Living wall canvas : potenzialità di impiego della canapa come elemento di rivestimento di pareti vegetate
Giulia Bertino
Living wall canvas : potenzialità di impiego della canapa come elemento di rivestimento di pareti vegetate.
Rel. Roberto Giordano, Elena Piera Montacchini. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
INTRODUZIONE
La tesi affronta un tema di cui oggi si parla, si scrive e si discute molto: l'utilizzo di materiali naturali per l'edilizia.
Oggi il crescente impatto ambientale causato dalle attività di costruzione, di gestione e di dismissione degli edifici e dalla quantità elevata di materie prime impiegate, rende necessaria una maggiore attenzione alla scelta dei materiali e dei metodi di costruzione. In particolare, l'utilizzo di materiali naturali in ambito architettonico, non è automaticamente sinonimo di sostenibilità, ma anzi necessità di ricerche, approfondimenti e sperimentazioni. Non ci si può limitare alla scelta dei singoli prodotti considerando esclusivamente l'utilizzo e le esigenze del progetto, ma è necessario tenere presente tutta la loro vita: dal momento in cui la materia prima viene prodotta, trasportata in azienda, lavorata ed infine utilizzata per la realizzazione del componente edilizio in questione. Attualmente, poi, sono numerosi gli esempi di applicazione di materiali naturali in architettura, con approcci, obiettivi e risultati spesso molto differenti. Tuttavia, questo ambito possiede ancora delle potenzialità inespresse: la ricerca e la sperimentazione di un materiale naturale ancora poco studiato ed utilizzato in architettura, è il punto di partenza per questo lavoro.
Quali sono gli obiettivi della tesi?
Poste tali premesse, l'obiettivo primario della mia tesi di laurea è valutare l'effettiva fattibilità della progettazione tecnologica con la canapa e il suo possibile ambito di impiego.
Obiettivo secondario è, invece, rendere il procedimento di studio, realizzazione e sperimentazione del prodotto finale un processo ripetibile, non legato ad un'esperienza unica, ma che possa essere industrializzabile e applicabile ad altri prodotti ed in altre circostanze.
Per quale motivo la canapa?
Ho scelto di affrontare l'uso della canapa in quanto è una materia prima naturale, tipica del nostro Paese, che possiede grande potenziale, ma che è scomparsa per molto tempo e che ha, quindi, bisogno di molti studi e sperimentazioni per tornare ad essere competitiva. L'Italia, infatti, può vantare una storia molto lunga e florida come produttrice di canapa, tanto da aver ricoperto a lungo il ruolo di secondo paese a livello internazionale in termini di quintali di materia prima prodotta. Il clima e la tipologia di terreno del nostro Paese ne hanno favorito lo sviluppo, poiché particolarmente adatti per la crescita di questo tipo di piante. In seguito alla Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, gli ettari destinati alla canapicoltura iniziarono a diminuire, fino a scomparire del tutto a causa delle leggi contro le sostanze stupefacenti. Soltanto dagli anni '90 si può assistere ad una ripresa della coltivazione e della sperimentazione, nell'ottica di ristabilire una produzione agricola e manifatturiera di questa coltura.
La canapa, inoltre, possiede delle caratteristiche che si adattano particolarmente bene ai requisiti ambientali, energetici e tecnologici che si richiedono ai materiali naturali da costruzione. Già a partire dalla fase di coltivazione in campo, essa si dimostra ottima in quanto non richiede l'uso di fertilizzanti o concimi, ma anzi ha la capacità di svolgere essa stessa una funzione di diserbante, contribuendo così ad un risparmio economico e ad evitare sostanze che potrebbero essere dannose sia per l'uomo che per il terreno. Essa inoltre è in grado di assorbire dall'atmosfera l'anidride carbonica che verrà poi prodotta in fase di costruzione.
La mia tesi, quindi, vuole utilizzare la canapa come materiale per l'edilizia, sfruttando tutte le potenzialità che essa ha, sia come predisposizione naturale a crescere sul territorio italiano che come caratteristiche proprie della pianta.
Come si articola il lavoro?
La tesi è strutturata in quattro parti, che descrivono il percorso di ricerca effettuato.
La prima parte del lavoro definisce lo stato dell'arte della ricerca, in altre parole descrive tutte le caratteristiche botaniche e tipologiche della canapa e presenta le potenzialità che essa ha in termini di sostenibilità ambientale ed energetica. Successivamente viene presentata una panoramica sugli utilizzi storici e quelli sperimentali che vedono l'impiego della canapa: dall'industria alimentare, a quella tessile, per arrivare poi all'edilizia.
Una volta esplorate le diverse caratteristiche che essa ha come materia prima nei diversi settori, ne è stata ipotizzata una vera e propria filiera produttiva. Lo studio non si è limitato, quindi, alla fase di progettazione e ideazione di prodotti innovativi, ma ha approfondito l'intera vita del prodotto, attraverso la proposta e l'ipotesi, come seconda parte della tesi, di una filiera di produzione in Valle di Susa. Per avere un quadro più completo, soprattutto della fase di coltivazione, ci si è serviti delle competenze e dell'esperienza dell'associazione Canapa Valle Susa, che opera sul territorio Valsusino per l'attivazione di tutte le filiere produttive possibili. Partendo dalla scelta del seme, delle tecniche di coltivazione e di raccolta, si giunge ad ottenere dei semilavorati pronti per essere trasformati in azienda. A questo punto sono stati analizzati tutti i possibili utilizzi della canapa come materiale per l'edilizia e, attraverso una valutazione comparativa, si è giunti alla scelta di proseguire il lavoro studiando l'impiego della canapa per la produzione di tessuti non tessuti. Nello specifico, si è scelto di ipotizzare l'uso di un feltro in canapa come strato di contenimento nei sistemi di verde verticale.
Nella terza parte, infatti, vi è un approfondimento dei diversi sistemi di parete vegetale, che parte da una presentazione generale per arrivare ai singoli componenti e ai requisiti a loro richiesti.
Si passa poi alla caratterizzazione del prototipo e alle operazioni di monitoraggio, per verificare l'efficacia del tessuto non tessuto in canapa come strato di contenimento, in condizioni reali di progetto.
Il mio lavoro è articolato come studio di fattibilità dell'intero processo progettuale e di sviluppo tecnologico del materiale. Non esistendo un procedimento stabilito e consolidato per quanto riguarda la creazione di una filiera di produzione della canapa, il modo stesso con cui è stata condotta la ricerca è sperimentale e si basa su esperienze e tentativi di progettazione. Il metodo poi, può presentare diverse variabili che dipendono dall’esperienza degli agricoltori, dei responsabili della filiera, degli attori coinvolti nel progetto e soprattutto dal luogo in cui essa si sviluppa. Inoltre, anche la scelta del prodotto finale da sviluppare e testare è strettamente collegata al contesto di ricerca di questa tesi. Al di là dei risultati raggiunti, che sicuramente potranno essere migliorati con un'affinazione tecnica che permetterà di passare dalla prototipazione alla produzione seriale e che come detto potrebbero variare cambiando il contesto, è stato importante il percorso effettuato. La ricerca, infatti, mette in evidenza le strade seguite, le difficoltà incontrate e gli errori commessi, cercando di proporre un metodo strutturato e ripetibile per la costruzione di una filiera produttiva di un materiale naturale.
Reputo opportuno che un settore come quello della tecnologia dell'architettura, si applichi nell'elaborazione di proposte e di soluzioni sempre innovative, che permettano di migliorare la gamma di possibilità a disposizione dei progettisti. Penso che sia altrettanto importante, tuttavia, essere capaci di proporre nuovi indirizzi strategici, senza dimenticare però di creare nuove reti di relazioni tra esperti e di valorizzare la produttività partendo sempre dal territorio.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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