Proteggere, valorizzare, dare un'identità : una casa comune su Place du Refuge a Marsiglia
Davide Gandolfo
Proteggere, valorizzare, dare un'identità : una casa comune su Place du Refuge a Marsiglia.
Rel. Silvia Gron, Jean-Marc Huygen. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
Dal supermanzana alla casa comune
una nuova visione per il Panier
Il lavoro che si ci appresta a presentare in questa tesi è frutto delle considerazioni e degli obiettivi che sono stati portati all'interno dell'Atelier di Progettazione Finale del prof. Arch. Jean-Marc Huygen docente della scuola di Architettura di Marsiglia, seguito all'interno del progetto Doppia Laurea stipulato tra le due scuole.
Tutti i lavori condotti all'interno di questo Atelier si basano su un nuovo concetto di città, chiaramente descritto da Alberto Magnaghi nel suo libro "Il Progetto Locale'. Partendo da un pensiero molto in uso negli ultimi anni, lo sviluppo sostenibile, che si basa di fatto sulla dicotomia dei due termini, l'autore ci trasporta nella sua idea di sviluppo locale auto sostenibile, che comporta un approccio molto più impegnativo e multidisciplinare in quanto mette in campo le principali variabili dell'organizzazione socioeconomica e le loro relazioni. Per l'autore di fatto, esistono tre modi dì poter interagire in un progetto in modo sostenibile: funzionale, ambientale e territoriale. Il primo metodo è quello utilizzato per contrastare esclusivamente il consumo indiscriminato di risorse energetiche, attraverso un forte utilizzo delle nuove tecnologie. Esso è sempre spinto da logiche economiche, che hanno causato il declino della città contemporanea. Il secondo metodo si pone come problema quello dell'interazione tra l'uomo e il sistema natura, considerando l'ambiente naturale come una risorsa e un'opportunità e non come un vincolo. Il terzo metodo affronta il problema della sostenibilità focalizzando l'attenzione sull'ambiente dell'uomo, riferito come un sistema virtuoso di relazioni tra le componenti del territorio stesso: l'ambiente naturale, l'ambiente costruito e l'ambiente antropico. Questo metodo quindi supera il secondo e lega l’idea di ambiente al concetto di cultura, natura e storia.
La visione di sviluppo sostenibile territoriale ha portato così a una nuova considerazione della società partendo dalla sua scala locale (territoriale) e cercando di stabilire delle forti interazioni con il luogo.
A questa idea generale è legata quella di super- itot (in italiano super-isolato) nata attraverso il lavoro di Rueda2 svolto a Barcellona. Partendo dalla dimensione dell'elemento più piccolo che costituisce la città spagnola (manzana. ovvero l'isolato) si è cercato di costruire una città a misura d'uomo3. Portando la stessa ambizione all'interno di questo atelier e volendo trasformare Marsiglia in una "città frugale ', si è cercato di partire da una sua piccola porzione, quale il quartiere storico del Panier. Il lavoro dell'Atelier è stato suddiviso in cinque macro¬gruppi che hanno cercato di focalizzare l'attenzione ognuno su un determinato aspetto: la mobilità: la diversità e la densità: la referenza identitaria (sviluppata nel progetto che si ci appresta a presentare in queste pagine): gli spazi abbandonati legati al concetto di terzo- luogo: le relazioni con l'esterno e gli altri quartieri. Solo attraverso un appurato lavoro di studio e di sintesi di tutti i cinque aspetti trattati sarà possibile costruire, sviluppare e poi abitare una vera e snella città frugale del XXI secolo. Per poter ambire a ottenere una vera città frugale quindi bisogna procedere dal particolare al generale partendo dai più semplici rapporti che costituiscono la vita cittadina: rapporto interno/esterno, spazio pubblico/privato, uso civico/privato...
Fra i diversi argomenti, la tematica su cui mi sono più focalizzato è stata quella dell'identità, per rinforzare la coesione del quartiere Panier e i suoi abitanti, e trasformare gli spazi in luogo di incontro, di scambio e di interazione interpersonale.
Il luogo progettuale scelto per meglio sperimentare un tale studio è place du Refuge, che si trova in posizione baricentrica rispetto l'antico quartiere. Questo spazio, ancora oggi indefinito, è il risultato di una serie di demolizioni avvenute nel corso del secolo scorso. Queste hanno permesso anche la scoperta di rinvenimenti storici di non poca importanza: una villa romana con resti dì pavimentazione in mosaico, altre rovine di epoche successive e numerosi utensili oggi esposti all'interno del museo della storia cittadina, presso il Centre Bourse.
Il progetto proposto, percependo il suo forte potenziale, mira a costruire in questo spazio il luogo principe del Panier su cui il passato e il presente si legano per costruire il futuro del più antico quartiere della Francia; dove ciascun cittadino possa sentirlo proprio e dove possa collaborare allo sviluppo del luogo e del quartiere; dove ciascun abitante possa essere
il protagonista e avviare una serie di relazioni costruttive con gli altri.
Tutto questo attraverso un progetto che prevede il ridisegno della piazza (più omogeneo e di più facile lettura), il rinvenimento e la valorizzazione delle rovine storiche attraverso un giardino della memoria, la realizzazione di una casa comune per tutti gli abitanti in cui poter organizzare eventi, mostre, spettacoli ed incontri di diverso carattere. La casa comune dove poter socializzare e crescere insieme, dove condividere emozioni e speranze, o solamente improvvisarsi contadini nell'orto urbano previsto sul tetto.
La relazione finale consta principalmente di tre parti; la prima, dal carattere di ricerca, che punta a descrivere Marsiglia sotto i vari aspetti che la caratterizzano (storia, morfologia...); la seconda, dal carattere progettuale, che cerca di porre l'attenzione sul luogo scelto con le sue caratteristiche e i suoi problemi che sono alla base del nostro progetto; la terza, presenta i principali riferimenti e gli allegati utili a comprendere in toto il progetto proposto.
- Abstract in italiano (PDF, 1MB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 1MB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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