CLESA. Recupero e conversione di una fabbrica in disuso, Clesa, progettata dall'architetto Alejandro De la Sota e situata nella periferia nord di Madrid
Geltrude Bica
CLESA. Recupero e conversione di una fabbrica in disuso, Clesa, progettata dall'architetto Alejandro De la Sota e situata nella periferia nord di Madrid.
Rel. Silvia Gron. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Il mondo occidentale sta attraversando un momento storico in cui le grandi e piccole aziende si spostano all'estero per i bassi costi di manodopera, lasciando le periferie urbane piene di capannoni in disuso e fabbriche abbandonate. Le nostre città sono ormai sature e la riqualificazione architettonica e urbana è una delle vie da intraprendere: i movimenti per la sostenibilità urbana sono tutti contro la città diffusa, e verso la rivalutazione del suolo già costruito. Si tratta quindi di temi attualissimi e tutte le grandi città si sono già messe a lavoro.
L'anno passato sono stata in Erasmus a Madrid, una città che ha già realizzato la riqualificazione di grandi aree e che ne prevede di nuove nel futuro prossimo. Il Matadero e il CaixaForum sono solo gli esempi più famosi di riqualificazione architettonica, che si possono visitare a Madrid. Sono rimasta molto colpita da come tali interventi hanno apportato benefici ad un'intera area, sia economici che culturali, ridando identità a quartieri quasi periferici. Così quando lo scorso Giugno 2015 il COAM di Madrid (il collegio degli architetti di Madrid) ha pubblicato un bando di concorso per il recupero di CLESA, una fabbrica del latte che si trova nella periferia nord di Madrid, mi sono subito documentata, ho fatto una prima passeggiata di sopralluogo e ho deciso di approfondire il tema.
Il primo capitolo tratta il tema dell'archeologia industriale, a partire dal riconoscere la fabbrica come patrimonio fino ad arrivare ai giorni nostri, e ai diversi modi di intervenire sull'edificio. Sono stati scelti 10 casi-studio, abbastanza differenti tra di loro per tipologia di intervento e destinazione d'uso. É stato interessante analizzare anche le vicende storiche che hanno preceduto l'intervento, o gli attori che per ragioni socio-culturali si sono battuti per ottenere un intervento.
Il secondo capitolo parla dell'architetto della fabbrica Alejandro de la Sota, della sua vita, dei suoi progetti più importanti e anche delle altre fabbriche che ha costruito; con un approfondimento all'architettura industriale di quel perìodo.
Il terzo capitolo fa un'analisi generale dello sviluppo della città di Madrid nel XX sec. Viene poi fatto uno zoom sui quartieri che si trovano attorno alla fabbrica oggetto di studio: si tratta infatti di un'area molto complessa, che è cresciuta nella seconda metà del XX sec. e che ospita diversi interventi di edilizia popolare. In quegli anni infatti il boom economico aveva portato tantissimi contadini, che abbandonavano le campagne per una nuova vita, nella città. In quegli anni Madrid subì una crescita accelerata che interessò anche la pianificazione urbana di vie e ferrovie.
Il quarto capitolo descrive la fabbrica CLESA. Analizza i disegni originali di Sota, definisce gli spazi e mette e confronto l'edificio degli anni '60 con quello attuale: ci sono state delle aggiunte, ma quello che salta all'occhio è lo stato di degrado in cui si trova.
Nel quinto capito viene fatta un'analisi di un futuro intervento di riqualificazione urbana: il prolungamento del paseo della Castellana. Questo perchè l'area è molto vicina alla fabbrica Clesa e sicuramente i cambiamenti la coinvolgeranno. L'intervento è tutt'ora causa di dibattiti e disaccordi soprattutto perchè vi sono due progetti, con pretese differenti: uno di natura privata, prevede tra le altre cose la costruzione di cinque torri e un grattacielo; un altro, di cui si fa portavoce il Comune di Madrid, con una densità edilizia molto più bassa.
Infine il sesto capitolo descrive il nuovo progetto. Un centro culturale che ospita laboratori di pittura, scultura, arte, fablab; spazi per lo sport e la rappresentazione teatrale; aula-studio, student-zone\ camere per residenze temporanee; ristorante; e un enorme spazio espositivo. Il processo che ha portato al progetto finale mira al rispetto per l'esistente. I nuovi corpi si adagiano sull'edificio con equilibrio ma nello stesso tempo si impongono visivamente. Una caratteristica che gioca un ruolo molto importante è la connessione tra i vari elementi del complesso. Ciò è possibile grazie alla forte presenza di passerelle, rampe e corpi scala che diventano parte del progetto architettonico.
Tale intervento per il recupero della fabbrica CLESA è solo una delle possibili proposte. Questo è stato il progetto a cui mesi di analisi e studi del territorio e di confronto con le associazioni locali ha portato. É stata fatta una ricerca storico-urbana sulla città di Madrid; si è poi fatto uno zoom sul territorio in cui è inserita CLESA: diverse realtà di edilizia popolare; un breve studio sull'autore e sulle sue opere più complesse; ed infine uno studio architettonico della fabbrica, confrontando il progetto originale con lo stato di fatto. Dopo aver preso coscienza del contesto, aver analizzato a fondo il manufatto nei suoi aspetti più pratici, come lo stato di fatto, la forma e la struttura, aver esaminato un gran numero di casi-studio e riferimenti e aver apportato modifiche più volte, nel rispetto delle normative, ci si è trovati di fronte a questa proposta. Sono state fatte delle scelte, e sicuramente il progetto poteva essere analizzato sotto altri aspetti: il restauro del corpo di fabbrica o magari l'aspetto economico, o altri ancora, ma dovendo fare delle scelte ho preferito approfondire la parte di urbanistica e di progetto.
Relatori
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