Introduzione
Il percorso di Tesi è nato da un personale interesse verso le aree periferiche, marginali, dimenticate; luoghi che per le loro peculiarità mettono in difficoltà i soggetti che tentano di approcciarsi, ponendo nuove sfide ed istanze.
Sono quartieri che troppo spesso risulta più facile ignorare che affrontare, in quanto sopravvivono nel silenzio, senza considerare l'esistenza di una soglia di tolleranza oltre la quale nasce il rischio di pericolose rivolte; i casi delle banlieu francesi del 2005 e del quartiere di Tottenham del 2011 ne sono solo un esempio, con le necessarie peculiarità dovute al contesto.
Per questo studio, l'obiettivo prefissato non è stato quello di risolvere un problema, cercare una soluzione universale (risultato utopistico e romantico); ma raccontare le esperienze, sfruttando le competenze acquisite in questi anni al fine di trovare delle connessioni, legami e chiavi di lettura tra contesti differenti.
Il progetto di Tesi si è arricchito nel tempo di numerosi aspetti e differenti visioni del problema che grazie alla disponibilità e sapienza di professionisti, ricercatori, professori con i quali ho avuto il piacere di confrontarmi, hanno ampliato lo spettro di possibilità e direzioni da considerare all’interno del quale un planner (ma non solo) ha la possibilità di muoversi.
Alla luce da quanto emerso in questa Tesi, il risultato non può essere risolutore; partendo da un dubbio inerente il ruolo nella società attuale del pianificatore, mi sono posto alcune domande, cercando di scardinare alcuni rigidi preconcetti, al fine di rendere protagonista non il tecnico, ma il territorio, la marginalità, con i suoi caratteri, la sua cultura, il popolo che ci vive.