Una stazione internodale per Torino Porta Susa
Silvestro Martino
Una stazione internodale per Torino Porta Susa.
Rel. Giovanni Torretta. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2000
Abstract
La fonte di energia necessaria al processo produttivo è uno degli elementi principali dell'insediamento delle industrie sul territorio. A Torino, le prime industrie ebbero origine in Borgo Dora in età medievale. L'acqua della Dora alimentava il processo produttivo dei mulini e determinava lo sviluppo della città lungo il corso del fiume nella direzione est-ovest.
In Piemonte la ferrovia arrivò nel 1848, quando Torino era collegata a Moncalieri e Trofarello. Nel 1856 entra in funzione la linea Torino-Novara con terminale all'imbarcadero, che prenderà il nome di Porta Susa quando diventerà stazione di transito della linea di raccordo tra Genova, Novara e Susa. Dopo l'unità d'Italia, il potenziamento e l'estensione delle linee ferroviarie e il collegamento delle due stazioni terminali costituirono una dorsale destinata a rivoluzionare lo sviluppo urbanistico di Torino. Le officine ferroviarie per prime e, inseguito tutte le industrie si insediarono lungo la strada ferrata.
Negli anni '50, al concorso di idee per il nuovo Piano Regolatore della città, il gruppo guidato dall'architetto Giovanni Astengo avanzò una proposta in grado di risolvere non solo i problemi viabilistici, bensì di offrire nuove reali prospettive di sviluppo alla città.
In questo progetto affondano le radici delle più recenti proposte confluite nel progetto della Spina Centrale del 1988 e oggi in via di completamento.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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