Luce per i borghi - Linee guida per la valorizzazione del territotio
Katia Stellino
Luce per i borghi - Linee guida per la valorizzazione del territotio.
Rel. Chiara Aghemo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
In tutte le regioni d'Italia, nei più diversi scenari ambientali, è un piacere da assaporare quello di poter uscire dalle autostrade, a margine dei grandi flussi turistici, per salire in cima ad un colle, superare un promontorio, attraversare una campagna e scoprire una dimensione urbana rimasta intatta: borghi, paesi e piccole città. Si tratta dell'Italia "minore", quella detta delle cento città e dei mille campanili, dove l'orografia ha prodotto e favorito una molteplicità di realtà locali sostanzialmente autonome, con differenze profonde tra entroterra e costa. Piccole realtà intrinseche di storia: i paesi più compatti dove lo spazio urbano è concepito come interno, le piazze sono cortili e le strade sono corridoi, di materiali elementari e tecniche costruttive semplici sono tipici del Medioevo romanico; i paesi più ampi con edifici pubblici di maggiori dimensioni, torri e campanili più alti sono tipici del Medioevo gotico più sofisticato ed intellettuale..
Mi sono interessata a questi luoghi dove è bello vivere, cullati dalla tranquillità dei pochi, dal silenzio, dalla lentezza e dalla dolcezza dei gesti quotidiani, ma allo stesso tempo luoghi battaglieri che si mettono in gioco per non essere dimenticati e per valorizzare al meglio le proprie risorse con eventi culturali, restauri, accoglienza e riscoperta dei sapori locali.
Le infinite potenzialità del tramite espressivo della luce nel creare relazioni, emozioni, evocazioni e suggestioni, mi hanno portato ad interessarmi alla materia, approfondendo l'ambito dei borghi in modo da fornire delle linee guida per poter valorizzare l'architettura caratterizzante il nostro territorio emozionando il visitatore. Infatti progettare l'illuminazione significa lavorare sull'effetto di un'architettura, sulle intensità e sulle atmosfere che suggerirà, non limitandosi ad illuminare i manufatti che occupano i luoghi ma ponendo attenzione alla vita che scorre in essi, in una visione umanistica dell'architettura e della città, rendendo un luogo fra tanti un tassello indelebile della nostra memoria.
Non è il patrimonio monumentale a primeggiare ma la struttura urbana, la sua forma, il disporsi non casuale di strade e piazze ed il dialogo che esse intrattengono con gli edifici; è necessario quindi non avere un approccio solamente funzionale che inonda aree urbane con un'illuminazione omogenea e standardizzata, tristemente decontestualizzante ma avere uno sguardo più angolato su certi aspetti, più allusivo su altri scegliendo nuove gerarchie.
Ciò non significa sovrapporsi al messaggio originale dell'architetto o urbanista ma renderne evidenti i punti di forza, facendo affiorare e sottolineando trame più virtuali e poetiche, senza il bisogno di intervenire in modo invasivo. Poetico come un paesaggio al chiaro di luna, diversamente da un luogo illuminato in ogni sua parte dalla medesima luce che rende asettico il luogo stesso. E' importante conoscere i vari tipi di buio e porre attenzione alle infinite variazioni prodotte dalla luce nel suo impatto sulle cose, nel suo interagire con lo spazio, le superfici e gli oggetti che incontra.
L'obiettivo è progettare un'illuminazione non solo funzionale ma finalizzata alla migliore lettura della città, tramite un percorso guida che permetta al visitatore/fruitore di rintracciare il passato ed un contenimento dei costi dovuto alle tecnologie adottate per il risparmio energetico.
Relatori
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