Architettura tra collettività ed individualità : un viaggio attraverso i kibbutz
Giorgio Giannini
Architettura tra collettività ed individualità : un viaggio attraverso i kibbutz.
Rel. Alfredo Mela, Vilma Fasoli. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture For The Sustainability Design, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
La genesi di questa tesi di laurea è legata alla XII Biennale di Venezia del 2010, curata per la prima volta da un architetto donna, Kazuyo Sejima, vincitrice nello stesso anno del prestigioso Pritzker Architecture Prize. La mostra internazionale di Architettura dal titolo "People Meet in Architecture" propone nei Giardini della Biennale un padiglione dedicato ai kibbutz; i due piani della rassegna erano occupati da un'installazione composta da duecento blocchi sui quali erano riprodotte immagini storiche dei kibbutz. I visitatori avevano la possibilità di raccogliere e portare con sé le immagini che preferivano; a completamento dell'esperienza erano proiettati quattro cortometraggi.
Venezia, curiosamente, è sempre stata un punto di ispirazione, nel lontano 1999 visitai il museo Peggy Guggenheim dove vidi per la prima volta "L'impero delle luci" di René Magritte, quel quadro mi emozionò, scosse qualcosa dentro di me e da li in poi presi coscienza del mio interesse per l'arte e l'architettura.
Il padiglione della Biennale dedicato ai kibbutz, mi impressionò e iniziando ad approfondire il tema, mi domandai:
Qual è la relazione dell'architettura con l'uomo e come questa possa influenzare la vita quotidiana nel kibbutz?
Volevo cercare di comprendere quale fosse la relazione tra architettura e uomo, se interagisse sui suoi comportamenti, se lo vincolasse in qualche modo o se fosse l'uomo stesso a vincolarla per avere un determinato risultato. Volevo capire come fosse strutturata l'organizzazione sociale all'interno dell'insediamento e se la progettazione dei kibbutz e dei suoi edifici fosse pensata esclusivamente per questo tipo di realtà o se prendesse riferimento da altri fenomeni.
Pormi queste domande mi portò direttamente alla scelta di un relatore di sociologia urbana quale il Professor Alfredo Mela.
Analizzando ed approfondendo il tema mi accorsi della sua complessità e della sua interdisciplinarità. Per comprendere meglio lo sviluppo del kibbutz e della sua ideologia è necessario analizzarne anche la parte storica; coinvolsi quindi nella mia ricerca anche un correlatore di storia dell'architettura quale la Professoressa Vilma Fasoli.
Il mio approccio allo studio dell'argomento di tesi vuole essere vicino al pensiero del sociologo Emile Durkheim, nello specifico cercando di liberarmi da ogni preconcetto e di studiare il tema come un osservatore esterno, cercando di essere imparziale e documentato, avendo una visione dei fenomeni sociali, non presi singolarmente ma come le parti di un tutto, come può avvenire per lo studio biologico di un essere vivente.
Nella mia ricerca il fenomeno del kibbutz è affrontato dal punto di vista sociologico per cercare di comprendere ed individuare quali siano i comportamenti dell'uomo in relazione all'ideologia e all'architettura, dal punto di vista architettonico - urbanistico per poter aver un quadro generale dell'organizzazione e della struttura dell'insediamento. Infine sotto l'aspetto storico per comprendere i vari passaggi dei suoi sviluppi e di come i fattori esterni abbiano influito o meno sugli insediamenti.
Il primo capitolo affronta un'analisi generale delle utopie sociali, per poi analizzare nel dettaglio due utopie che ci daranno riferimenti e similitudini sull'esperienza del kibbutz.
La seconda parte esamina il background storico sociale che ha portato alla nascita dell'ideologia del kibbutz e successivamente alla creazione dello Stato di Israele.
Il capitolo successivo studia le dinamiche di organizzazione territoriale; la periodizzazione storica insieme alla stesura di schede dettagliate per ogni singolo insediamento ha costituito la base per una rielaborazione in carte tematiche di tipo storico e demografico.
La quarta parte offre un punto di vista esterno del tema, tramite l'ausilio di un'intervista redatta con specifiche domande da proporre ad una serie di esperti e di testimoni; le cui risposte salienti vengono raccolte e commentate in questo capitolo. Le interviste qualitative effettuate cercano di mettere in luce alcuni punti della vita quotidiana, opinioni sui cambiamenti avvenuti e il possibile futuro delle comunità.
Il quinto capitolo analizza la struttura del kibbutz, partendo da una descrizione a livello sociologico urbanistico di come sia organizzato in zone funzionali per poi analizzare a scala architettonica le varie funzioni degli edifici e di come questi siano vissuti dai membri della comune.
La sesta parte è dedicata all'architettura del paesaggio, che fa da sfondo all'ideologia del kibbutz, attraversando più di un secolo di storia si osserva come il giardino si adatti e muti al cambiare del pensiero e della società stessa.
L'ultimo capitolo della mia ricerca prende in considerazione i cambiamenti nell'ideologia, nell'architettura e le dinamiche sociali dovute all'avvento della crisi economica che colpì il Paese negli anni '80.
- Abstract in italiano (PDF, 589kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 493kB - Creative Commons Attribution)
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