Occupando Estelita : progetto di riqualificazione urbana per il molo José Estelita, Brasile
Tamiris Tomimatsu Stevaux
Occupando Estelita : progetto di riqualificazione urbana per il molo José Estelita, Brasile.
Rel. Pierre Alain Croset. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
Molte città nascono e si sviluppano vicino a corsi d’acqua. La necessità fisiologica dell’uomo e l’importanza funzionale ed economica dell’acqua giustificano questa relazione fin dall’antichità, con la costruzione dei primi villaggi.
Le cittadine diventano città e la necessità di infrastrutture oltre che la costruzione di magazzini e edifici impediscono alle popolazione di usufruire dell’acqua; anche le stazioni, le ferrovie, le autostrade e i container creano una barriera di separazione tra la città e i corsi d’acqua. Quest’ultimo fattore insieme allo sviluppo tecnologico e il carattere dell’economia stimolano il processo di degradazione delle aree centrali e di fondamentale importanza per l’identità delle città.
Secondo il Ministero delle Città, (IPHAN; MINISTÉRIO DAS CIDADES, 2011, p.21), le aree urbane centrali e le città storiche lungo la loro esistenza subiscono, in generale, processi di trasformazione che portano questi luoghi a situazioni di degrado, cambiamento della dinamica economica, svuotamento di usi e funzioni, abbandono, precarità degli spazi, servizi urbani e attrezzature.
Dopo un periodo di obsolescenza, le aree centrali e portuali attirano un’altra volta l’interesse del capitale, per la presenza di infrastrutture, la posizione strategica nel tessuto urbano o la capacità di aggiungere valore economico al patrimonio architettonico conservato o spesso abbandonato.
Tuttavia con “l’accorciamento” delle distanze e grazie allo sviluppo delle tecnologie di comunicazione e di trasporto, la concorrenza tra le città aumenta dato che la distanza non è più un fattore importante nella scelta della localizzazione dell’investimento. Quindi, le aree portuali devono competere per il capitale, per nuove industrie e imprese.
Le città che prima cercano di distinguersi dalle altre attraendo l’economia globale con il disegno urbano, oggi utilizzano quest’ultimo per creare un’immagine di consumo ed esportazione, riconoscibile a livello globale3.
Quando si recupera o addirittura si produce un capitale simbolico che dà senso alla vendita delle città in ambito culturale internazionale, la città diventa un simbolo, pieno di positività, che John Hanningan in Fantasy City e Guy Jullier In The Culture of Design definiscono come “branding”4 della città (MUÑOZ, 2008, p.69).
Il problema è che oggi molti di questi interventi seguono i modelli di pianificazione strategica utilizzando il territorio in maniera indifferente al contesto e indipendente dal tempo. La gentrificazione, la “spettacolarizzazione” di interventi e il trattamento della cultura come merce sono alcuni degli elementi di questa strategia.
Riguardo ciò, è importante analizzare l’orientamento che la pianificazione territoriale e urbanistica prende e la sua influenza sul disegno urbano. Nel costruire una sorta di realtà parallela in cui le città si mostrano comuni e banali, gli interventi di riqualificazione spostano l’attenzione delle relazioni sociali costruite a livello locale, imponendo alle città un approccio globale caratterizzato dal consumo visuale dei paesaggi costruiti per il tempo libero e per il turismo culturale. Questa inversione mette a rischio i precetti del diritto alla città, alla qualità della vita, al diritto alla memoria e all’identità della città.
Questo processo può essere osservato nel Molo José Estelita, oggetto dinte molto degradato e trascurato dalle ammisé, è una zona ricca di tracce della storia come a Pontas, costrme importanza nel periodo coloniale. Però la città di Recife.
Tuttavia Belize Càmara Coruranterogetto, Consorzio Nuovo Recife che proponendomini di lusso, un grande albergo, percorsi per la cose di pullman o marciapiedi che potrebbero migne come principio democratico è prevista sin dalla pra dallo Statuto del Comune del 2001, come strumento di politica urbana, “attraverso dibat città" (LIRA, 2004). Anche se negli ultim rivelano di estrema importanza in quanto meccanismi di espresszione è stata assente.
Questo aspetto, insieme alla mancanza di dialogo tra le preesistenze e il nuovo progetto, rafforza la separazione tra l’uomo e il lungomare, incoraggiando la popolazione a manifestare contro il Consorzio Nuovo Recife.
Opponendosi al progetto, la popolazione crea il movimento OcupeEstelita sostenendo che il modello delle politiche pubbliche dello stato di Pernambuco e della città di Recife ignora i problemi urbanistici di base come la mobilità, la conservazione della memoria storica e le caratteristiche ambientali della città.
Al fine di riqualificare l’area in questione rafforzando identità e memoria ed integrandola con i quartieri circostanti e la città di Recife, si desidera pertanto elaborare proposte di intervento che promuovano una “città vivace, sicura, sana e sostenibile” (GEHL, 2013).
Inquadrato il problema, l’obiettivo di questo lavoro è sviluppare un progetto di riqualificazione urbana di un’area lungomare, il Molo José Estelita a Recife, Pernambuco, al fine di promuovere la dimensione umana come elemento chiave per una nuova pianificazione. Alcuni dei principi da prendere in considerazione e da sviluppare nell’area di intervento sono la diversità di usi e funzioni, l’accessibilità del sito con priorità ai pedoni e ai ciclisti e lo stimolo del rapporto uomo-acqua.
Per raggiungere questo obiettivo, le procedure metodologiche scelte cercano di fornire un riferimento teorico sul disegno urbano con uno sguardo che privilegia una “lettura umanizzata” degli spazi pubblici. L’analisi di alcuni casi studio di riqualificazione dei waterfront, sono inoltre di grande aiuto contribuendo alla stesura del progetto. Resta perciò inteso che per una buona progettazione è necessario studiare le aree di waterfront riqualificate, concetti e principi per analizzare come esse siano state affrontate in altri contesti, nonché una dettagliata analisi del contesto urbano in cui il molo è inserito, la tipologia di edifici, la gerarchia delle strade, le attività predominanti, ecc.
Inizialmente si elabora un quadro teorico sui tipi di pianificazione e riqualificazioni dei waterfront basato su documenti, articoli, saggi di ricerca, libri e tesi di laurea. Tra gli autori studiati troviamo Jan Gehl (2013), Janes Jacobs (2000), Vicente Del Rio, Francese Muñoz (2008), Carlos Vainer (2000), Paulo César da Costa Gomes (2002), Tim Waterman e Ed Wall (2012) e il gruppo Project for Public Spaces (PPS) (2013).
Successivamente si sviluppano due casi studio sul tema della riqualificazione di waterfront. Per capire meglio ciascuno degli aspetti affrontati, sono stati scelti Puerto Madero a Buenos Aires, Argentina e Aker Brygge, ad Oslo, Norvegia.
In seguito si fa un’analisi dettagliata dell’area di progetto, raccontando storia, nascita e successiva degradazione del molo José Estelita. Si è poi approfondito il quadro normativo dell’area, la descrizione del sito e l’elaborazione di mappe e schemi con l’aiuto di immagini di Google Earth e Google Street View, che permette di esplorare i luoghi attraverso immagini panoramiche a 360 gradi. La documentazione fotografica aiuta inoltre a comprendere l’oggetto di studio e i cambiamenti durante gli anni.
Si identificano il sistema stradale, la tipologia degli edifici ed altri elementi importanti sono identificati per comprendere l’oggetto studio secondo il metodo di analisi di due docenti brasiliani: Frederico Holanda e Gunter Kohlsdorf. Il sistema osserva e valuta la dimensione economica, finanziaria, funzionale, sociologica, bioclimatica e percettiva del luogo.
Infine, si fa una breve descrizione e analisi critica del Consorzio Nuovo Recife, indicando il parere di diverse istituzioni legate al patrimonio come l’Istituto di Storia e Patrimonio Artistico (Instituto do Patrimònio Histórico e Artistico Nacionai - IPHAN) e la Fondazione del Patrimonio Storico e Artistico di Pernambuco (Fundagào do Patrimònio Histórico e Artìstico de Pernambuco - FUNDARPE).
Il lavoro è organiomento della riqualificazione con un’analisi del tema dell’attualità e la presentazione di due casi studio. Il secondo capitolo presenta un breve racconto storico riguardo il quartiere di Sào José e del Molo José Estelita, le normative riguardante la zona, la descrizione e l’analisi dell’oggetto di studio e dei suoi dintorni, una breve descrizione degli interventi proposti per l’area, la descrizione e analisi critica del Consorzio Nuovo Recife, con il parere di alcuni enti pubblici e professionisti e infine una descrizione del movimento di opposizione al Consorzio indicando i punti di debolezza di quest’ultimo progetto e i principi espressi da loro. Nel terzo capitolo sono definite le linee guida di progetto e presentate le prime proposte
- Abstract in italiano (PDF, 93kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 102kB - Creative Commons Attribution)
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