Halima Hanafi
Morfologia urbana, città di Jeddah = Urban morphology, the city of Jeddah.
Rel. Marco Trisciuoglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2026
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Abstract
L’architettura islamica è comunemente considerata una delle categorie più ampie e articolate della storia dell’architettura. Più che di uno stile unitario, sembra opportuno parlare di un insieme composito di forme, linguaggi e tradizioni costruttive, sviluppatisi a partire dall’avvento dell’Islam nel VII secolo, progressivamente estesi nel tempo e nello spazio, in stretta relazione con la diffusione della cultura islamica. Dalla Penisola Arabica al Nord Africa, dal Medio Oriente all’Asia centrale fino al subcontinente indiano, ciascun territorio sembra aver reinterpretato alcuni principi condivisi, adattandoli alle condizioni climatiche specifiche, ai materiali locali e alle culture preesistenti. In questa prospettiva, l’architettura islamica può essere letta non tanto come una forma definita, quanto come una continuità storica e culturale che attraversa secoli e contesti sociali e urbani profondamente diversi tra loro.
Di fronte a una realtà così ampia, appare quasi naturale interrogarsi sulla legittimità stessa dell’espressione “architettura islamica“: si tratta di una questione stilistica, religiosa, geografica o culturale? Questo interrogativo diventa fondamentale quando si analizza la morfologia urbana di Jeddah in Arabia Saudita, città che rappresenta uno dei nodi di incontro tra tradizione islamica, dinamiche commerciali e trasformazione urbana
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