Il cohousing come abitazione sociale : un ritorno alla comunità
Luca Sgambetterra
Il cohousing come abitazione sociale : un ritorno alla comunità.
Rel. Luca Davico. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
Prima di iniziare una tesi per la laurea magistrale, è necessario riflettere sul percorso, anche di vita, che ha plasmato una persona per portarla a scegliere un argomento piuttosto che un altro. Per chi scrive questo viaggio è iniziato durante gli ultimi due anni dell'università dove è venuto alla luce un sentimento forte nei confronti della persona, dell'essere umano, che vive, gestisce, frequenta, l'architettura. In ogni progetto studiato, ogni esame superato, era chiara la propensione verso la comprensione del rapporto tra persona ed oggetto: sensibilizzare la natura di un architetto che spesso porta, soprattutto uno studente di architettura, ad essere più appariscente che concreto, più autocelebrativo che funzionale.
Questa attitudine alla partecipazione attiva ed all'incontro, al confronto ed alla familiare condivisione con gli altri, mi ha portato a scegliere un tirocinio finale in un luogo con un approccio differente alla progettazione. L'associazione Architettura Senza Frontiere Piemonte Onlus porta avanti da anni un'idea di architettura che si basa sulla conoscenza prima di tutto, sulla solidarietà e sulla collaborazione, sulla formazione e sulla condivisione: tutti elementi presenti nella lista delle mie preferenze.
Ho iniziato così la mia esperienza di tirocinio in un'associazione, non in uno studio. In quel momento uno dei progetti principali era lo studio fatto da altri due studenti su un quartiere di una città argentina che si chiama Rafaela. In un paese ancora pieno di difficoltà sociali ed economiche, uno studio interdisciplinare con altre facoltà torinesi, ha cercato di trovare una possibile soluzione ad un'emergenza abitativa molto concreta nella città. Hanno deciso dunque di proporre un modello di abitazione sociale al comune argentino.
Il lavoro, effettuato insieme ad una collega di università, è stato quello di studiare le abitazioni sociali presenti nel territorio italiano e torinese nello specifico, per individuare le caratteristiche e le criticità dei vari esempi, in modo da offrire una possibile scelta al progetto argentino. Durante i mesi di ricerca abbiamo scoperto un panorama di modelli assai vasto, in continua crescita ed in continuo cambiamento, che comporta però una grande confusione, non solo per coloro che sono lontani dal tema dell'architettura, ma anche per gli addetti ai lavori e le amministrazioni pubbliche. L'analisi ha avuto quindi il ruolo di fare luce su un argomento ancora troppo oscuro nel panorama abitativo italiano.
La ricerca però mi ha aiutato a definire ancora di più l'idea sulle relazioni tra persone ed architettura e mi ha portato a scegliere come argomento di tesi un piccolo ambito di questo grande scenario sui modelli di abitazione contemporanei.
Unendo quindi i vari interessi descritti, la comunità contrapposta all’individuo e l'architettura di fronte alle persone, ho scelto di approfondire il tema del cohousing e delle motivazioni per le quali in questi ultimi anni si sta tornando alla condivisione di molti momenti comuni durante la giornata.
Si è partiti dunque dalle motivazioni storiche e sociali che hanno portato alle difficoltà economiche e abitative della società moderna negli ultimi decenni, per studiare l'idea di comunità sotto diversi punti di vista e giungere ad analizzare il cohousing come una delle soluzioni abitative contemporanee.
Nello specifico il primo capitolo dopo l'introduzione, cerca di dare chiarezza sulle possibili cause della situazione odierna dividendosi in due grandi sezioni: da una parte le motivazioni sociali, dall'altra quelle economiche, che hanno fatto si che si arrivasse a questa crisi abitativa. Le motivazioni sociali si possono ritrovare in una ricerca storica sui moti degli anni sessanta distinguibili nei vari paesi mondiali, sulla crisi post era industriale, sulla costruzione massiccia ed importante nel secondo dopoguerra. D'altro canto non si può non menzionare una crisi familiare, nata dal cambiamento repentino della visione dell'individuo nei confronti della società; l'elasticità del mondo moderno, sia sotto un punto di vista lavorativo, sia sotto un punto di vista sociale, sembra non offrire una serenità e certezza per i giovani. Parallelamente esiste da decenni, e non solo da anni come si crede, una crisi economica del settore immobiliare che è rimasta nascosta per diversi motivi e che nasce da cause differenti che saranno analizzate nel capitolo.
Il terzo capitolo è necessario per spostare l'attenzione da argomentazioni più pratiche a ragionamenti teorici sull'idea di comunità sotto due punti di vista differenti: quello sociologico e quello filosofico. Con l'aiuto di due grandi maestri delle rispettive materie, si è tentato di dare una spiegazione del perché la comunità è sempre stata presente nella quotidianità, perché è rimasta nascosta e perché oggi ritorna come elemento fondamentale nella vita di ognuno di noi. Questo capitolo che apparentemente può sembrare fuori tema rispetto all'argomento principale della tesi, è fondamentale se si pensa alle scelte che hanno portato il sottoscritto a tendere verso un certo tipo di pensiero sull'architettura.
Dal quarto capitolo inizia una fase del lavoro più pratica e più concentrata sul cohousing come modello abitativo contemporaneo. Si sono analizzate nello specifico le caratteristiche, le tipologie e i primi casi come esempi storici. Dopodiché si è concentrata l'attenzione sull'Italia: la situazione è ancora molto offuscata e decisamente in ritardo rispetto ad altri stati europei per quanto riguarda le abitazioni sociali, le possibili sovvenzioni ed i finanziamenti. Anche in questo capitolo si cerca di fare chiarezza sul panorama generale per poi, nella parte successiva dell'elaborato, analizzare alcuni casi italiani di cohousing esplicitando le differenze e le motivazioni delle singole scelte, grazie anche all'aiuto delle interviste effettuate.
Gli obiettivi di questa tesi devono essere dunque di due tipi: in primo luogo chiarificatori ed illustrativi sulle problematiche, ma soprattutto sulle differenze delle modalità di abitare sociale. E in secondo luogo devono essere motivazionali:
come e perché il cohousing può e deve essere una soluzione a dinamiche sociali che confluiscono in disagi abitativi. Perché la concezione moderna della comunità risulta essere un ritorno al passato, all'idea di solidarietà e condivisione, con caratteristiche totalmente nuove ed innovative.
È necessario studiare la persona umana, l'individualismo moderno e il senso che le persone hanno della comunità negli anni coerenti per comprendere come il cohousing può aiutare a convergere le attenzioni sui rapporti e le relazioni. Grazie alle interviste in diversi casi di cohousing si cerca di riscontrare gli effetti positivi e negativi delle prime esperienze italiane. Dopo alcuni anni dalla loro nascita e creazione, questa tesi si pone l'obiettivo di tirare le fila riguardo a molteplici aspetti: prima di tutto quelli architettonici, ma anche da un punto di vista relazionale e solidale.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
