Le ex fonderie Nebiolo : da patrimonio industriale ad occasione di rinnovo urbano
Federica Angelucci, Antonio Binetti
Le ex fonderie Nebiolo : da patrimonio industriale ad occasione di rinnovo urbano.
Rel. Franco Lattes, Simona Paduos. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
INTRODUZIONE
Il processo di dismissione, iniziato negli anni settanta, negli ultimi decenni ha avuto una diffusione crescente in tutto il mondo industrializzato, lasciando libere piccole e grandi aree, spesso collocate in aree semi-centrali. Tale situazione dà origine alla questione ormai largamente dibattuta sulle aree dismesse, spesso definite attraverso la metafora “vuoti urbani”. Questa terminologia rispecchia i primi anni di ansia e angoscia, dovuti all’elevata quantità di aree in disuso e all’incertezza sulla corretta via da imboccare per mettere mano al degrado urbano dilagante. L’iniziale percezione negativa di questi spazi, visti come luoghi della marginalità e dell’abbandono, gli elevati costi del recupero e la scarsa conoscenza delle caratteristiche dei manufatti industriali hanno portato a far prevalere la logica della tabula rasa, con l’integrale cancellazione e sostituzione delle preesistenze.
Nonostante siano privi delle loro funzioni originarie, questi spazi non sono vuoti ma spesso sono occupati da grandi edifici, talvolta significativi sia dal punto di vista architettonico, in quanto testimonianze di importanti soluzioni tecnologiche, che sociale, in quanto luoghi ricchi di memorie individuali e collettive e di storia locale. Lo spostamento dell’attenzione dalle aree da liberare ai reperti fisici che le occupano, porta al passaggio di questi dalla categoria di “archeologia industriale” a quella di “patrimonio industriale”. Questo significa che la questione delle aree dismesse cessa di essere colta come “problema” per iniziare ad essere percepita come “risorsa”. I fattori che contribuiscono a questa nuova concezione sono la necessità di ridurre il consumo di suolo, quindi di trovare un’alternativa alla manovra espansiva della città, e la poca flessibilità di alcune aree urbane a rinnovarsi, poiché oramai densamente edificate.
Di fronte a questi bisogni le aree industriali vengono percepite come un’occasione per avviare la rigenerazione urbana, preferendo quindi la “crescita della città nella città”, vista anche la loro posizione baricentrica e il loro valore oltre che architettonico anche simbolico all’interno della struttura urbana.
Il tema della riqualificazione degli spazi industriali dismessi viene affrontato in questa tesi attraverso il caso studio di una delle aree in attesa di trasformazione nel territorio torinese: le ex fonderie nebiolo, situate nell’isolato compreso tra via Bologna e c.so Novara. Il complesso possiede le caratteristiche tipiche dei manufatti industriali in disuso, in quanto si trova in posizione semi-centrale, affacciandosi su due importanti corsi urbani, ed ha oltre che un valore architettonico, in quanto una delle prime testimonianze del sistema hennebique, basato su un intelaiatura in cemento armato, anche un valore identitario, vista l’importanza assunta negli anni dalla ditta, sia a livello locale che nazionale.
Oltre ad un approfondimento iniziale sulla questione delle aree industriali dismesse e del loro recupero, il lavoro si è improntato sull’analisi di analoghi progetti di riqualificazione di complessi produttivi in disuso presenti in particolare nel quadrante Torino nord, contestualizzati all’interno delle dinamiche di trasformazione che stanno cambiando profondamente il tessuto di questa porzione di città.
A questa parte è seguito uno studio sulla preesistenza, sia dal punto di vista storico che architettonico, per risalire e dominare quanti più aspetti possibile del luogo, al fine di garantire una resa ottimale della proposta di trasformazione. Questo ha permesso infatti di affrontare un’altra questione legata a soluzioni abitative alternative, vista la presenza di un modulo sperimentale, casaZera, all’interno di un fabbricato. Il rapporto del progetto con la preesistenza viene anche affrontato dal punto di vista fisico tecnico ambientale per capire i possibile vantaggi e gli eventuali svantaggi dovuti all’integrazione di nuovi corpi.
L’interesse verso i concetti fin qui esposti e la volontà di confrontarsi con una preesistenza sono alla base del percorso di questo lavoro, che ha lo scopo di riflettere sugli esiti delle trasformazioni avvenute nel contesto torinese e di mettere in atto una proposta di riuso all’interno di un quartiere popolare bisognoso di riappropriarsi di un pezzo importante della propria storia, l’area ex Nebiolo.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
