Una società in continua mutazione, pervasa dalla precarietà, soprattutto in campo lavorativo, che spinge ad una competizione ed ad un individualismo che stanno ai vertici opposti dei caratteri di condivisione e socialità alla base dello spazio pubblico.
Questo porta ad una sorta di inversione tra pubblico e privato, che è quello che vediamo nei reality show, dove la vita privata dei protagonisti viene posta al centro di uno spazio pubblico mediatico come quello della televisione, portando ad un inevitabile svuotamento dello spazio pubblico.
Che cosa ne è, allora, dello spazio pubblico passato?
Principalmente esso diviene spazio per le auto oppure subisce un fenomeno di appropriazione.
Proprio all’interno di quest’ultima tematica rientra il secondo momento che ha dato vita alla tesi: la collaborazione con Urbagora ed il collettivo Espace Baviere.
Quest’ultimo nasce in relazione ad uno spazio simbolo della città, il Triangolo di Baviera, antica sede dell’ospedale cittadino, poi dismesso e demolito (fatta eccezione per due edifici), ora territorio di quattro ettari completamente all’abbandono.
Nel 2015 l’amministrazione comunale presenta un progetto per la trasformazione dell’area che risulta essere però un’ asettica lottizzazione dello spazio, senza cura per la sua qualità e per la creazione di spazi pubblici.
All’interno di questo contesto nasce il collettivo, gruppo di cittadini, studenti e professori, interessati a dimostrare la possibilità di un’alternativa migliore. Così a partire dalle analisi sulla città e dalle riunioni con i cittadini del quartiere e non, sono state elaborate diverse ipotesi possibili, da presentare all’amministrazione comunale.
A partire da queste analisi è stata poi elaborata una personale proposta, una volta rientrata da questa esperienza.
Lo spazio del Triangolo di Baviera si trova all’interno di Outremeuse, quartiere caratterizzato da una forte connotazione artistico/culturale e, geograficamente, dal suo essere racchiuso tra il fiume Mosa e la sua Derivazione.
Analizzando più a fondo spazio e contesto emergono tre problematiche: flussi automobilistici troppo elevati, mancanza di parchi urbani in un raggio di 1.5km e rapporto col fiume interrotto da alte costruzioni e flusso e sosta delle automobili.
Si propone così un progetto scandito in fasi temporali, che possa giungere alla progressiva risoluzione di tali problemi mediante una graduale appropriazione e partecipazione alla trasformazione dello spazio da parte dei cittadini. Partendo dalla riconversione della Stomatologie, uno dei due edifici sopravvissuti alla demolizione, in casa delle associazioni e spazio per la cittadinanza, fino alla chiusura dell’intera area in linea con il tessuto urbano esistente.
Un progetto in quattro fasi che porta al reinserimento attivo del Triangolo di Baviera all’interno del quartiere Outremeuse e della sua rete di attività, creando un vero e proprio percorso culturale.
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Per ulteriori informazioni contattare:
Enrica Perotti, enrica.perotti@hotmail.it
- Abstract italiano (PDF, 183kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract inglese (PDF, 183kB - Creative Commons Attribution)
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