Cosimo Caione, Stavrilia Batsivari
Il riuso dell'archeologia industriale: strategie d'intervento e linee guida per l'ex Maglificio Fratelli Bosio.
Rel. Rossella Maspoli, Enrico Moncalvo. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture Construction City, 2014
Abstract
Introduzione
I fenomeni economico-sociali di globalizzazione dei mercati e la progressiva omologazione culturale ha avviato una reazione volta allo studio, conoscenza e valorizzazione degli elementi appartenenti alla memoria di ogni singola identità collettiva. Pur trattandosi di una questione globale, nei paesi occidentali, ha avuto un notevole impatto soprattutto in Europa, in cui la tradizione e la modernizzazione convivono con un rapporto di osmosi continua. Di conseguenza, a partire dagli anni '70 del XX secolo iniziano a diffondersi discipline e politiche specifiche a supporto di questo fenomeno di riappropriazione della memoria.
L'esigenza attuale d'intervento legata al processo di dismissione può essere considerata, per molti aspetti, un'importante occasione storica di trasformazione dello spazio urbano e territoriale, ma anche un possibile mutamento delle relazioni che ne hanno delineato l'aspetto attuale.
Anche se il processo di dismissione post-industriale potrebbe essere considerato quasi del tutto attuato, la varietà delle situazioni delineatesi porta ad affermare che il dibattito non abbia seguito lo stesso percorso, confermando l'attualità del fenomeno. Per questa ragione, la trattazione fissa come punto di partenza un'analisi della dismissione come processo i cui effetti si ripercuotono tuttora nelle dinamiche trasformative contemporanee. Indicando come problematica di base l'assenza di un quadro di riferimento non solo teorico, ma attuativo-operativo in grado di supportare e delineare i fondamenti della questione, quanto segue cerca di porre in risalto come, nella maggioranza delle situazioni, il tema sia stato ridotto ad una supposta casistica, spesso suddivisa in base alla tipologia in-sediativa delle aree urbane interessante dal fenomeno. Ciò ha indotto a successive scelte per lo più legate a convenienze economiche e politiche.
A tal proposito, la tesi tenta di delineare un quadro interpretativo delle aree dismesse mettendo a confronto l'interpretazione delle stesse in base alla natura dei luoghi con quella legata all'esclusione delle differenze, che porta alla definizione di "aree vuote".
La consuetudine odierna di parlare di ristrutturazione relativamente a situazioni che concernono i tessuti urbani, coinvolge in qualche modo l'ideale di "arresto evolutivo" che ha interessato il rapporto esigenze-prestazioni rispetto ai processi d'uso dello spazio urbano. La risultante della discontinuità derivante dall'evoluzione culturale e dalle differenti comunità sociali è un patrimonio materiale, in gran parte obsoleto, necessariamente da riconsiderare nell'ottica di una sua sostituzione o adeguamento alle esigenze della città attuali. Quindi si tratta di censire, di differenziare e ripensare la struttura urbana, valutando comparto per comparto, la convenienza economica e fattibilità.
Sul piano dell'indagine il lavoro di studio è stato articolato con l'idea di rispondere a tali problematiche attraverso un'indagine dello stato dell'arte, con una sguardo progressivamente sempre più ampio, attribuendo alle odierne "fratture" un valore legato non solo al passato ma anche al fenomeno urbano contemporaneo.
Esso non trascura le ipotesi correnti sul tema delle aree dismesse, pratiche definite sia in Italia che all'estero, ma partendo da queste, il lavoro distingue le ipotesi di "conservazione" dalle ipotesi di "trasformazioni", esaminando casi per entrambi ed identificandone i confini e ruoli.
Giungendo a mostrare le diverse finalità, quindi
le diverse modalità di recupero delle strutture in questione, i relativi problemi a livello progettuale e le loro influenze a livello territoriale, al lavoro di ricerca svolto nella prima parte, segue un'analisi più dettagliata legata al caso di rifunzionalizzazione dell'ex Maglificio Fratelli Bosio sito in Sant'Ambrogio di Torino.
In questa sezione oltre ad analizzare le specificità del contesto, dal punto di vista del fenomeno di abbandono e di successivo riuso del bene, è stata posta particolare attenzione agli sviluppi esecutivi del progetto con un approccio al bene archeologico industriale, in equilibrio tra conservazione della memoria e adeguamento del manufatto.
In conclusione la ricerca elaborata si prefigge di fornire conoscenze e proposte metodologiche ed operative, in modo sintetico e di rapida consultazione, in particolar modo per la riqualificazione di edifici ed aree industriali esistenti a partire da una conoscenza dettagliata del contesto d'intervento per contribuire all'attuazione degli indirizzi progettuali e programmatici.
La quarta parte, infine, documenta le valutazioni e le ipotesi coerenti con i risultati di ricerca delle funzioni e analisi di prediagnosi, relazionate alle consistenze possibili dell'edificio.
- Abstract in italiano (PDF, 444kB - Creative Commons Attribution)
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