Matteo Settimo Fontolan
La progettazione partecipata : esempio di uffici per programmatori di software.
Rel. Luca Davico. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture For The Sustainability Design, 2015
Abstract
La progettazione partecipata è un tema da tempo trattato in numerose tesi , ed è ormai di comune prassi interagire durante la fase di brainstorming della progettazione con gli uten¬ti che usufruiranno del prodotto o almeno con i committenti.
L’utilizzo di questo metodo negli anni è incrementato perché si è visto che coinvolgendo attivamente gli utenti nella progettazione urbanistica vi era un maggior o miglior utilizzo degli spazi poiché rispondevano alle esigenze dell’utente stesso.
È un tema in continua evoluzione per quanto riguarda la modalità di funzionamento, la comprensione e la valutazione del bisogno e ricerca delle soluzioni, gli ambiti in cui viene utilizzata, dall’applicazione nell’ambito dell’urbanistica, fino alla costruzione di edifici scolastici e anche per la stessa definizione del concetto di partecipazione. Ma se normalmente questa pratica viene utilizzata nelle prime fasi, nel caso trattato da questa tesi si è voluto tentare di affrontarlo con l’ulteriore fi¬nalità del miglioramento di un progetto esistente.
L’idea nasce graziea un casuale incrocio di fattori:
dopo aver svolto il tirocinio curricolare obbligatorio previsto dal Politecnico di Torino, presso lo studio B&F di Maurizio Bolzon, lo stesso mi ha chiesto di continuare il rapporto attraverso specifiche collaborazioni. Proprio in quel periodo un imprenditore locale necessitava di un progetto per la realizzazione di uffici situati a Rivoli.
Si trattava di uffici adibiti all’analisi e allo sviluppo di sistemi informatici. L’impresa si dedica alla progettazione di software per aziende, specialmente nel settore dell'automotive, possiede contatti internazionali con stabilimenti-clienti in quattro continenti.
Dopo averne parlato con l’Architetto Bolzon si è deciso di offrirci per questo incarico che abbiamo ottenuto.
Sotto la guida e collaborazione dall’Architetto Alessio, ulteriore professionista indicato dall’impresa, sono iniziate le prime proposte di progetto, coordinate dal committente, il quale ha seguito tutte le fasi per esprimere le sue esigenze e contribuire nella ricerca di soluzioni tecniche personalizzate.
Dopo l’approvazione dell’idea di progetto si è potuto passare a una parte più complessa, quella della progettazione degli impianti, seguita dall’individuazione della ditta costruttrice.
Sono state fasi in cui la presenza del committente era predominante, insieme a quella non meno importante dei suoi collaboratori, che davano opinioni ben argomentate sulla distribuzione dei locali o su aspetti tecnici specifici.
A dicembre del 2014 sono iniziati i lavori perfinire nel marzo del 2015.
Tutto questo ha coinciso con il momento della ricerca di un tema per la tesi, ed essendo il mio primo progetto architettonico realizzato, ho pensato di analizzarne la qualità e la percezione del comfort dei lavoratori, in modo da capire quanto possa differire l’idea del progettista e la realtà.
Ho cominciato la ricerca, partendo innanzitutto dal comprendere cosa si intendesse con il termine “partecipata” quando si parla di progettazione, la sua definizione, gli ambiti di applicazione e le fasi di utilizzo.
Conseguentemente ho ricercato la definizione di termini come comfort ed ergonomia applicati agli spazi lavorativi, utili per ideare il questionario da sottoporre ai lavoratori. La realizzazione di un’intervista è servita per rendere ulteriormente attiva la partecipazione, sottoponendo quesiti di vario genere, risposte chiuse o aperte, con la finalità di cogliere quali aspetti non funzionano e suggeri¬menti su come poterli migliorare.
L’ultima fase della tesi è quella legata ad una nuova proposta progettuale utile a risolvere tutte quelle criticità emerse o semplicemente per integrare con nuove soluzioni.
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