Ri-immaginare i Murazzi : ipotesi di rifunzionalizzazione dei murazzi del Po
Carolina Rossi
Ri-immaginare i Murazzi : ipotesi di rifunzionalizzazione dei murazzi del Po.
Rel. Massimo Camasso. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture For The Sustainability Design, 2014
Abstract
Introduzione
Il tema della rifunzionalizzazione di aree dismesse si trova, nel caso del complesso dei Murazzi del Po, di fronte ad un'anomalia rispetto ai luoghi che vengono in genere sottoposti a interventi simili. In questo caso infatti l'area di progetto non è un'ex complesso industriale ormai inutilizzato, ma invece un luogo che ha ospitato, nel corso della sua vita, destinazioni d'uso tra le più disparate, le quali vanno ad arricchire il suo valore immateriale. Le arcate ottocentesche dei Murazzi furono originariamente progettate per soddisfare le esigenze delle attività lavorative che venivano all'epoca svolte in riva al fiume, come ad esempio il rimessaggio delle barche da pesca, le lavanderie o la raccolta della sabbia; una volta cessate queste attività, verso la metà del Novecento, l'area subì una forte dequalificazione dovuta al graduale abbandono, finché verso la metà degli anni 70 del secolo scorso vennero concesse licenze per l'apertura di locali notturni all'interno delle arcate, nel tentativo di rilanciare questa zona. Questo tratto di lungofiume, diventato negli anni famoso come fulcro della vita notturna torinese, venne posto sempre più al centro della scena cittadina e preso di mira dalle polemiche dei residenti, al punto che nell'ottobre del 2012 la Procura della Repubblica, su mandato dell'amministrazione comunale, mise sotto sequestro la quasi totalità dei locali presenti ai Murazzi e le relative strutture provvisorie collocate sulle banchine.
Il fatto che, a quasi un anno di distanza dalla chiusura dei locali, nonostante il malcontento di molti (soprattutto giovani) torinesi esternatosi in occasione di numerose manifestazioni a favore della riapertura delle arcate, esse fossero ancora sigillate, mi ha spinta nell'Ottobre del 2013 a partecipare ad un 12hr workshop intitolato "Ri-immaginare i Murazzi". Grazie a questa esperienza ho avuto modo di ampliare le mie conoscenze riguardo alle vicende che hanno portato alla cessazione di queste attività, di ascoltare il punto di vista di tutte le parti in causa, e di riflettere
in merito al vuoto lasciato dalla decisione della magistratura, che a quanto pare non sarà colmato entro breve.
Riflettendo sui fattori hanno a lungo termine portato al malfunzionamento dei Murazzi come polo della vita notturna torinese, ritengo che la chiusura degli stessi debba essere vista come l'occasione giusta per la città di Torino per provare a reinventare un lungofiume migliore di quello di carattere monofunzionale dei decenni passati.
Il lavoro svolto nella mia tesi intende quindi essere un'analisi atta a comprendere le origini dell'altalenante malfunzionamento del luogo, provando infine a dare una risposta all'interrogativo sul futuro dei Murazzi.
La tesi si compone di un'analisi storica dell'area d'intervento svolta mediante la raccolta di materiale di archivio, affiancata da uno studio riguardante alcune città fluviali europee in alcune delle quali, analogamente a Torino, l'integrazione del fiume nel paesaggio urbano è avvenuta soltanto a seguito della demolizione della cinta fortificata, il che è fondamentale per comprendere come i Murazzi fossero inizialmente in uno spazio residuale nei confronti della città.
Successivamente, avendo preso atto del fatto che Torino avrebbe molto da imparare dal resto d'Europa in fatto di riqualificazione dei lungofiume, ho ritenuto opportuno selezionare alcuni casi studio a mio avviso più significativi e all'avanguardia, oltre che adatti per l'area di intervento in questione; dal confronto con le altre banchine europee ho potuto inoltre notare che i Murazzi sono uno dei pochi lungofiume che possono vantare la peculiarità di ampi locali retrostanti il muro di alaggio, di cui le altre città sono invece generalmente sprovviste.
In seguito ad uno studio approfondito riguardante le questioni di attualità, con particolare attenzione riguardo alle criticità delle precedenti destinazioni d'uso, sono passata alla fase progettuale nella quale si è trattato di sintetizzare il materiale precedentemente analizzato.
Un obiettivo principale del mio approccio progettuale è stato quello di ipotizzare un nuovo programma funzionale per l'area di progetto, comprendente le arcate, le banchine e l'intero complesso dei Murazzi del Po. L'intervento si divide in due sezioni: l'area viene prima analizzata nella sua totalità a livello di masterplan per quanto riguarda lo studio di nuove destinazioni d'uso volte a creare un mix funzionale in grado di attrarre diverse tipologie di utenza, a differenti ore del giorno e della notte; in seguito l'attenzione è stata posta in particolare su di un elemento architettonico "parassita", pensato per un utilizzo temporaneo, in grado di ospitare al suo interno un ristorante e contribuire al progetto complessivo, fungendo anch'esso da attrazione.
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