Sperimentare l'innovazione del piano urbanistico - Il PRG di Villastellone e l'art.14bis della legge urbanistica regionale piemontese 3/2013
Rocco De Vita
Sperimentare l'innovazione del piano urbanistico - Il PRG di Villastellone e l'art.14bis della legge urbanistica regionale piemontese 3/2013.
Rel. Carlo Alberto Barbieri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2014
Abstract
La presente tesi è stata elaborata seguendo il lavoro svolto, in ambito di Tirocinio, presso lo Studio Liveriero.
Il progetto riguarda la rielaborazione del PRG di Villastellone a seguito delle controdeduzioni presentate dalla Regione Piemonte.
In seguito all’emanazione della nuova Legge Urbanistica Regionale del Piemonte, si voluto sperimentare quelli che sono i dettami espressi dalla normativa, in riferimento all’elaborazione del Piano secondo le Componenti Strutturali e Operative; nello specifico si fa riferimento all’innovazione espressa all’Art.l4bis della suddetta.
Nel Primo Capitolo si ripercorre quella che è stata l’urbanistica in Italia, attraverso uno sguardo di insieme ovvero vengono espresse le differenze che intercorrono tra i Piani di prima, seconda e terza generazione. Vengono inoltre riassunte, a grandi linee, le varie proposte di legge in materia di Governo del Territorio, indicando i principi e le opportunità, che queste possono apportare all’ormai superato sistema di pianificazione. Ed è questo stesso sistema di pianificazione, (si fa riferimento alla pianificazione locale comunale e intercomunale) che sarà preso in esame attraverso una differenza tra, gli ormai superati Piani Regolatori e i Piani Strutturale e i Piani Operativi che alcune nuove leggi urbanistiche regionali già introduco.
Nel Secondo Capitolo si propone l’innovazione di Piano come sperimentazione. Dopo aver fatto un excursus su quella che è stata la legislazione urbanistica regionale in Piemonte, si ripercorrono le innovazioni e le problematiche della LR3/2013, con particolare attenzione alla differenza tra la componente strutturale e quella operativa e alle problematiche a loro connesse.
Nel Terzo Capitolo si fa riferimento al caso studio che è stato preso in esame, ovvero il PRG di Villastellone. Vengono messi in evidenza sia le caratteristiche territoriali del Comune, sistema insediativo e infrastrutturale, sistema produttivo e sintema ambientale e agricolo, e sia vengono espressi quelli che sono i contenuti stessi della Nuova Variante al Piano. Si fanno presenti le osservazioni della Regione Piemonte e le problematiche riscontrate in sede di controdeduzioni; tale analisi porterà a delle considerazioni che riguarderanno il Piano come un processo non ancora concluso.
Il Quarto Capitolo rappresenta la sperimentazione vera e propria dell’Art. 14bis. Com’è possibile redigere un PRG seguendo tali indicazioni? E come sarebbe dovuto essere il PRG di Villastellone se fosse stato redatto seguendo completamento ciò che l’articolo detta?
Nelle Conclusioni vengono espresse la difficoltà che un urbanista può avere se volesse elaborare un PRG nelle sue componenti strutturali e operative. La difficile coesistenza delle due componenti di cui una nuova legge urbanistica regionale si è dotata, non risultano seguire le indicazioni che molte leggi urbanistiche regionali hanno fatto già da tempo. Si prefigura uno scenario ipotetico in cui il PRG, risulta non seguire quelle che sono le innovazioni del Governo del Territorio, ma diviene uno strumento urbanistico simbolo dell’ex legge regionale 56/77 arricchito solo nei contenuti.
Relatori
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