Forno di Coazze : un’occasione di recupero montano
Nadine Cenni, Susanna Covelli
Forno di Coazze : un’occasione di recupero montano.
Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
Il rilancio della montagna piemontese passa attraverso il recupero delle baite e dei borghi "fantasma".
La fuga dei residenti nelle città in cerca di lavoro e condizioni di vita meno dure, hanno determinato il degrado degli immobili di cui restano muri in pietra e tetti in losa rovinati dal tempo, fienili e stalle ormai vuote e inutilizzabili. E' rimasto un patrimonio di immobili (ai piedi delle Alpi ci sarebbero almeno 20 mila baite disabitate) che si sta tentano di recuperare con la collaborazione tra proprietari, imprese edili, professionisti, amministrazioni pubbliche e anche grazie al turismo. Tralasciando le innovazioni che si possono avere negli altri settori dell’economia, il turismo può essere partecipe di un cambiamento generale positivo e di nuove formule di ospitalità, sempre più attente ai temi della sostenibilità, del recupero della dimensione locale e dell’autenticità dell’esperienza.
In un contesto di crisi generale in cui si trova la società attuale, caratterizzato da evidenti squilibri economici, sociali e ambientali, è necessario trovare una via alternativa e sostenibile che permetta di guardare al futuro con maggiore ottimismo e relativa serenità. Il turista di nuova generazione dovrebbe essere consapevole dei danni che un suo comportamento disattento potrebbe arrecare all’ambiente circostante e, perciò, si dovrebbe impegnare a rispettare la natura e la cultura dei luoghi visitati.
In una parola, il turista di nuova generazione deve o dovrebbe essere sempre più consapevole e rispettoso dell'ambiente in cui si muove. Il futuro del turismo sta, dunque, nella sostenibilità e nelle sue svariate forme come ad esempio l’ecoturismo, per il quale il rispetto dell’ambiente e delle comunità locali costituiscono la priorità . Forme di ospitalità diffusa, come l’Albergo Diffuso, dimostrano di avere successo all’interno di questo scenario dinamico proprio perché basate sulla sostenibilità e l’autenticità.
La particolarità e originalità della proposta, la prospettiva di una possibile risoluzione dei problemi strutturali di parecchie realtà abbandonate e tutti gli scenari che si potrebbero aprire qualora si adottasse in altri contesti l’idea di fondo della formula proposta, sono i fattori che hanno prodotto non poca curiosità sul fenomeno e ci hanno spinte a volerlo analizzare in modo più approfondito.
L’Albergo Diffuso rappresenta un’innovativa e originale formula di ospitalità, caratterizzata dal forte legame con il contesto locale, fattore che diviene un importantissimo punto di forza.
La proposta diffusa e “orizzontale” dell’ Albergo Diffuso permette di recuperare il patrimonio storico-architettonico dei piccoli borghi e centri storici del nostro Paese. L’Italia, infatti, non ha da offrire solo città d’arte e mare ma possiede nei piccoli centri dell’entroterra un ricco patrimonio storico, culturale e artistico di inestimabile valore che viene troppo spesso ignorato. Questa formula mira a rispondere alle esigenze del turista attuale, in quanto abbina la spontaneità e l'autenticità, data dal contatto diretto con la popolazione e cultura locale, al comfort dei servizi alberghieri.
L’Albergo Diffuso diventa un modello di sviluppo turistico sostenibile del territorio, poiché svolge una funzione di trasformazione dell’abbandono in risorsa con il recupero di edifici e tradizioni da tempo dimenticati, divenendo animatore della località aumentandone competitività e, soprattutto, l’attrattività, grazie al suo impatto positivi sull’intero territorio coinvolto.
Questi aspetti saranno il cuore del primo capitolo, in cui verri evidenziate le caratteristiche e l’idea di fondo dell’albergo Diffuso, inquadrare e definire chiaramente il fenomeno.
Nonostante tutti gli elementi positivi che caratterizzano questo modello (stile originale e autentico, alternativa di vita, rispetto dell’ambiente ...), si evidenzierà come esso sia, però, poco attuato a livello nazionale, sia per l’assenza di una normativa chiara e comune per la scarsa collaborazione tra pubblico e privato.
A livello nazionale le Regioni disciplinano il modello con norme differenti e quest’aspetto crea solo confusione tra i potenziali ospiti ( operatori turistici. A livello locale il progetto di un Albergo Diffuso chiede il consenso e l’accordo tra tutti i commercianti, gli artigiani, residenti e gli Enti interni al territorio, in quanto si propone come modello di sviluppo territoriale.
L’obiettivo di questa tesi è, dunque, quello di studiare l’Albergo diffuso come modello di ospitalità innovativo e sostenibile in grado di migliorare l’offerta turistica della località attraverso la valorizzazione le risorse locali, la nascita di processi di integrazione e il coinvolgimento attivo delle comunità, nonostante manchino attualmente i requisiti ecologici obbligatori per definire l’Albergo Diffuso come forma di ospitalità totalmente sostenibile. Avendo scelto questo ambito specifico, abbiamo avuto la possibilità di conoscere realtà diverse dalla nostra.
La tesi, in particolare, ha l’obiettivo finale di ideare una soluzioni recupero fattibile per alcune borgate di Coazze, in provincia di Torino mediante :
-informazioni teoriche sulla sostenibilità in generale, sul turismo sostenibile e sul ruolo dell’Albergo Diffuso in tale ambito;
-studi riguardanti le strutture ricettive sostenibili, tra cui, in particolare, l’Albergo Diffuso;
-presentazione del modello “Albergo Diffuso” ideato da Giancarlo Dall’Ara e dell’Associazione nazionale Albergo Diffuso (ADI);
-verifica delle iniziative ecologiche intraprese degli attuali alberghi diffusi riconosciuti;
-riposta di un progetto di Albergo diffuso per la comunità montana di Coazze.
- Abstract in italiano (PDF, 91kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 91kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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