La metodologia cost-optimal a supporto della progettazione : valutazione di scenari alternativi tra costi, benefici ed opportunità
Giorgia Spigliantini
La metodologia cost-optimal a supporto della progettazione : valutazione di scenari alternativi tra costi, benefici ed opportunità.
Rel. Stefano Paolo Corgnati, Cristina Becchio, Marco Luciano. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
SOMMARIO
Nel 1753 M. A. Laurger indaga le origini dell’architettura nel suo “Essai” [1]: inizialmente, l'uomo si trovava senza guide, l’architettura non esisteva, è un’invenzione umana. Essa nasce nel momento in cui l’uomo decide di porre un filtro verso la natura che lo circonda per proteggersi da pericoli, sole, pioggia e vento. L’essere umano non può pensare di agire al di fuori della logica naturale, ma può comprendere e sfruttare a proprio favore le leggi la regolano. Anche un artificio materiale come un edificio non può che sottostare alle leggi di comportamento e funzionamento della natura. Per questo trovo coerente che oggi, in un momento in cui la comprensione e lo sfruttamento delle scienze ha portato l'uomo a mettere in pericolo l’ambiente stesso in cui vive, l’architettura si faccia carico di una responsabilità che, in fin dei conti, rispecchia la sua natura primigenia. Gli edifici sono oggi responsabili, in Europa, di circa il 40% delle emissioni di C02 in ambiente. La rilevanza della questione ambientale è da tempo stata riconosciuta dalle autorità internazionali, che si sono adoperate nell’ottica di una riduzione drastica delle emissioni elaborando piani d’azione e leggi a supporto di questo processo. Il problema investe enormemente, come già accennato, il campo dell’edilizia; dal 2002 ben due direttive europee hanno affrontato il problema e delineato il concetto di Nearly-zero energy Building [2], [3].
Il progetto energetico dell’edificio prevede il governo di diverse variabili caratterizzate da altrettanti gradi d’incertezza. Per questo, sarebbe impossibile tracciare un sommario di problemi e soluzioni progettuali, soprattutto considerando l’univocità che lega ogni edificio al proprio contesto di inserimento. Un altro aspetto non trascurabile del momento storico odierno riguarda la reale fattibilità degli interventi. La crisi economica corrente investe particolarmente il settore edilizio ed obbliga un’accurata valutazione delle alternative progettuali considerandone l’effettiva convenienza. Per questo, la Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici EPBD Recast (2010) [2] ha introdotto una metodologia di valutazione delle misure di efficientamento energetico in cui costi e prestazioni vengono considerati simultaneamente. La Cost-optimal Analysis rappresenta lo strumento attraverso cui gli stati membri avrebbero dovuto stabilire i requisiti di prestazione minima degli edifici per le proprie nazioni, definendo quantitativamente il concetto teorico di Nearly-zero Energy Building. In ragione delle potenzialità di questa metodologia, che permette di definire un livello “ottimale” dei costi in funzione delle prestazioni, di recente alcuni studi hanno indagato la possibilità di utilizzarla anche come strumento decisionale tra diversi scenari di progetto energetico dell’edificio. Ovviamente, essendo stata pensata per uno scopo diverso, l’applicazione della metodologia al progetto singolo non è scontata, anzi incoraggia alcune considerazioni critiche che, in molti casi, rendono auspicabile una sua implementazione nell’ottica di includere le specificità che concernono il singolo intervento. Attualmente infatti, l’esclusione di tali specificità fa sì che la Cost-optimal Analysis sia utilizzata prevalentemente a livello teorico-accademico.
Per questo e per le motivazioni suddette, che mi spingono a pensare gli aspetti energetici siano materia immanente all’architettura e non semplici giustapposizioni, l’obiettivo del mio lavoro di tesi è l’adozione di una diversa prospettiva per l’implementazione della Cost-optimal methodology, in direzione di un approccio olistico al progetto energetico dell’edificio. In particolare, si intende assumere la prospettiva del mondo professionale, che potrebbe trarre notevoli benefici operando valutazioni sul progetto architettonico ed energetico dell’edificio considerando anche, fin dalle fasi iniziali, le ricadute economiche delle diverse possibilità.
In questo modo, la Cost-optimal Analysis potrebbe divenire anche uno strumento di dialogo reale tra i diversi attori coinvolti nel processo progettuale (il tecnico, il progettista e l’investitore). Attualmente, questa metodologia è fondata sul calcolo del Costo Globale, che considera l’ammontare dei costi d’investimento iniziale e di esercizio relativi alle diverse soluzioni progettuali analizzate (oltre che il loro valore residuo al termine del periodo di calcolo previsto). Considerando esclusivamente i parametri legati al costo delle diverse misure di efficientamento, la metodologia corrente non adotta la prospettiva del profitto (più propria del mondo professionale attuale): non considera ad esempio i possibili benefìci (anche economici) derivabili dall’adozione delle diverse alternative. In questi termini, l'intervento viene valutato solo parzialmente, essendo evidenti le ricadute che un progetto inteso al miglioramento delle prestazioni energetiche può avere su aspetti compositivi, capacità di inserimento nel mercato immobiliare, cambiamento del comfort dell’ambiente interno ed impatto ambientale.
Un ripensamento della metodologia dovrebbe concentrarsi quindi sull’aggiunta di termini legati al cambiamento di prospettiva suddetto tramite l’introduzione di parametri che adottano una logica di profitto, quindi dei “benefici”, delle ricadute positive economicamente quantificabili. Una prima parte della tesi, quindi, sarà dedicata alla revisione critica della formula di Costo Globale nell’ottica precedentemente esposta.
Avendo strutturato la metodologia, si procederà con la sua sperimentazione tramite un caso studio reale, di cui si analizzano e valutano due scenari di progetto alternativi. La maggiore sfida però, che costituisce anche la maggiore novità in termini di ricerca, è probabilmente costituita dalla proposta di quantificazione dei suddetti benefici (talvolta legati solo indirettamente ad indicatori economici) e la conseguente nuova configurazione della formula del costo globale.
Relatori
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