Musei, paesaggio e pianificazione : le potenzialità delle esperienze museali di Langhe, Roero e Monferrato
Federica Frallonardo
Musei, paesaggio e pianificazione : le potenzialità delle esperienze museali di Langhe, Roero e Monferrato.
Rel. Andrea Longhi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
L'idea di questa tesi nasce durante il Workshop "Storia del territorio e musei del paesaggio" di A. Longhi e C. Tosco, nel secondo semestre dello scorso anno accademico 2014-2015. Prima di allora non mi ero mai soffermata sui musei nella loro piena complessità, non ne ero stata neanche una visitatrice accanita ed appassionata, ma i vari incontri e le esperienze vissute all'interno del workshop hanno iniziato a caratterizzarli in un modo nuovo ed inaspettato.
Il museo è un soggetto particolare, con una natura doppia, se non plurima: quella di promotore della cultura, di divulgatore, di promotore di ricerca, istruzione e didattica, perché allora il museo non può occuparsi anche di paesaggio? Ovviamente non è un'idea nata in questa occasione, nel mio percorso di ricerca sono venuta a conoscenza che il tema di legare i musei ai paesaggi è già in atto da alcuni anni da vari soggetti. L'ICOM Italia presenta nel 2014 La Carta di Siena "Musei e Paesaggi culturali", il suo studio sempre in occasione del workshop è stato illuminante. Il tema viene ripreso dal congresso internazionale ICOM Milano 2016 tenutosi dal 3 al 9 luglio al quale ho avuto l'opportunità di partecipare in una giornata aperta al pubblico presso il Politecnico di Milano.
Questa tesi vuole essere una dimostrazione di come il paesaggio e la sua importanza non sia una questione strettamente legata alla rigidità di un piano paesaggistico. La pianificazione può occuparsi del paesaggio e del territorio anche attraverso altri strumenti, può avere un ruolo attivo e importante passando direttamente dalla popolazione, occupandosi della formazione, dell'educazione di quelle popolazioni che, secondo la Convenzione Europea del Paesaggio, sono i soggetti che, percependolo, creano il paesaggio stesso.1 Lo strumento può essere il museo, spolverato dal pregiudizio che lo vede come un noioso ed immobile contenitore, e rinvigorito di tutto ciò che la "nuova museologia" ha introdotto negli ultimi decenni. Il museo come promotore e tramite degli interessi della popolazione nell'effettivo governo di un territorio da preservare. Un territorio con un ricco patrimonio agricolo e culturale.
Il territorio è una delle opere d'arte più alte che il genere umano esprime: è infatti il prodotto della continua interazione fra gli uomini e la natura stessa, un atto d'amore che si crea dall'incontro di natura e cultura (Magnaghi, 2000).
Nel proporre un percorso di tesi occorreva però dare concretezza ad un territorio e a dei paesaggi in particolare, occorreva un caso studio nel quale andare in profondità ed analizzare le realtà museali ed il loro rapporto con il paesaggio. Durante un colloquio con Eliana Salvatore (referente "Laboratorio Ecomusei" della Regione Piemonte), l'idea ricade su Langhe Roero e Monferrato, territorio molto interessante e presente nel dibattito attuale, inserito da meno di due anni nella lista del patrimonio UNESCO. Mi sembrava interessante quindi andare ad indagare una realtà sulla quale già qualcosa si stava muovendo, dove il turismo è in crescita e quindi anche l'offerta museale deve riuscire a tenere il passo. Soprattutto un territorio nel quale il concetto di paesaggio come interazione fra uomini e natura è presente, evidente, e proprio il frutto di questo rapporto è stato riconosciuto come patrimonio dell'umanità.
È stata quindi operata un'analisi e conseguente schedatura di alcune esperienze museali presenti sul territorio. Un territorio non circoscritto al sito UNESCO ma che si espande fino a comprendere una grossa fetta del Piemonte sud-orientale, un'area non determinata e normata da alcun piano specifico, ma che mette insieme alcuni ambiti di paesaggio del piano paesaggistico regionale (ri-adottato nel 2015) nei quali la coltura e cultura del vino è predominante.
Questo "censimento" museale pur confrontandosi con altri già effettuati in vari campi e discipline, è specificatamente orientato al presente lavoro di indagine per porre le basi per eventuali politiche o strategie sul territorio.
Purtroppo, non tutte le realtà museali di cui vado a parlare (una settantina) sono state direttamente vissute o visitate, e "toccate con mano", molte informazioni sono state prese dalla letteratura specialistica e dal web sui vari siti dei musei o di turismo della zona, per alcuni sono stati presi contatti diretti con i gestori tramite mail e contatti personali.
Gli spunti e le considerazioni fatte sul loro ruolo all'interno del territorio e rapporto con il paesaggio sono quindi puramente personali e hanno il limite di essere supposizioni e spunti, non avvalorate da una concreta testimonianza diretta ed esperienziale. La realtà che ho direttamente conosciuta ed analizzata meglio è l'Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite (Cortemilia) del quale ho fatto una ricerca in occasione del sopracitato workshop.
L'analisi dei musei mi ha portato a riflettere in che modo ogni tipologia di musei può interfacciarsi ed avere un rapporto diretto o indiretto con il paesaggio circostante: con vari tipi di paesaggio in realtà, con il contesto naturale, il paesaggio fatto di tradizioni e cultura della comunità locale, il contesto urbano e quello rurale, il mondo della produzione rurale ed industriale, l'universo della creazione artistica. Vari spunti sono stati trovati rispetto alle diverse categorie di musei, queste categorie sono state individuate cercando di valutare le caratteristiche e le vocazioni simili delle realtà museali.
Il percorso ha avuto bisogno di contestualizzarsi e raffrontarsi sia con la letteratura vasta e contrastante sul tema della nuova museologia e di quella sul paesaggio, sia di andare nel dettaglio del sito UNESCO e di valutare come vari strumenti di pianificazione avessero deciso di trattare il territorio in questione. Gli strumenti indagati sono quindi diversi, principalmente il Piano di Gestione WHL e le linee guida per l'adeguamento dei PRG, ma lo strumento che in conclusione viene indagato maggiormente è il Piano Paesaggistico Regionale, in quanto l'area d'indagine non vede altri enti intermedi che la possano normare nella sua globalità. Il PPR prevede molti indirizzi e linee d'azione che possono essere portate avanti in sinergia e cooperazione con i musei.
L'elaborato si pone quindi l'obiettivo di analizzare le esperienze museali di una zona ben definita, e di valutarne le potenzialità in prospettiva di una loro collaborazione e considerazione nella tutela e valorizzazione del paesaggio a livello locale e regionale.
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