Recupero funzionale e tecnologico della "Cascina nuova" di San Maurizio Canavese
Giorgia Francone
Recupero funzionale e tecnologico della "Cascina nuova" di San Maurizio Canavese.
Rel. Mario Grosso, Monica Naretto. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
Al giorno d'oggi molte sono le cascine piemontesi che riversano in stato di degrado e di abbandono, fra queste la "Cascina Nuova" che vuole essere rivivificata attraverso questo progetto di conservazione e di rifunzionalizzazione. Essa risale all'inizio del '700 e ha subito un lento ed inesorabile degrado una volta cessata l'attività agricola. Infatti, l'abbandono ha portato al crollo di parte delle coperture, al dilavamento ed al successivo sgretolamento degli intonaci e dei mattoni del fienile. Quindi, il progetto deve fare i conti con l'architettura esistente e con i danni da essa subiti.
Poco significative sembrano le attuali proposte d'intervento provenienti da enti pubblici, tra le quali spicca quella di ingabbiare la cascina in tubi metallici per impedirne il crollo.
La riappropriazione del costruito avviene quindi attraverso la variazione di destinazione d'uso ed il suo adeguamento alle esigenze di nuove attività; l'obiettivo principale è rispettare la struttura preesistente, conservando il valore di risorsa, pur rispondendo a esigenze e a modi d'uso differenti da quelli per i quali l'edificio fu realizzato.
La tesi in oggetto parte con uno studio delle notizie di carattere storico sulla Cascina Nuova al fine di comprendere il ruolo della stessa all'interno di San Maurizio Canavese e verificare l'evoluzione della sua fisionomia dalla nascita fino ad oggi.
Quindi, attraverso un attento rilievo architettonico, sono stati studiati i
materiali che compongono il rustico e il rilevamento dei degradi che l'hanno colpita. In seguito, è stata progettata una funzione differente per ogni ala della cascina in base alla diversa struttura della stessa.
Il progetto è stato affrontato considerando come primaria l'integrità fisica dell'edificio, al fine di far sopravvivere il più possibile i materiali originari e la forma complessiva del fabbricato rurale; un altro obiettivo importante è stato certamente quello di esaltare gli aspetti più significativi e caratteristici dell'edificio, non solo sollevandolo dallo stato di abbandono e di degrado che lo sta portando ad un inesorabile collasso, ma anche rivalutando il valore storico ed architettonico dello stesso.
In questa tesi non si è cercato solamente di dare una destinazione d'uso alla cascina, ma si è anche progettato di incrementare la sua efficienza energetica attraverso un più attento studio dell'involucro sia opaco sia trasparente.
E' stato quindi previsto l'utilizzo delle moderne tecnologie per rendere efficiente una struttura secolare; in primo luogo si è posta attenzione alla ventilazione naturale, in modo da sfruttarla al meglio secondo la conformazione della cascina stessa, per raggiungere il benessere termo - igrometrico e per il controllo della qualità dell'aria.
In secondo luogo si è passati alla progettazione dell'involucro, sia opaco sia trasparente, con un attento studio dei materiali, per cercare di ridurre al minimo i consumi energetici; si è infine conclusa la tesi con la progettazione di un impianto a coppi fotovoltaici, che meglio si integrano con la conformazione della cascina rispetto ai normali pannelli.
Si tratta adesso di reperire i finanziamenti indispensabili per avviare un progetto dalle dimensioni così consistenti, che potrebbe ridare vita ad un pezzo di storia del nostro paese.
Relatori
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