L'architettura dell’Ordine dei Francescani riformati tra il XVI e il XVII secolo in Piemonte
Mauro Interdonato
L'architettura dell’Ordine dei Francescani riformati tra il XVI e il XVII secolo in Piemonte.
Rel. Andrea Longhi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Il territorio piemontese, a seconda delle espansioni o dei ridimensionamenti politici e militari dei diversi Stati e corpi territoriali che ne causarono il controllo, è stato più volte segnato dalla ridefinizione dei propri confini interni ed esterni.
La diffusione del francescanesimo, con le sue implicazioni sociali e culturali, ha ovviamente causato, anche in questa regione, una riorganizzazione del territorio secondo degli ambiti ben precisi, per quanto le geografie sia storiche che attuali del suddetto ordine religioso costituiscono una configurazione geopolitica con limiti e confini ben diversi dalle strutture amministrative e politiche contemporanee.
Tuttavia, ad oggi, questo fenomeno è stato indagato in modo parziale ed episodico. È sintomatica difatti l'assenza di studi approfonditi che sembrano aver dimenticato momenti pur significativi, anche dal punto di vista artistico, della storia moderna dei seguaci di Francesco d'Assisi. Sulla presenza delle diverse famiglie francescane in Piemonte, e sul loro ruolo all'interno della società piemontese tra Quattrocento e Ottocento, la letteratura disponibile è piuttosto scarsa. Se si eccettua l'opera (pur meritoria) di Grado Giovanni Merlo che ha pubblicato soprattutto sillogi di notizie, documenti ed elaborazioni critiche su molti temi di storia francescana, anche piemontese la maggior parte della bibliografia sembra composta di opuscoli dedicati a santuari collegati ai francescani, pubblicati tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del XX secolo, interessanti per la storia della devozione dell'epoca in cui sono stati scritti, ma metodologicamente non attendibili per le attuali esigenze della storiografia. Sono inoltre quasi del tutto assenti sintesi che possano tentare una lettura complessiva delle strutture francescane dei Riformati, così come chiare mappe degli insediamenti sul territorio o una specifica bibliografia in ambito architettonico.
Ricercare il susseguirsi degli avvenimenti francescani di oltre tre secoli negli ambiti geografici di un'area vastissima che comprendeva parti delle attuali regioni del Piemonte, della Lombardia e della Liguria, è fare la storia di più Provincie succedutesi o affiancatesi in un medesimo territorio. Ardua impresa, per la lunghezza del tempo, per la complessità del fenomeno francescano, e perché i materiali di una tale ricostruzione (inevitabilmente numerosissimi) non hanno mai conosciuto un'organizzazione omogenea.
Un grande aiuto viene però dato dal frutto di alcune ricerche circa il periodo che va dalle origini delle Provincie al ventesimo secolo: i documenti di Padre Mariano Manni e di Padre Francesco Maccono
("Storia della Provincia di Genova " poi pubblicata in "Documenti di storia francescana " nel 2002), ampiamente utilizzati in questa tesi di laurea.
Per accedere così ai dati documentari presenti per lo più presso le biblioteche di scienze religiose, ho potuto contare non poco sulla cortese e disponibile collaborazione degli Enti ecclesiastici o degli Ordini religiosi che ringrazio.
Ho dunque impostato un primo momento di analisi sulla presenza francescana in Piemonte, della quale si è dato iniziale resoconto con la presentazione della storia dell'Ordine sul territorio e con l'utilizzo di alcune carte degli insediamenti della famiglia francescana. La vivacità e l'intensità con le quali si è manifestata la presenza dell'ordine nel corso dei secoli, sia nel periodo iniziale che nelle ulteriori fasi insediative, mi ha indotto a spingere le indagini fino alle soppressioni, passando per un puntuale censimento delle presenze dei Riformati nella Provincia di San Diego e in quella di San Tommaso.
Una seconda fase dell'indagine ha infine riguardato la verifica di due casi studio: il Convento di Monte Mesma ad Ameno e la chiesa della Madonna degli Angeli a Torino.
Le analisi delle vicende storiche e architettoniche appartenenti a quest'altro ramo dell'Ordine religioso, mi ha permesso di fornire un primo strumento di lavoro su una questione poco approfondita, dato il problema della disponibilità di documentazione rispetto ad alcune zone, come quella della presenza dei Riformati nell'area Nord-occidentale dell'Italia.
Mi auguro così che una successiva "presa diretta" della ricerca sul territorio, possa aprire nuove strade che arricchiscano, o rinnovino, quanto fin qui, anche grazie a queste ricerche, è stato indagato.
Relatori
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