Psicologia e città : il ruolo dei third place
Maura Cucchi Osano
Psicologia e città : il ruolo dei third place.
Rel. Anna Marotta, Fabio Lano. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Quale rapporto lega le persone ai luoghi che frequentano nel loro tempo libero? Cosa sono i Third Place? Che caratteristiche devono avere? Quali conseguenze hanno sul benessere degli individui? Che significato psicologico hanno? Come la psicologia ambientale e architettonica può collaborare alla loro creazione? In che modo si inseriscono nel tessuto urbano?
La scelta di questo tema è nata dall'interesse per una chiave di lettura degli spazi ancora poco diffusa, ma significativa, che può guidare la progettazione di luoghi adatti a tutte le esigenze degli utenti. La letteratura del settore annovera riviste specifiche, la più accreditata è lo statunitense Journal Environmental Psychology, ma possiamo ricordare Environment and Behavior, Environment and Health e la Revista Bilingüe de Psicologia Ambientai.
L'Italia ospita dal 2005 il Centro Interuniversitario di Ricerca in Psicologia Ambientale (CIRPA) a cui partecipano diversi Atenei.
Nonostante si tratti di un argomento multidisciplinare, la psicologia ambientale è per lo più appannaggio delle facoltà di psicologia e sarebbe utile anche nei programmi dei corsi di laurea in architettura. Per questo motivo ho deciso di approfondire l'argomento nella tesi, valutando le possibili implicazioni progettuali e professionali.
Costruire un ambiente non è solo un processo tecnologico, ma è una rappresentazione de in cui si trova, permettendo letture, spesso, complesse.
Molti interventi fortemente invasivi hanno allontanato le persone dall'idea di spazio appropiabile e manipolabile, con conseguenze sui comportamenti sociali e interpersonali, come la peri pratiche di appropriazione dello spazio urbano contiguo alla casa, dei modi di vivere fuor, domestiche, che sono una ricchezza e una fonte di vitalità, perché permettono la socializzazione e condivisione.
La distanza che si è creata ha fatto si che sia difficile per gli abitanti di un luogo identificarsi c ne sono un esempio le anonime periferie diventate la terra di nessuno, dei non luoghi.
Viviamo l'epoca in cui la virtualità dei luoghi e degli incontri, cerca di accorciare le distanze e modificando la percezione della realtà, ma lo spazio fisico, reale e tangibile ricerca una nuova i per poter ancora affermare la sua importanza.
In base a queste riflessioni ci sembra importante analizzare quei luoghi in cui la socialità, con sue ripercussioni, trova il suo habitat favorevole.
terzi luoghi possono essere il terreno di un confronto costruttivo, all'interno del complesso si di differenze della popolazione urbana, spingendo le persone a conoscere, capire, comprendere condividere.
La tesi sarà strutturata in tre parti:
la prima parte approfondirà gli aspetti teorici della psicologia ambientale e architettonico concetto di Third Places.
la seconda parte è costituita da una catalogazione di Third Places che sono stati riti particolarmente interessanti e dall'analisi del questionario somministrato alla popolazione la terza parte sintetizza i risultati per proporre delle ipotesi.
La decisione di portare alcuni esempi della città di Asti, per chiarire dei concetti illustrati, catalogazione dei Third Place e nel questionario (somministrato in gran parte agli abitanti di Asti) scelta deriva dal tentativo di dimostrare come si possa concretamente analizzare una città (in questo caso la mia città), allargando gli orizzonti e con una nuova chiave di lettura. Inoltre si è deciso di r rendere la stesura della tesi estranea a un contesto tangibile, creando solo un elenco di esempi più meno virtuosi.
Relatori
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