Al di là del muro : la riqualificazione della Caserma La Marmora a Torino
Maryam Shirangi, Sebastiano Pierin
Al di là del muro : la riqualificazione della Caserma La Marmora a Torino.
Rel. Paolo Mellano. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
PREMESSA
Il 6 ottobre 2014, grazie all’invito da parte del nostro relatore, abbiamo partecipato alla presentazione del workshop promosso dal Politecnico di Torino in collaborazione con il Politecnico di Milano: “Torino, Milano, le caserme", tenuto dai professori dei due Atenei, rappresentanti della Direzione dei lavori e del Demanio, esponenti dei settori della Difesa e dell’Economia.
Nel corso dell’esaustiva giornata è stato affrontato l’attuale tema dei Piani di Valorizzazione dei beni demaniali militari dismessi sul territorio Lombardo e Piemontese, ci si è inoltre interrogati con gli studenti sugli approcci d’intervento di riuso e strategie progettuali del costruito.
È proprio in questo giorno che veniamo a conoscenza della Caserma La Marmora di Torino, attratti fin da subito dai volumi articolati con il portico, dagli ampi spazi aperti, dai cortili con le rampe e dalla posizione strategica nel Borgo Po, valutiamo la necessità di utilizzare questa grande nuova risorsa in disuso come oggetto di tesi e proposta progettuale di riqualificazione.
Al di la del muro, non è solo il titolo del nostro lavoro, ma rappresenta la volontà di abbattere, in senso figurativo, il simbolo di chiusura di questo luogo militare verso l’esterno, offrendo un possibile futuro della Caserma La Marmora a favore di tutti i cittadini. L’obbiettivo principale del progetto di rifunzionalizzazione dell’edificio militare dismesso, è quello di attivare un processo d’intervento che metta in sinergia più condizioni, legate alla memoria, al contesto, al territorio, al costruito, ai valori sociali, al fine di recuperare in senso lato non solo il bene, ma innescare una qualità estesa ad “ampio raggio” con un possibile vantaggio sia di tipo economico ma soprattutto culturale e sociale.
Dalla lettura univoca dei molteplici campi di analisi e ricerca effettuati, sono emersi gli imput fondamentali per le scelte progettuali da noi adottate, nei limiti dei vincoli urbanistici, paesaggistici e dei Beni Culturali.
L'analisi storica ci ha permesso di riflettere sui tragici eventi avvenuti nella caserma nel periodo dell’Italia fascista che ne fa uno dei principali luoghi della memoria della resistenza di Torino.
Da qui l’idea di rendere tale questo luogo con l’annessione di un polo museale denominato “Museo della Resistenza di Via Asti”, ubicato proprio nel cortile adiacente al luogo dove avvenivano le esecuzioni, così da preservare la memoria come patrimonio di tutti i cittadini.
Proprio quest’anno l’occupazione della La Marmora da parte dell’associazione Terra del Fuoco, in occasione del 70° anniversario della Liberazione, ha espresso la volontà dei giovani di riappropriarsi di questo luogo da trasformare in nuovo centro di aggregazione e servizi volti al sociale e al recupero di questa memoria ormai persa.
Dall’analisi territoriale, affiora invece la posizione strategica del complesso, collocato centralmente su una “grossa porzione” del quartiere storico precollinare a due passi da tutti i servizi del centro, ma sostanzialmente e fisicamente separato, di natura prevalentemente residenziale con scarsi servizi e poca vivacità, condensata solamente nella parte bassa del borgo.
Seguendo i parametri urbanistici definiti dalla scheda ZUT 9.25, il 60% del complesso spetta alle residenze, il rimanente 40% ai servizi e al terziario, sono sempre ammessi usi pubblici o di interesse pubblico e le residenze universitarie.
La ricerca metodologica, la marcata importanza storica e sociale, cosi come la sua vicinanza al cuore di Torino, ci ha suggerito di conferire al nostro progetto il carattere di una vera e propria porzione di città a servizio degli abitanti e specialmente dei giovani, con interventi di Housing sociale, residenze universitarie, uffici direzionali, un polo museale, un
polo socio culturale con laboratori manuali - artistici, un intervento di demolizione e sostituzione con un blocco ex-novo su C.so Quintino Sella con annessi un ristorante-caffetteria, un parcheggio interrato, un nuovo ingresso con scale e ascensori, una postazione di bike sharing, un auditorium con copertura a spalti e una sala fitness.
Il senso di aggregazione e condivisione è accentuato ripetutamente da percorsi coperti su più livelli, terrazzi e passerelle panoramiche, che collegano tutti gli edifici con un percorso continuo che delimita la piazza interna per gli eventi e manifestazioni culturali di ogni tipo.
Relatori
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