Torino barriera - Cultural Planning come strategia di rigenerazione urbana per l'area ex Incet
Erika Fusaro
Torino barriera - Cultural Planning come strategia di rigenerazione urbana per l'area ex Incet.
Rel. Massimo Camasso. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture For The Sustainability Design, 2014
Abstract
SEZIONE A
Da tempo si guarda alla cultura esclusivamente come ad un bene immateriale che, se pur utile ad illuminare le menti e lo spirito, è ritenuto scarsamente produttivo dal punto di vista economico; nei casi di visioni di più ampio respiro è stato tenuto conto del suo valore al fine della crescita complessiva degli individui e delle comunità in cui vivono, ma negli altri casi si è guardato alla cultura come elemento "inutile", penalizzandola ed emarginandola dall'attenzione delle istituzioni.
L'attenzione fino ad ora si è prevalentemente concentrata sul culto del tempo libero, ignorando il potenziale di crescita e sviluppo dell'industria culturale e dei servizi creativi. E' rappresentativo vedere che i soggetti economici impegnati nel settore culturale sono spesso considerati di secondo livello rispetto ad altri settori produttivi; la conseguenza di tale non curanza è l'inserimento della cultura e del suo sistema economico nell'insieme dei beni superflui oltre a garanzie contrattuali degli stessi operatori indiscutibilmente inferiori rispetto a quelli impiegati in altri settori produttivi. A rilento anche in Italia, forse in considerazione dei risvolti positivi delle significative esperienze internazionali, sta maturando la consapevolezza che la cultura è indispensabile per il “welfare” e può essere alla base della rinascita economica e di sviluppo del Paese.
La cultura è divenuta in tempi relativamente recenti una priorità per il legislatore comunitario al fine di determinare il PIL (Prodotto Interno Lordo) ed è entrata a pieno titolo tra i diritti della società nonché strumento per la determinazione del BIL (Benessere Interno Lordo). L'industria e i servizi culturali-creativi, vettori del Made in Italy in tutto il mondo, attraversano oggigiorno un periodo di costante crescita ed evoluzione oltre ad assumere sempre più il ruolo di risorsa competitiva fondamentale per i diversi settori e per la loro influenza sull'intera economia nazionale.
Attualmente il sistema culturale contribuisce al PIL nella misura del 5,4% pari al 74,9 miliardi di euro, che potenzialmente raggiungono gli 80 miliardi se si considerano tutte le istituzioni pubbliche e no profit; se a questa voce associamo quella del turismo culturale, in evidente crescita rispetto agli altri flussi turistici, l'incidenza sul PIL rasenta il 20%. Se si considera inoltre l'effetto moltiplicativo che la cultura ha sull'economia di terzi settori, gli 80 milioni di euro passano a 214 miliardi con un incremento quasi triplicato.
I patrimonio storico-artistico italiano ha valore inestimabile, se pur strategico per la produzione culturale, risulta difficilmente quantificabile nelle orme tradizionali; nel territorio regionale i dati parlano di circa 1500 imprese nell'ambito culturale (spettacolo dal vivo, cinema, musica, ecc.) e di oltre 25.000 tra imprese individuali e piccole imprese nell'ambito dei servizi creativi (architettura, design, pubblicità, multimedialità, comunicazione, produzione software, ecc.) che danno occupazione a 77 mila addetti, pari all'7,3% delle imprese e al 5,8% degli addetti dell'intera economia regionale.
SETTORE B
La ricerca svolta e descritta nel IV capitolo di questa tesi, tenta di individuare quali siano state le tappe fondamentali relative all'evoluzione urbanistica nella città di Torino; il filtro con il quale vengono esaminati i piani di Torino è rappresentato dall'analisi delle politiche culturali.
Ancor prima di individuare i cambiamenti fisici della città, la ricerca persegue l'obiettivo di comprendere quali dinamiche e quali strategie siano state alla base delle trasformazioni urbane; quali i vincoli e le decisioni di varia natura prese dall'amministrazione pubblica e da tutti i soggetti coinvolti nella redazione dei Piani.
Torino attualmente è un cantiere a cielo aperto: percorrendo in macchina la città, dalla cinta metropolitana sino a raggiungere il centro cittadino, si ha la netta percezione di una città in trasformazione; non c'è zona o quartiere che non sia marcato dalla presenza di una gru o di una centrale di betonaggio, ma che direttive seguono le trasformazioni? A che velocità procedono i cambiamenti urbani?
Percorrendo a ritroso la normativa comunale si individuano tre tappe amministrative fondamentali, ciascuna caratterizzata da regole e obiettivi differenti, ma con comune denominatore il posizionamento di Torino ad un livello europeo: il Piano Regolatore Generale Comunale e i Piani Strategici. E' in via conclusione l'elaborazione del Terzo Piano Strategico che, in base a recenti aggiornamenti, dovrebbe essere pubblicato a metà del mese di dicembre.
SEZIONE C
Il capitolo V trae spunto da una riflessione sulle potenzialità dell'arte, della creatività, più in generale, della cultura; ci si riferisce in questa sede a quella cultura che la costante brama di potere e la grande cecità della classe dirigente del Paese hanno oscurato, ma che presenta tutti i requisiti per essere lo strumento di ripresa dalla crisi dei nostri tempi.
Gli eventi di una città quali festival, fiere, esposizioni museali, letteratura, cinema, performing arts, quindi tutte quelle attività produttive che non rappresentano in sé un bene culturale, ma che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività, costituiscono l'insieme di prodotti dalle industrie creative.
Aseguito di un'analisi sull'evoluzione del concetto di Loisir nel tempo, sono stati presi in analisi alcuni degli eventi che si susseguono nella città di Torino nell'arco di un anno; un'analisi qualitativa e critica di queste manifestazioni ha permesso di avanzare alcune considerazioni sull'impatto che tali eventi hanno nel territorio e su come essi possano contribuire al suo sviluppo e favorire le dinamiche sociali.
La città di Torino è ricca di eventi culturali, di luoghi capaci di ospitare queste manifestazioni (patrimonio architettonico) ed è inoltre terreno fertile per l'industria creativa; l'interazione tra questi tre elementi costituisce la linfa vitale per la rinascita dell'Italia e la loro cooperazione, se ben organizzata, può elevare la qualità urbana della una città. Ecco dunque che luoghi abbandonati o dismessi nella città potrebbero ritrovare un'identità e non rimanere scatole vuote e inattive.
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