Nicla Coradazzi, Norberto Marzo
Arkitettiamo Fossano sostenibile - Un lavoratorio pqartecipato con i bambini.
Rel. Luca Davico. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture For The Sustainability Design, 2014
Abstract
Questa tesi nasce da un percorso di ricerca, e interesse personale, iniziato poco più di due anni fa, quando, grazie ai corsi di sociologia e alla guida di attenti osservatori, i nostri nipoti, abbiamo iniziato a conoscere i problemi della città.
Questa attenzione ci ha fatto scoprire come questi problemi creino disagio nel vivere la città contemporanea, come può essere quella di Fossano. Questo disagio è maggiormente sentito dalle fasce sociali più deboli quali i bambini, gli anziani e i portatori di handicap. Così come nell'elaborato della laurea triennale, anche questa tesi parla di città, Fossano, e bambini, ma soprattutto prova a far parlare i bambini su come vivono la città e del rapporto che hanno con essa.
Riusciremo cosi a capire quali sono quelle condizioni di malessere e violazioni, di cui a volte sono vittime, in una società che ha riprodotto ovunque un modello adultocentrico.
Ci siamo sentiti responsabili e abbiamo iniziato a capire che avremmo potuto fare qualcosa, sia come cittadini sia come futuri architetti, professione quest'ultima di particolare rilievo che pone incisioni e modifiche non indifferenti al tessuto urbano, cittadino e territoriale.
L'architetto, così come i pianificatori, non deve essere solo un disegnatore e costruttore di forme isolate dimenticandosi dello scenario in cui queste vengono ad inserirsi, ma un costruttore di ambienti completi all'interno dei quali è possibile sviluppare un sogno, vivere ad occhi aperti senza più preoccupazioni e paure, vivendo a pieno la città. L'architettura deve andare a vantaggio di un'attività unitaria che considera l'ambiente urbano come terreno di un gioco di partecipazione.
E' assolutamente indispensabile che cresca la consapevolezza della responsabilità sociale e politica nel degrado dell'ambiente, della qualità dell'aria, della vita collettiva nella maggior parte dei contesti urbani.
Alcuni scrittori, come ad esempio Francesco Tonucci, parlando del cambiamento che le città hanno subito, afferma che la città, negli ultimi decenni, ha rinunciato alle sue caratteristiche originali di luogo condiviso di incontro e di scambio per diventare un luogo di separazione e di specializzazione. Nei capitoli successivi mostreremo, con esempi e affermazioni dei bambini, i veri protagonisti di questa tesi, se quanto affermato può avere valenza anche per la città di Fossano. Se paragoniamo quanto detto alla realtà fossanese possiamo sicuramente sostenere anche noi, con dati alla mano, che la città ha scelto il cittadino maschio, adulto e lavoratore come parametro e ha dimenticato i bambini, e tutte le fasce più deboli quali le donne, gli anziani, i disabili e i poveri. Alcune di queste categorie sono sempre meno presenti all'interno della città, nascoste in casa o in luoghi specializzati, creati appositamente per loro.
L'intento di questa tesi è quello di affrontare, attraverso anche un progetto educativo, la crisi del modello urbano contemporaneo, che punti all'attivazione e valorizzazione non solo delle capacità critiche, comunicative e relazionali dei bambini, ma anche delle loro capacità progettuali e lavorative, appunto del bisogno di fare cose giocando.
Si può giocare progettando, mantenendo in vita i luoghi della convivenza sociale, elaborando insieme critiche e soluzioni per trasformare, recuperare, creare ex novo percorsi pedonali sicuri e rendere vivibili quegli spazi di svago e di gioco che ad oggi sono pensati come limitate porzioni geometriche ritagliate da un ampio ne come la città.
Queste limitate porziono altro che contenitori a cielo aperto di divertiil significatosa essere tale in questo contesto, recintae o recinzioni più solide, anche da parcheggi che snzialerediamo fortemente che questa tesi possa epoter dare vita a un laboratorio didattico, urbanoione ce scuole di Fossano, senza dimenticare l'i cittadini, riesca a garantire il diritto dei bambivibile, a quartieri sicuri, e ad un ambiente sano.
Una strategia vincente in mapotrebbe essere proprio quella di promuoveè una città nella quale starebbero tutti meglio.
Ein questo spirito, e sulla base delle premesse finora discusse, che abbiamo ritenuto utile approfondire, con una indagine empirica, la complessità della relazione che i bambini costruiscono con lo spazio pubblico, in un contesto urbano di Fossano differente dalla ricerca condotta per la tesi di laurea triennale.
E' stato approfondito lo studio delle seguenti problematiche: la percezione ambientale infantile e la conoscenza dell'ambiente urbano, l'uso infantile degli spazi pubblici, la percezione della sicurezza urbana, la percezione del conflitto tra bisogni dei bambini e degli adulti e, importantissimo, le proposte di riqualificazione e riprogettazione urbana. La metodologia impiegata ha previsto il coinvolgimento diretto dei bambini delle classi di quinta elementare, dell'istituto scolastico Primo Levi di Fossano, ai quali è stato chiesto di rispondere ad alcune domande per ogni attività a loro sottoposta.
Con loro sono state svolte una serie di attività atte a farci capire le criticità, i punti deboli e le migliorie da poter apporre su alcune zone, aiutandoci a capire anche quali sono gli spazi che frequentano maggiormente all'interno della città, evidenziando quindi le aree di poca sicurezza urbana, con scarsa fruizione da parte loro.
E' stato organizzato un laboratorio urbano-didattico, in via sperimentale, intitolato Arkitettiamo, con lo scopo di farne un'attività duratura nel tempo, in grado di operare per una nuova filosofia di governo della città, assumendo i bambini come parametro delle necessità di tutti i cittadini. Non quindi un maggiore impegno per aumentare le risorse e i servizi a favore dell'infanzia, ma per una città diversa e migliore per tutti, in modo che i bambini possano vivere una esperienza da cittadini, autonomi e partecipanti.
I soggetti intervistati che hanno partecipato alle attività del laboratorio Arkitettiamo, hanno messo in discussione, in modo particolare, la zona che circonda il loro istituto scolastico, prendendo in esame le strade, le piste ciclo-pedonali e le vie che tutti i giorni percorrono per raggiungere la loro scuola.
Oltre alla viabilità è stata sottoposta all’attenzione dei bambini la presenza degli spazi verdi, e, con le considerazioni personali dei bambini e le critiche ai luoghi presi in esame, sono emersi elementi positivi e negativi da tenere in considerazione nell'ipotesi di una nuova progettazione.
Con il consenso dell'amministrazione locale e grazie alla forte motivazione delle insegnanti dell'istituto scolastico, si è individuata un'area che potrebbe essere utilizzata come parco pubblico, ma anche come giardino della scuola Primo Levi.
Attraverso questa ricerca, sono emerse considerazioni e spunti interessanti dai quali partire per la progettazione di questo parco, collocato di fronte all'edificio scolastico.
- Abstract in italiano (PDF, 387kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 379kB - Creative Commons Attribution)
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